venerdì 16 gennaio 2015

10 giochi a caso per Game Boy - prima parte (memorie a 8 bit)


Archiviata la prima stagione di "memorie a 64 bit", ecco a voi una nuova rubrica, che attinge direttamente dai miei ricordi. Con "memorie a 8 bit" andrò a ritroso fino ai primi anni '90, rievocando quel bellissimo periodo della mia vita accompagnato dalla costante presenza del Game Boy e di tutti i giochi che mi facevo regalare: tanti, tantissimi, forse troppi. Ogni occasione era buona per spingere mia madre, mio padre, mia nonna, l'altra nonna, mia zia a comprarmi una cartuccia, tant'è che ad un certo punto nemmeno una scatola per scarpe era più sufficiente per contenere tutti i giochi in mio possesso.

"10 giochi a caso per Game Boy" non vuole essere una classifica, ma una sorta di quaderno dove annoterò di volta in volta i primi 10 titoli che mi verranno in mente, e a differenza di "memorie a 64 bit", non riprenderò in mano nulla, non scriverò alcun tipo di retro-recensione: lascerò che siano solo i miei ricordi a parlare. Siete pronti?...


01) Tetris

immagine da legacy-control.com

Come potrei cominciare se non con la cartuccia inclusa con la console?
Correva il lontanissimo 1990, avevo 7 anni, e prima del Game Boy mi erano stati regalati soltanto dei Gig Tiger con le figure preimpostate sullo schermo a cristalli liquidi: quando mia madre mi portò in un negozio di casalinghi e fece il grande passo acquistandomi la nuovissima console portatile Nintendo, non aspettai neppure di arrivare a casa per fare la prima partita, ma infilai le pile e mi misi a giocare direttamente per la strada. Quando mio fratello (di soli 2 anni) mi vide tenere in mano questo enorme ammasso grigio e squadrato, mi chiese di provare, ma io gli risposi "questa è una cosa da grandi"; lui non mi ascoltò, insistette e alla fine diventò pure più bravo di me.
"Tetris" era divertente, ma io volevo altri giochi, tanti altri giochi.


02) Super Mario Land

immagine da retrogameoftheday.com

Nei cataloghini Nintendo, questa è stata la cartuccia che più di altre aveva stuzzicato la mia fantasia. Sostanzialmente, il gioco era molto simile a Super Mario Bros, con livelli non più generici ma a tema egiziano, marino, dell'Isola di Pasqua e cinese, con due stage-sparatutto da completare a bordo di un sottomarino e di un aeroplano.
Tutto molto bello se non fosse stato microscopico, con uno sprite alto 12 pixel pronto a morire continuamente se non si fosse stato calcolato al millimetro ogni singolo salto.
Per la prima (e unica volta) l'idraulico baffuto anziché sfere di fuoco lanciava delle palle rimbalzanti capaci di raccogliere le monete.


03) TMNT: Fall of the Foot Clan

immagine da gamefaqs.com

"Teenage Mutant Ninja Turtles": da piccolo non avevo la più pallida idea di cosa volesse dire: sapevo fossero le tartarughe ninja, quelle della televisione, e per assonanza interpretavo la parola "teenage" come "tenace". Sì, le tartarughe ninja, mutanti e tenaci, che si aggiravano lungo i CINQUE livelli di gioco sempre con il sorriso sulle labbra.
Lo terminai dopo un paio di partite, ma continuai a rigiocarci spinto dalla presenza di tutti i personaggi del cartone animato e dalle stupende musiche di sottofondo in tema "Turtles" realizzate da Konami.
Un giorno mi accordai con un mio compagno di classe per portare entrambi "il gioco delle tartarughe ninja" durante la gita in pullman per fare un doppio, ma non potemmo per due motivi: 1) non esisteva una modalità a due giocatori; 2) lui non possedeva nemmeno la mia stessa cartuccia: aveva il secondo capitolo.


04) TMNT II: Back from the Sewers

immagine da gamefaqs.com

Ed eccolo qui "le tartarughe ninja due" in possesso del mio compagno di classe, con un sottotitolo, "Back from the sewers", che forte delle mie nozioni di inglese, interpretai come "il ritorno dei severi". Ma chi sarebbero stati questi severi? I Turtles o i loro nemici?
Escluderei a priori che si parlasse dei protagonisti, vista l'aria ancora più scema con la quale giravano per i livelli, muovendo appena la mano per sventagliare l'arma di fronte ai nemici.
Per inciso, qualche mese prima avevo ricevuto dal proprietario del gioco un pugno sullo stomaco a tradimento mentre cantavamo le canzoni di Natale col prete che suonava la pianola; ma ottenne il mio perdono dopo che mi fece scoprire questa cartuccia, dotata anch'essa di indimenticabili musiche di sottofondo.
Una piccola curiosità: "TMNT II" fu il primo gioco per Game Boy che mi capitò tra le mani a contenere frasi digitalizzate: "Cowabunga!" all'inizio dei livelli e "Pizza time!" quando si metteva in pausa, anche se io in tutta onestà capivo "Superfly".


05) TMNT III: Radical Rescues

immagine da gamefaqs.com

Non c'è due senza tre: dopo i due capitoli precedenti mi feci regalare anche questo "Radical Rescues". Avevo già sentito nominare i Radicali durante il telegiornale, pensavo che in qualche modo c'entrassero. A differenza degli altri due episodi, qui il gioco è strutturato in un unico immenso livello, ed il giocatore inizialmente ha a disposizione il solo Michelangelo; gli altri tre elementi del team dovranno essere liberati, e torneranno utili con le loro abilità speciali per avanzare attraverso passaggi prima inaccessibili.
Sicuramente il capitolo che mi piacque meno: lo finii quasi soltanto per scrupolo.
E per ascoltare le musiche di sottofondo, ovviamente.


06) Quirk

immagine da rfgeneration.com

"Quirk", o per me semplicemente "il pomodoro" per via dell'ortaggio che dava le sembianze al protagonista, è stato uno dei pochi giochi ad appassionare veramente mio padre, sveglio fino tardi per cercare di ruotare tutti i pezzi nel modo corretto per permettere al personaggio di raggiungere l'uscita. Io mi ritenni soddisfatto dopo aver completato la prima serie di 10 livelli. "Ma sì, chi se ne frega, mica devo diventare matto con sta roba" pensai.
Forse non tutti sanno che nella sua versione giapponese, il gioco si intitola "Mr Puzzle" e ha come protagonista…una patata!


07) Fortified zone

immagine da neoseeker.com

Questo gioco me lo prestarono a scuola, e lo finii agevolmente in un paio di giorni grazie ad un bug che avevo scoperto subito: tornando dalla pausa, il personaggio comandato dal giocatore godeva di alcuni attimi di invulnerabilità. Inutile spiegare come giocavo: pausa-spara-pausa-cammina-pausa-attraversa-le-spine.
"Fortified zone", un nome che non riuscii mai a farmi entrare in testa (tra l'altro pensavo fosse sbagliato e mancasse una L: "FortifieLd zone"), per questo lo definivo semplicemente "l'uomo e la donna", per via della differenza di sesso dei due protagonisti selezionabili.


08) Mystic Quest

immagine da cubed3.com

Il mio primo RPG! Comprato quasi per caso vedendo la copertina di tipo "medievale" in un famoso negozio di giocattoli del Lido, fu un gioco che mi stregò per mesi, con i suoi combattimenti in tempo reale alla Zelda, la sua trama intensa che tentavo di intuire facendo  un utilizzo continuo del dizionario di inglese, i suoi improvvisi cambi di musica e il sopraggiungere di cupi silenzi per indicare che qualcosa stava per succedere.
Finché mi bloccai, e dovetti mandare una letterina su foglio a righe ad un ragazzo che aveva pubblicato il suo indirizzo su una rivista per capire cosa avrei dovuto fare. E lui mi rispose, con annesso disegnino.E se si fosse trattato di un pedofilo?


09) Joe & Mac Caveman Ninja

immagine da gamefaqs.com

Giocavo alla versione arcade di questo titolo al mare, in un cabinato posto sotto il tendone del bar; quando lo vidi per Game Boy in vetrina di un negozio di videogiochi, non tardai un attimo a farmelo regalare. Avrebbe potuto essere uno di quei giochi terribili, che conservavano solo il nome dell'originale, ma che nascondevano, che so, un rompicapo; invece mi andò piuttosto bene, con una cartuccia che bene o male rispettava grafica e struttura del suo corrispettivo da sala. Solo più in piccolo e con meno nemici, ecco.


10) Bugs Bunny Crazy Castle

immagine da khmertube.khmerlite.ws

Concludo con un gioco che per me è stata una completa delusione: attratto dalla figura di Bugs Bunny sulla confezione, mi portai a casa questa specie di labirinto di tubi, scale, porte dove non bisogna fare altro che raccogliere tutte le carote per passare al livello successivo, evitando l'impatto con altri Looney Tunes che si aggirano senza meta.
L'unica cosa che ricordo con piacere sono le musiche dalle sonorità jazz.
Per la cronaca: all'epoca questo gioco uscì IDENTICO anche con le licenze di Roger Rabbit prima e di Topolino poi. Evidentemente a seconda di chi, al momento, concedeva i diritti a più buon mercato.

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