mercoledì 16 marzo 2016

10 attività veneziane scomparse (undicesima puntata)

Ed eccoci arrivati alla undicesima puntata di "10 attività veneziane scomparse"!
Oggi rievocherò i ricordi relativi ad altre 10 botteghe che ormai resistono solo nella nostra memoria; alcune di queste hanno avuto un ciclo di vita piuttosto recente: ne parlerò per permettere anche ai più giovani di immergersi ed immedesimarsi nel racconto e negli aneddoti, alla riscoperta di un'affascinante Venezia che non c'è più, e che varia ad una velocità sempre più impressionante. Come ormai di consueto, la decima attività è stata suggerita da un lettore! Buona lettura!

immagine da visiting-venice.com


101) Giacomelli fotocopie
Calle Goldoni


La prima attività scomparsa che voglio ricordare oggi è la copisteria Giacomelli, che fino a qualche anno fa era presente in Calle Goldoni, tra Campo San Luca e il Bacino Orseolo.
Era lì che mio padre si recava per fotocopiare documenti e fogli vari: spesso lo accompagnavo all'interno, rimanendo annoiato a guardarmi intorno mentre il mio genitore si cimentava in lunghe conversazioni con il personale, con il quale aveva ormai sviluppato un rapporto di fiducia. Attualmente al posto della copisteria è presente una rivendita di souvenir.


102) Tipografia commerciale
San Lio


Un luogo magico e misterioso che allietava le mie passeggiate infantili in compagnia dei nonni: nella calle che va da Campo San Lio al Ponte delle Paste era presente una enorme tipografia, al cui interno erano presenti rulli e mastodontici macchinari di ferro che facevano un chiasso infernale e propagavano nell'aria un odore indimenticabile, forse di inchiostro, forse di olii lubrificanti, che ancora ho stampato nelle narici. Attualmente l'attività è stata divisa in tre: la nuova sede di Caputo eletteodomestici, una bottega di scarpe artigianali e un minimarket a gestione cinese. Ma la storica insegna lignea "Tipografia Commerciale" rimane ancora lì, a testimoniare una memoria che non si puó cancellare facilmente.


103) Videomat
Campo dei Stagneri


Un videonoleggio proprio dietro Campo San Bortolomio, nato in un periodo nel quale l'intera città era capillarmente servita da questo tipo di attività che davano al cliente la possibilitá di scegliere, ogni sera, un film diverso. Noleggiai in tutto un paio di DVD, in quanto mi ero registrato esclusivamente per usufruire (gratis) della connessione presso il vicino internet point gestito dalla stessa proprietà.
Con l'avvento di linee sempre più veloci e la conseguente possibilità di vedere le pellicole online, Videomat chiuse; in questo momento il locale è occupato da un negozio di abbigliamento sportivo.


104) Videomat Game
Calle dei Stagneri


Come poco sopra menzionato, questo internet point dava la chance a tutti i titolari di tessera per il videonoleggio di usufruire gratuitamente della connessione, e io ne approfittai davvero bellamente, occupando per interi pomeriggi una delle 4/5 postazioni di quello che non era diventato altro che un ritrovo di habituée che si salutavano e chiacchieravano tra loro. Erano i primi anni 2000, e conoscendo Alex, il commesso che ci lavorava, posso dire di esser stato di casa.
Sugli scaffali erano in vendita dvd e videogiochi per Playstation 2, ed era presente pure un piccolo televisore nel quale i clienti si sfidavano a titoli calcistici. Quando il vicino Videomat chiuse, abbassó le saracinesche pure questa attività, sostituita da un ufficio di cambio.


105) Bacarando Street Food
Rugagiuffa


Per la prima volta un'attività viene citata due volte all'interno di questa rubrica, segno di come i negozi cambino proprietà e genere ad un velocità che difficilmente riusciamo a seguire. Tempo fa parlai del nostalgicissimo Ciano Luganegher in Rugagiuffa, sostituito da un take-away che trattava varie tipologie di cibo. È proprio di Bacarando Street Food che voglio parlare, il punto vendita "da asporto" di una catena di ristorazione che contava altre due filiali all'interno del Centro Storico. Qui era possibile vedere il personale cucinare davanti agli occhi del cliente fritture di pesce, primi di ogni genere, oltre ad hamburger con le patatine, hot dog e sandwich. A volte quando tornavo dal lavoro facevo tappa per rifocillarmi, incapace di rincasare a stomaco completamente vuoto, e mi sistemavo sul tavolino laterale a divorare qualsiasi cosa mi fosse passata per la testa; inoltre, non di rado con i miei amici ordinavamo vaschette di cibo che ci venivano direttamente recapitate "in carbona". Dopo essere rimasto chiuso per ristrutturazione per un lungo periodo, al suo posto è apparso un semplice kebabbaro/pizza al taglio.


106) Negozio di animali
Calle de la Mandola


A pochi metri dalla Galleria Fulgenzi e dal Fruttivendolo citati nella scorsa puntata, in Calle della Mandola era presente un negozio di animali; in vetrina era presente una vasca di tartarughine, che da piccolo spesso mi fermavo a contemplare, osservandone comportamenti e vita sociale.
Una rimaneva sotto il getto d'acqua, mentre un'altra fungeva da sgabello ad una terza che la utilizzava per arrampicarsi e tentare di scavalcare il bordo; spesso venivo strattonato dalla nonna, che non aveva intenzione di passare ore ferma impalata davanti ad uno scenario futile per un adulto, ma assolutamente affascinante agli occhi di un bambino.
Nel monento in cui scrivo, al posto del negozio di animali è presente un'attività di bigiotteria e oggetti in vetro.


107) Dogado
San Felice


Il Dogado era un ristorante/lounge bar/discoteca nato nel 2007 in Strada Nuova al primo piano dell'ex Standa di San Felice. Si trattava di un luogo dove portare la ragazza per un aperitivo e una cena tranquilla, e fin dal giorno della sua apertura io ne ero un grande sostenitore, al punto che i miei amici si chiedevano se io, sotto sotto, non ci lavorassi come PR. La realtà è che ne amavo l'atmosfera, così rara da trovare in una Città Storica ormai inquinata dallo stereotipo turistico: era possibile mangiare pizze dagli ingredienti ricercati accompagnati da una luce soffusa, oppure direttamente in terrazza. Venivano organizzate serate dance con DJ e cubiste: una volta mi recai in compagnia di amici, e venni avvicinato da una signora veneziana dai modi grezzi e piuttosto avanti con l'età, che mi chiese se avessi voluto ballare con lei. Alla mia risposta "ho la ragazza che mi aspetta a casa", lei sostenne che io non avessi capito nulla della vita. Il locale è ora stato riconvertito in una filiale della catena di ristorazione "Old Wild West".


108) Pasticceria Cazzetta
Ponte de l'Anconeta


Le serate della mia infanzia erano spesso allietate da creazioni di questa pasticceria, foderate da una carta bianca recante la scritta "Pasticceria Cazzetta di Oselladore Adriano", che subito suscitava la mia innocente ilarità giovanile, alla quale però seguiva l'immancabile acquolina in vista di torte, pastine ma soprattutto zuccotti, che proprio lì mio padre si recava ad acquistare. Un punto di riferimento dell'intera Strada Nuova, che per nessun motivo avrei mai immaginato che un giorno avesse potuto chiudere. E invece la Pasticceria Cazzetta oggi non c'è più, sostituita da un ristorante turistico con tanto di "buttadentro" che all'esterno ferma i passanti proponendo il menù del giorno.


109) Prénatal
San Giovanni Grisostomo


Presente qualche anno prima in Campo San Bartolomio al posto di Oysho, Prénatal si era successivamente trasferito ai piedi del "Ponte di Coin", dove sfoggiava un'incredibile batteria di carrozzine e passeggini adatti a tutte le tasche e circostanze; l'intera esposizione era perfettamente visibile attraverso le vetrine che davano sul canale. Fu proprio dal momento della sua chiusura che iniziai seriamente a chiedermi dove le neomamme veneziane avessero dovuto rivolgersi per comperare tali indispensabili accessori senza sconfinare nella terraferma.
Attualmente i locali di Prénatal sono occupati dalla filiale di una nota catena di make up.


110) Bellinato nautica
Strada Nuova


E per concludere, anche oggi la decima attività è stata segnalata da un lettore: si tratta di Michele, veneziano doc e grande appassionato di nautica, che ci ricorda l'enorme negozio Bellinato, che sorgeva di fronte alla fermata della Ca' d'Oro dove adesso è presente il Mc Donald's. Le sue memorie sono legate all'infanzia, quando all'esterno venivano esposti i motori Yamaha (tra i quali un tre-cilindri). All'interno, nello sconfinato spazio a disposizione, erano esposti dei gommoni. Bellinato vantava un secondo punto vendita, a pochi metri di distanza, proprio davanti all'ex Standa di San Felice.


Anche per oggi abbiamo concluso...se ricordate un'attività scomparsa che non ho ancora menzionato, segnalatela, e sarete citati nella prossima puntata!

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