martedì 24 febbraio 2015

10 giochi a caso per Game Boy - quinta parte (memorie a 8 bit)


Riecco "10 giochi a caso per Game Boy", la rubrica dedicata ai giochi monocromatici che hanno caratterizzato la mia infanzia!  Oggi vedremo altre 10 cartucce, prese assolutamente a caso dal cassetto dei ricordi, accompagnate dagli aneddoti che come di consueto accompagnano questa mio percorso negli anni '90 videoludici a 8 bit!

51) Kirby's Dream Land

immagine da consoleclassix.com

Comincerei la carrellata odierna parlando di un piccolo capolavoro, del quale avevo già sentito parlare sulla rivista del Club Nintendo che mensilmente mi arrivava a casa: un Kirby non ancora rosa (sulla confezione era raffigurato in bianco) si aggirava in una manciata di livelli caratterizzati da un'atmosfera veramente magica: tutto era perfetto, dalle animazioni agli sfondi, passando per la musica di background.
Il personaggio era ancora allo stadio embrionale del suo sviluppo: non era in grado di assorbire le abilità dei nemici ma soltanto inghiottirli e/o sputarli.
"Kirby's Dream Land" l'avrò finito almeno una decina di volte.
Come si dice in questi casi, "breve ma intenso". 


52) Double Dragon II

immagine da giantbomb.com

Dopo aver apprezzato il primo capitolo, quando vidi "Double Dragon II" esposto in tabaccheria, me lo feci regalare subito, senza "se" e senza "ma". Scoprii un titolo, sebbene più limitato nel parco mosse, ancora più profondo del precedente: l'azione era interamente ambientata in una metropoli devastata dalle lotte tra bande; nonostante non fosse più possibile raccogliere le armi lasciate cadere dai nemici, l'atmosfera che si respirava era qualcosa di adrenalinico, soprattutto per un bambino come me, che iniziava a sudare ogni volta che la musica cambiava  in prossimità del boss di fine livello.
Rimasi shockato quando venni a scoprire che "Double Dragon II" non era altro che un adattamento per il mercato occidentale di un altro gioco della serie "Kunio-kun", la stessa dalla quale era stato ricavato "Nintendo World Cup".


53) Riddick Bowe Boxing

immagine da coolrom.com

Una cartuccia che vidi all'Auchan a sole 19 mila lire, e che comprai senza alcuna cognizione di causa: la mia unica intenzione era quella di farmi qualche partita ad un prezzo relativamente basso. Ovviamente ignoravo addirittura chi fosse Riddick Bowe, convinto che "Bowe" fosse un qualche aggettivo, che significasse "violento", "importante", ma ero troppo pigro per andare a cercarne il significato sul dizionario. Di questo gioco ricordo con piacere la possibilità di creare il proprio boxeur, scegliendo volto, colore della pelle e poco altro.


54) Donkey Kong Land 2

immagine da gamenyarth.blog67.fc2.com

Mi capitò di giocare a "Donkey Kong Country 2" durante un pomeriggio a casa di un mio compagno ricco, e dentro di me maledicevo mamma e papà che non mi volevano comprare il Super Nintendo: quella giostra di colori e di animazioni avrebbe dovuto allietare anche i miei pomeriggi, mentre invece mi dovevo invece accontentare del mio triste Game Boy.
Ma "Donkey Kong Land 2" uscì presto per il bistrattato portatile Nintendo, rivelandosi tra l'altro più vicino alla sua controparte a 16-bit rispetto al predecessore, musiche comprese.
Il miracolo aveva avuto luogo, e Nino era di nuovo un ragazzino felice.


55) Street Racer

immagine da gamekult.com

Se la mia memoria non fa cilecca, ecco un'altra delle cartucce scontate che comprai all'Auchan: conversione ambiziosa di un gioco Mario Kart-style per tutte le principali console, che comprendeva addirittura una modalità-calcio (tutti a bordo dell proprio veicolo), ma che sul Game Boy si traduceva in un ammasso indecifrabile di pixel che si muovevano sullo schermo. Per la cronaca: la pista di Helmut aveva di soffofondo un brano tratto da "633 Squadron", film inglese del 1964 sulla Seconda Guerra Mondiale. E cosa c'è di curioso? Che era lo stesso pezzo che si sentiva su "Quelli che il calcio" dell'epoca Fazio ogni volta che una squadra segnava un gol. Questo:



56) Ghostbusters II

immagine da gamefaqs.com

Quando ripenso a "Ghostbusters II", immediatamente la mia memoria mi riporta a lunghi pomeriggi invernali passati a letto con l'influenza. Si trattava di un gioco caratterizzato da una visuale a 3/4, nel quale si portavano a spasso ben due acchiappafantasmi nel tentativo di catturare ogni entità paranormale esistente nel livello: uno la immobilizzava con il flusso (tasto "A") e l'altro gettava la trappola (tasto "B"). E quando scadeva il tempo a disposizione, ecco improvvisamente tutti i nemici residui trasformarsi nel logo roteante della serie: potrà sembrare una sciocchezza, ma da piccolo era un evento che mi faceva gelare il sangue.


57) Monster Max

immagine da insertcoinclasicos.com

Un acquisto fortunato: una cartuccia targata Rare, molto simile a Solstice per NES nella sua struttura isometrica, nella quale era necessario evitare i nemici e raccogliere oggetti capaci di conferire diverse abilità. Un solo problema: selezionando la lingua italiana, ci si trovava davanti ad uno dei peggiori pasticci mai riscontrati in un videogioco, non tanto per errori grammaticali, bensì perché le descrizioni dei  livelli non corrispondevano mai. "Il bosco misterioso" era ambientato in una fabbrica, "il castello magico" consisteva in una foresta, e così via, senza eccezioni. Ad un certo punto questo problema iniziò a suscitare in me una fortissima ilarità, tanto da spingermi ad andare avanti solo per rendermi conto fino a che punto sarebbero potute arrivare queste mendaci descrizioni.


58) Donkey Kong

immagine da reddit.com

Il "remake" dello storico "Donkey Kong" del 1981, che presentava i primi livelli dell'originale e poi se ne andava per conto suo, con livelli ambientati nella giungla, in Egitto, in una grande metropoli, sopra un aeroplano. A Mario era permesso eseguire una moltitudine di mosse mai viste, tra le quali mettersi a camminare con le mani.
Questo titolo mi accompagnò durante tutta un'estate, e del quale ho dei bellissimi ricordi.
Ma non mi dilungherò eccessivamente su una delle cartucce più belle della mia collezione, dopotutto preferisco parlare di giochi brutti, no?


59) Golf

immagine da gamefaqs.com

Proprio come "Tennis", questo "Golf" non brillava assolutamente per la fantasia dei suoi realizzatori: è come se un picchiaduro fosse intitolato "Beat'em up" o un gioco di piattaforme "Platform". La cosa più comica è che all'epoca non sapevo assolutamente come si giocasse, e non ero neppure perfettamente al corrente riguardo le dinamiche della disciplina, potendo contare soltanto sullo sbiadito ricordo del cartone "Tutti in campo con Lotti" che guardavo da piccolo. Morale della favola: usavo il putt già dopo il tee shot, eseguivo tiri da 3/4 metri, concludevo la buca in 30/40 colpi. E mi chiedevo seriamente se la cartuccia non fosse difettosa. L'abbandonai dopo un solo giorno.


60) Mortal Kombat II

immagine da neogaf.com

Dopo la delusione del primo capitolo, lessi con sollievo le recensioni di "Mortal Kombat II" e lo volli a tutti i costi: al prezzo di avere a disposizione 8 personaggi dei 12 originali (mancavano Johnny Cage, Baraka, Kung Lao e Raiden), era possibile prendere parte a combattimenti nettamente più fluidi e veloci rispetto a Mortal Kombat I. Avevo sempre con me una rivista contenente tutte le mosse e tutte le fatality, che un giorno mio padre mi gettò nelle immondizie; essendo stata per me un tesoro di inestimabile valore, andai a recuperarla, e dopo averla accuratamente pulita dal sugo di pomodoro che la ricopriva, la nascosi in camera mia in un posto ultra segreto. Insieme alle figurine delle donne nude regalatemi dal mio compagno di banco.

Nino Baldan





Le puntate precedenti di "10 giochi a caso per Game Boy"

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