venerdì 6 febbraio 2015

10 giochi a caso per Game Boy - quarta parte (nostalgia a 8 bit)


Siete pronti a vedere con me altri quattro giochi per Game Boy, pescati assolutamente a caso dal mio cassetto dei ricordi? Allora, come si dice in questi casi…pronti…via!

41) Adventure Island

immagine da roms-search.com

Ricordo di aver ricevuto per Pasqua, al posto delle uova di cioccolato (che una volta private della sorpresa sarebbero state lì ad ammuffire), tre giochi per Game Boy: quello da parte di mia nonna fu "Adventure Island", conversione semi-ufficiale di "Wonder Boy", visto in vetrina di un negozio di giocattoli delle Mercerie ora ahimè convertitosi in rivendita di souvenir.
Che dire? Mi garantì delle ore di divertimento, sebbene la sua struttura lineare e "retrò" non riuscì mai a farmelo annoverare tra i miei giochi preferiti. Mi piacquero molto dinosauri/draghetti cavalcabili, che furono per me un ottimo surrogato a "Super Mario World", che non potei avere in quanto il Super Nintendo si rifiutarono di prenderemelo.
Ma questa è un'altra storia.


42) Bubble Bobble 

immagine da mobygames.com

Il secondo gioco che mi venne regalato (stavolta da mia zia) fu "Bubble Bobble": una conversione davvero fedele dell'originale, che, per chi non lo sapesse, aveva come scopo quello di "liberare" ogni livello da tutti i nemici, rinchiudendoli dentro a delle bolle e facendole scoppiare. A questa cartuccia devo uno dei traumi della mia infanzia: "il beluga". Quando il tempo a disposizione era ormai scaduto, dapprima la musica accelerava il suo ritmo, con tutti i nemici che correvano di qua e di là all'impazzata, finché questo mostro faceva la sua terrificante comparsa. "Il beluga" non era altro che una testa di pesce scheletrica, che scorreva qua e là per lo schermo; reputo superfluo spiegare come la sua sola presenza potesse letteralmente indurre crisi di panico ad un bimbo di 8/9 anni, figuriamoci a mio fratello che ne aveva 5 di meno.
Era uno sprite grande una ventina di pixel quadrati, ma che ancora oggi al solo ricordo mi fa rabbrividire.


43) Wizard and Warriors: Fortress of Fear

immagine da gamefaqs.com

Ecco il terzo gioco che ebbi in dono per Pasqua (stavolta da mio nonno). "Wizard and Warriors: Fortress of Fear" era un platform sviluppato da Rare, caratterizzato da una fastidiosissima lentezza che accompagnava ogni movimento; come se non bastasse, era spesso richiesto di saltare su delle piattaforme in movimento larghe sì e no 6/7 pixel, con il nostro personaggio che si elevava in volo al rallentatore, ed altrettanto lentamente finiva nel precipizio. Per ottenere una vita extra, bastava raccogliere l'icona raffigurante la testa del nostro personaggio, che fino all'ora di ieri credevo trattarsi di un prosciutto.


44) Street Fighter II

immagine da gameboy2jar.blogspot.com

Era dai tempi della sua gloriosa uscita in sala giochi che sognavo di potermene stare stravaccato sul divano di casa con una versione portatile di Street Fighter II, ma questo non si realizzò fino al 1995. All'epoca non possedevo alcuna console che annoverasse una sua conversione. e quando lo vidi per Game Boy non mi preoccupai nemmeno di informarmi su come fosse: avrei dovuto per forza farlo mio, per motivi collezionistici e morali.
In questo porting mancavano all'appello Dhalsim, Honda e Vega (quello con gli artigli), ma ogni personaggio era comunque dotato del suo stage e della sua musica di sottofondo.
Il gioco girava con una lentezza paurosa, dando l'impressione che le mosse partissero in ritardo rispetto al momento nel quale si era eseguita la combinazione. Inoltre, gli sprite erano dotati di un numero di frame decisamente ridotto rispetto alla controparte a gettoni, ma quello che c'era a me bastava ed avanzava. Passai almeno un mese a finirlo e rifinirlo tutti i giorni, conscio di vivere quello che per molti anni è stato uno dei miei più grandi sogni.


45) J League Winning Goal

immagine da gamefaqs.com

Dopo "Nintendo World Cup" avevo bisogno di una simulazione calcistica "vera", senza spintoni e supertiri, che incarnasse il vero spirito di quello sport. Ritrovai, nello stesso negozio di videocassette che mi aveva fornito la versione giapponese di "Wario Land", la confezioncina nipponica di "J League Winning Goal": lo portai a casa, e mi trovai di fronte ad un gioco niente male, sebbene alquanto "rigido" ed "ingessato" nella sua struttura.
La cartuccia dava la possibilità di affrontare un'intera stagione di J League, e mentre giocavo, viaggiavo con la fantasia, immaginando rivalità tra calciatori della stessa squadra, polemiche per le sostituzioni e così via. PES prima di PES.


46) Double Dragon

immagine da timclarepoet.co.uk

All'epoca ero un esperto della versione arcade, che riuscivo a far funzionare spingendo con forza le monetine da 200 lire anziché le 500 richieste; un giorno andai sfacciatamente dal gestore a farmi cambiare duemila lire in pezzi da 200, fu così che alzò la voce dicendo "ah, ecco chi è che che scrocca le partite!". Reagii scappando.
Un giorno vidi la versione portatile di "Double Dragon" esposta in tabaccheria, e la comprai immediatamente, scoprendo una conversione abbastanza fedele, con tutte le mosse e i livelli della controparte arcade, comprese le mitiche musiche di sottofondo.
Uno dei giochi che in assoluto mi ha reso più soddisfatto del suo acquisto.


47) Donkey Kong Land

immagine da purenintendo.com

"Donkey Kong Country" era da poco uscito per Super Nintendo: ho sempre invidiato i suoi possessori per la grafica pre-renderizzata che il titolo riusciva a sfoggiare, che vedevo come un netto salto in avanti rispetto agli sprite disegnati che fino a quel momento avevano caratterizzato la mia esperienza videoludica. Ma il Super Nintendo non me lo vollero comprare, e quando seppi dell'imminente uscita di una versione Game Boy, attesi spasmodicamente la sua comparsa sugli scaffali, finché, una volta avvistata nel negozio di giocattoli più vicino, me la feci regalare. Aprii la scatola e trovai una simpatica cartuccia color giallo-banana; il gioco conteneva sprite e sfondi del tutto simili alla sua controparte a 16 bit, tutto molto fluido e dettagliato, sebbene non è che si distinguesse un granché sullo schermo monocromatico della console.
Man mano che i livelli si susseguivano, però, mi accorgevo di una decrescente attenzione al dettaglio, che culminava nella serie di livelli ambientati sulle nuvole, con fondali spogli disegnati con il paint in maniera piuttosto approssimativa. Ad ogni modo, "Donkey Kong Land" fu un gioco che mi rese, a distanza di anni, nuovamente orgoglioso di possedere un Game Boy.


48) Wario Land 2

immagine da soluce.jeuxactu.com

Avevo apprezzato e "consumato" il primo capitolo, fu così che acquistai il seguito senza pensarci due volte: un bel gioco, non c'è che dire, ma che mi lasciò un po' di amaro in bocca: le suggestive e pittoresche mappe dei mondi erano state sostituite da un susseguirsi di caselle su uno sfondo scuro; Wario non usufruiva più di power-up, bensì assumeva temporaneamente strane sembianze se veniva in contatto con alcuni nemici.
Le trasformazioni comprendevano Wario-schiacciato, Wario-pallone e Wario-zombie, fino ad arrivare ad un Wario-ubriaco (!!!) che nel manuale di istruzioni fu eufemizzato in "Wario-pazzo", come vennero censurati i boccali di birra che causavano il suddetto stato, editati in anonimi oggetti sferici. Il protagonista inoltre non moriva mai, ogni danno gli faceva al massimo perdere qualche moneta, e l'assenza dell'elemento di sfida fu a mio avviso la più grande pecca di questa cartuccia, che però ricomprai non appena fu convertita per Game Boy Color.


49) Home Alone

immagine da myloandchibi.fr

Secondo gioco (dopo "Terminator 2") gentilmente prestatomi dal mio facoltoso compagno di catechismo, talmente gentile da dimenticarsi di richiedermelo indietro. E come rimproverarlo? "Home Alone" (o per gli amici "Mamma ho perso l'aereo") era un platform banale, nel quale al giocatore era richiesto di girare in lungo e in largo per una casa, saltando in ogni dove, nella spasmodica ricerca di vasi, collane e altri oggetti preziosi da mettere al sicuro dai ladri (ponendoli all'interno della finestrella della lavanderia).
Più che un'intrusione in un appartamento, sembrava che Kevin fosse alle prese con un'occupazione, visto l'alto numero di nemici presenti, tra i quali degli energumeni pelati mai apparsi nel film.


50) Prince of Persia

immagine da youtube.com

Concludo questa mia carrellata con uno di quei titoli che ancora oggi non ha perso la sua reputazione di capolavoro: "Prince of Persia": i miei compagni di classe possessori di Amiga me ne parlavano in continuazione, e quando vidi la versione Game Boy esposta in tabaccheria decisi di farmela regalare. Sulla copertina, ricordo ancora, non era presente il logo "GIG", all'epoca distributore ufficiale per l'Italia, bensì un altro marchio: fino all'ultimo temetti di essere entrato in possesso di qualcosa di truffaldino, come la cartuccia di "WWF Superstars 2" chiusa con una vite arrugginita e che mi faceva consumare tutte le batterie.
Ecco invece apparire sul mio schermo monocromatico un titolo dal design pulito e minimalista, incentrato sui salti di un unico sprite animato con fluidità, che solo saltuariamente si trovava costretto ad estrarre la spada per affrontare a duello le guardie del palazzo. C'erano trappole, pozioni buone e pozioni cattive, fantasmi che uscivano dagli specchi, tutto cadenzato dai 60 minuti di tempo per finire il gioco prima che la figlia del Sultano venisse uccisa dal malvagio Gran Visir.

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