venerdì 1 aprile 2016

10 attività veneziane scomparse (dodicesima puntata)

Eccoci di nuovo con le nostre "10 attività veneziane scomparse", rubrica ormai giunta, a grandissima richiesta, alla dodicesima puntata! Oggi vedremo insieme degli altri negozi legati ai nostri ricordi passati, che purtroppo oggi non esistono più; ce n'è per tutti i gusti: un fiorista, una palestra, un negozio di gastronomia, due di abbigliamento e altro ancora.
Siamo pronti a fare un tuffo nostalgico nella nostra memoria?

immagine da eurocheapo.com


111) Acqua Alta
Ponte dei Giocattoli


Iniziamo la puntata di oggi parlando dell'attività che era andata a sostituire il tabaccaio sopra il Ponte dei Giocattoli, a sua volta trasferitosi qualche civico più avanti, dov'era presente una macelleria. Sto parlando di Acqua Alta, negozio di abbigliamento giovanile, con la sua vetrina direttamente sui gradini, che presentava varie magliette ispirate a cartoni animati (tra tutti "Lupin") e serie televisive di successo. Di fronte al proliferare dei marchi low-cost venduti nei centri commerciali, al progressivo invecchiamento e spopolamento della città ma anche al caro affitti, Acqua Alta non sopravvisse e chiuse i battenti, sostituito da un negozio di penne e pergamene.


112) Gioielleria Mengoli
San Giovanni Grisostomo


Pochi metri più in là era presente questo negozio di gioielli, caratterizzato dalla costante presenza sulla porta del titolare, intento a fumarsi la pipa. Ogni volta che nel corso della mia infanzia mi recavo dai nonni, lui era sempre lì, a diffondere nell'aria quel caratteristico odore di tabacco aromatizzato alla nocciola, che ad occhi chiusi mi faceva capire in quale zona della città mi fossi trovato, e che per un riflesso incondizionato ancora oggi mi prepara lo stomaco per una merenda a base di torta fatta in casa e tè alla fragola. Al posto della Gioielleria Mengoli è ora presente la filiale di una catena di borse.


113) Non Solo Sport
Strada Nuova


Dove ora sono presenti delle vetrine abbandonate, impolverate e ricoperte di adesivi, fino a qualche anno fa esisteva il punto vendita di una catena di abbigliamento sportivo, proprio dove in passato si presentava il negozio di moda "Cittá di Schio" (come ci segnala l'ormai fedelissimo amico e collaboratore Michele). L'esistenza di Non Solo Sport è stata così breve da non lasciare traccia indelebile nella memoria dei veneziani, che al suo posto ora trovano soltanto un negozio vuoto in preda all'abbandono.


114) Palestra Body World
Calle del Ravano


Ricordo che attorno all'anno 2002 presi la sofferta decisione di iniziare finalmente a praticare attività fisica, e la mia scelta di frequentare questa palestra in zona San Stae derivó principalmente dal mio amico Nicola che già ci andava. A gestirla erano il celebre Luciano Andreose, burbero culturista allora sulla cinquantina e il suo socio Demetrio Belley, dal carattere esattamente opposto.

Luciano Andreose - immagine da onewayfitness.it

L'ambiente era ricavato da una ex scuola di danza, con parquet, specchi ovunque e un corrimano che percorreva le pareti; e i macchinari erano di quanto più professionale fosse esistito sul mercato. La struttura, a differenza di altre realtá cittadine, si rivolgeva più agli appassionati di cultura fisica piuttosto che ai ragazzini, con rare concessioni a corsi e attività diverse dal body building. Il vecchio Ciano era impareggiabile nelle sue sfuriate nei confronti di chi non sapeva allenarsi, e la sua caratteristica pelata, abbinata a tute sgargianti e dai colori decisamente fuori dal comune, accompagnavano ogni mia seduta di allenamento. Al posto della palestra Body World è ora nuovamente presente una scuola di danza.


115) Aliprandi elettricità
Calle della Bissa


A pochi metri dal mitico Gislon e dalle sue mozzarelle in carrozza, questo negozio offriva, oltre alle immancabili lampadine, numerose lampade da arredamento di ogni forma e tipologia, tra le quali ricordo i tubi bianchi esposti in vetrina. Il mio ultimo ingresso al suo interno risale ad un paio di anni fa, in compagnia di mio padre alla ricerca di una struttura luminosa ideale per un suo progetto artistico che lo tormentava da anni.
Se un giorno quest'opera vedrà mai la luce, non lo farà con le lampade di Aliprandi, visto che l'attività ormai ha chiuso, sostituita da un negozio di camicie low-cost a gestione orientale.


116) Pellegrini computer
San Lio


A cavallo tra gli anni 80 e 90, i computer non erano così diffusi nelle case veneziane come lo sono ora: a disporre di un pc erano soprattutto le famiglie di professionisti, che lo utilizzavano per lavoro. Per me "computer" è sempre stato sinonimo di "macchinario misterioso dotato di schermo nero con caratteri verdi" (come quello sul quale
ero andato a smanettare da Cacao dopo aver eluso la sorveglianza genitoriale), e a San Lio era presente proprio un negozio che esponeva queste "diavolerie elettroniche", che ad ogni passaggio di fronte alle sue vetrine scaturiva nella mia testa scenari fantascientifici di guerre informatiche e viaggi intergalattici, coniati probabilmente da  quanto avevo visto nei film.
Mi capitó pure di passare un po'di tempo al Civile in compagnia con il figlio dei titolari, che mi mostró un fiore all'occhiello dell'attività: un portatile dotato ancora di schermo in bianco e nero. Vidi con somma meraviglia alcuni videogiochi, tra i quali una versione di Risiko e un gioco di sci con un simpatico cane San Bernardo che andava a recuperare il giocatore qualora fosse finito fuori pista. Al posto di Pellegrini Computer è ora presente il punto vendita di una nota catena di biancheria intima.


117) Fruttivendolo
Ponte de l'Anconeta


Durante le mie passeggiate in Strada Nuova, vedere le cassette di frutta collocate all'esterno in prossimità della riva era ormai un fatto scontato, al quale non facevo nemmeno più caso. E invece anche il fruttivendolo del Ponte dell'Anconeta ha abbassato le saracinesche, sostituito da una bottega di bigiotteria.


118) Pellegrini computer II
Ponte San Giovanni Grisostomo


Pellegrini aveva un altro punto vendita situato ai piedi del Ponte di Coin; in vetrina era presente un monitor con un salvaschermo riportante i pesci colorati di un acquario. E durante le mie passeggiate, era proprio questo a captare la mia attenzione, e a farmi soffermare anche per interi minuti ad osservare queste piccole creature digitalizzate muoversi lentamente a destra e a manca, stuzzicando l'immaginazione di un bambino come il sottoscritto non avvezzo a tutta quella "tecnologia". Attualmente all'interno di quel piccolo negozio c'è un'attività che vende penne e pergamene.


119) Fioreria al Boccolo
Rio Terà San Leonardo


Un'istituzione del Terà, con le sue coloratissime vetrine e le piantine posizionate all'esterno direttamente sul selciato. Nelle occasioni importanti, l'esposizione si arricchiva ancor più, al punto da farmi fantasticare e desiderare, un giorno, di andare a lavorare lì: se non ricordo male, in giovanissima età, entrai a chiedere se avessero avuto bisogno di un aiuto, ma con sommo rammarico ottenni risposta negativa. La fioreria si è trasferita nella vicina Calle dell'Aseo; nella vecchia sede è ora presente una gelateria con la formula del self-service.


120) Gastronomia Aliani
Ruga Rialto


Anche per questa puntata è giunto il momento dell'attivitá segnalata dai lettori: sto parlando di Aliani, il biavarol di Ruga Rialto, che per me è sempre stato un po'uno dei simboli della Venezia che cambia, ma del quale mi sono sempre dimenticato di parlare.
A ricordarmelo è stato il bravo Alessandro Codognato, che ringrazio per lo spunto!
Fin da piccolo, sul tavolo di casa mia ho sempre visto formaggi e salumi con l'incarto recante la dicitura "Aliani", che già da sola bastava a significare una maggiore qualità rispetto ad altre recanti il nome di qualche supermercato. Inoltre, Aliani vendeva anche tipiche pietanze veneziane come le sardee in saór e il baccalà mantecato. L'attività è stata chiusa di recente, e al suo posto è presente un panificio/caffetteria, ma l'esperienza in fatto di gastronomia della famiglia Aliani continua presso il Mercato di Rialto nel punto vendita "la Casa del Parmigiano", gestito dal fratello (come ci segnala Roberto De Marchi).

Anche per oggi abbiamo terminato...se ricordate un'attività scomparsa della quale non ho ancora parlato, segnalatela, e sarete citati nella prossima puntata!

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