lunedì 2 luglio 2018

Gli "elicotteri" Chupa Chups del 1989 nei miei ricordi infantili


Navigando nell’Antro Atomico del Dottor Manhattan, blog che periodicamente propone uno spazio dedicato alle vecchie pubblicità di Topolino, mi sono imbattuto in un’immagine capace di rievocare qualcosa che giaceva rinchiuso nei cassetti della mia memoria e che a distanza di 29 anni (!!!) riemerge prepotentemente, portando ricordi, aneddoti ed emozioni. Sto parlando degli “elicotteri” della Chupa Chups, quelli che per mia nonna erano semplicemente i “pipignèi che svòea”.

Ed eccola l'immagine in questione, nella sua interezza.

immagine da docmanhattan.blogspot.com

Nell’epoca del consumismo più sfrenato e dei gadget “Made in China” decisamente low cost, appare anacronistico che un bambino si possa esaltare per dei pezzetti di plastica colorata, ma nel 1989, alle soglie del mio sesto compleanno, una delle mie prime “fisse” collezionistiche fu proprio legata a queste piccole eliche monocromatiche. Che neppure venivano automaticamente abbinate all’acquisto di un lecca lecca, bensì si dovevano “vincere”, controllando l’incarto.

Si trattava per l’appunto di “dispositivi” che, fissati al bastoncino dei Chupa Chups, con una buona dose di fantasia lo avrebbero trasformato in un “elicottero”; a raccontarlo ai ragazzini odierni svezzati con pane e dispositivi Apple mi sento quasi come un nonno intento a spiegare ai nipoti i giochi in voga in tempo di guerra, quando ci si divertiva con tacchi di cuoio e bastoni di legno. Ma così è.

immagine da webalice.it/giampiero.mascelli

Venni a conoscenza del gioco in questione attraverso il numero 1750 di "Topolino" (data di uscita: 11 giugno 1989), che in allegato mi fece trovare un’elica, precisamente rossa; per tutta la giornata non feci altro che farla volare, frizionando le mani e osservando carico di gloria i due/tre secondi di volo che seguivano. Non pensai ad altro tutta la notte: perchè avrei dovuto accontentarmi dell’elicotterino rosso quando esistevano anche altri colori?
Il mio rivenditore di “ciupa ciupa” era il tabaccaio di Campo Santi Apostoli che, a differenza di centinaia di altre attività veneziane che ormai hanno chiuso i battenti, è oggi ancora lì a far bella mostra di sé  con i suoi peluche e i suoi dolciumi che sgomitano tra gli incontabili souvenir destinati ad un sempre maggiore numero di turisti.
Il giorno dopo mi ci fiondai per portarmi a casa un secondo gadget, ma non vinsi; mia nonna inizió allora un’estenuante opera di convincimento che portò l’esausto gestore a cedere, consegnandole ugualmente una seconda elica, stavolta di colore blu.

immagine da Google Street View

Il luogo prestabilito per custodire la mia collezione era il secondo cassetto della credenza della nonna; era lì che ogni volta che “vincevo” (in realtà era sempre lei a pregare che mi venisse dato un “elicotterino”) andavo a sistemare il mio bottino, ed era più l’emozione di vedere un nuovo colore affiancarsi ai precedenti rispetto al divertimento di far librare in aria i “pipignei”, che mi vennero pure temporaneamente sequestrati quando provai a farli volare in cucina, mandandoli continuamente a sbattere contro i vetri delle finestre.

immagine da webalice.it/giampiero.mascelli

L’ultima elica ad entrare nella mia collezione fu quella arancione (che in realtà veniva data per “rossa”, facendomi intendere che quella già in mio possesso fosse quella fuxia). Una volta completato il set, svanì completamente per me il gusto non solo di giocarci, ma anche di custodirli, avendo la mente ormai spinta a portare a termine altre collezioni.

I “pipignei” finirono chissà dove, nei meandri di qualche sottoscala o più probabilmente buttati.

Nino Baldan


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8 commenti:

  1. L'elicottero del chupa non mi ha mai scaldato il cuore..ma quel topolino della foto si. C'è una storia bellissima!

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    1. Io ricordo solo l’elicotterino... :(
      E sì...all’epoca ero preso da una smania tale da collezionare qualsiasi cosa mi fosse passata per le mani :D

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    2. Quale era la storia in questione, Riccardo?
      Vediamo se la memoria mi viene in aiuto...

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    3. L'avventura di Indiana Pipps in Tibet. Ammetto che devo andare a rispolverarla, ma era una delle mie preferite!

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    4. Mmm mi dice qualcosa ma non riesco a resuscitarne i ricordi... :(

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  2. Ehhe, questo lo avevo anche io... ma non ricordo se quello a mano o quello a soffio... Una cosa simile uscì qualche anno prima anche con Più e il suo gioco.
    Insomma, ecco: gli anni '80 erano magici per questo, bastava pochissimo per divertirci :)

    Moz-

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    1. All’epoca non c’era quella sovrabbondanza di giocattoli e gadget con i quali gli infanti viziati del 2018 possono quotidianamente annoiarsi... Per noi anche un pezzo di plastica colorata era fonte di fantasia e di mille avventure, e lo dico con rammarico :( Più si ha, più si pretende...e meno si fa lavorare il cervello

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    2. Purtroppo è vero, come è vero che l'inizio della fine è stato innescato proprio durante la nostra generazione (che però fortunatamente si è goduta il passato)

      Moz-

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