lunedì 27 marzo 2017

5 progetti architettonici irrealizzati per Venezia


L'unicità storica e architettonica di Venezia si è sempre scontrata con gli innumerevoli tentativi occorsi nei secoli di rimodernare la città. Certo, con le dovute eccezioni quali l'Hotel Bauer di San Moisè, la Cassa di Risparmio in Campo Manin o il recente Ponte della Costituzione di Santiago Calatrava, che appaiono sì come validi esempi di architettura contemporanea, ma decisamente astrusi al contesto nel quale sono stati inseriti.
Alcune idee che si sono susseguite nei secoli, come quella futurista di trasformare il Canal Grande in strada per automobili sono apparse più come provocazioni di fronte all'immobilismo veneziano giudicato falso e anacronistico; ecco però 5 idee destinate alla città lagunare che per un motivo o per l'altro sono state per davvero prese in considerazione.

Molti progetti destinati alla Venezia dei secoli passati furono presentate nel 1985 a Palazzo Correr nella mostra "Le Venezie possibili, da Palladio a Le Corbusier", tra le quali quella del francescano Vincenzo Coronelli, risalente al 1714, che parla della possibilità di unire San Marco con Punta della Dogana e la Giudecca attraverso una suggestiva struttura coperta, dotata di negozi, uffici e ben tre ponti levatoi per consentire il passaggio di grandi imbarcazioni.

video degli studenti Gabriele Brunettini e Nicola Fortunati.

Ma è sulle idee architettoniche e infrastrutturali concepite dal '900 in poi che mi voglio soffermare, in quanto ipotizzano opere maggiormente inserite nel contesto della nostra quotidianità e sulle cui conseguenze possiamo far lavorare l'immaginazione.


01) Ponte automobilistico San Basilio-Giudecca-Lido


Da una vecchia immagine, comparsa sul profilo Facebook di Gianni Poli, torna alla luce un progetto d'epoca fascista per completare quanto realizzato nel 1933 con l'inaugurazione del Ponte Littorio (ora "Ponte della Libertà") che si affiancava al ponte ferroviario d'epoca austriaca collegando automobilisticamente Venezia alla terraferma.


Riemerge quindi l'antica idea di prolungare il trasporto su gomma attraverso un ponte sul Canale della Giudecca, che avrebbe condotto il traffico da San Basilio alla parte sud dell'isola senza intaccarla paesaggisticamente, per poi finire al Lido attraverso una nuova arteria di collegamento translagunare non dissimile da quella da poco inaugurata.

Come sarebbe cambiata la vita di giudecchini, lidensi e Veneziani in generale con la realizzazione di quest'opera? Avremmo comunque vissuto il laguna ma con l'automobile sotto i piedi? Come si sarebbe sviluppata l'area della Giudecca?
Possiamo solo fare delle ipotesi. 



02) Ospedale di Le Corbusier a San Giobbe

immagine da pinterest.com

Il Piano Regolatore di Venezia del 1959 stabilì l'obsolescenza dell'Ospedale Civile di San Giovanni e Paolo, definendo la necessità di una nuova struttura sanitaria da 1200 letti situata in posizione più strategica, individuata nell'area dell'ex-macello di San Giobbe, raggiungibile sia via acquea che terrestre. Dopo una prima opposizione dell'amministrazione ospedaliera, nel 1962 si iniziò a parlare di progetti, e su richiesta dell'allora sindaco Giovanni Favorito Fisca la realizzazione fu affidata al francese Charles-Edouard Jeanneret-Gris, in arte Le Corbusier.


L'architetto transalpino dichiarò subito di volere una struttura più moderna possibile, caratterizzata dal cemento armato, che non avrebbe in alcun modo imitato il mattone fatto a mano della vecchia Venezia.

Il 31 ottobre 1964 giunsero a Venezia il primo progetto e un plastico in scala 1:1000 della nuova struttura, che avrebbe garantito 1500 posti letto rifiutando completamente lo sviluppo in verticale, ma presentando dei corpi architettonici che sarebbero sorti dalle acque della laguna, caratterizzati da soli 3 livelli: il primo per i servizi sanitari, il secondo per i laboratori d'analisi e il terzo destinato alla degenza dei pazienti.

immagine da archinect.com

Nel gennaio 1965 avvenne la presentazione del progetto al ministro della sanità Mariotti, a marzo la firma del contratto d'incarico e ad aprile Le Corbusier fece l'annuncio ufficiale nel corso di una mostra istituita dall'Istituto Universitario di Architettura.

immagine da architetti.san.beniculturali.it

Il 27 agosto 1965 l'architetto morì a 77 anni in Costa Azzurra colto da un attacco cardiaco durante un bagno in mare. Il principale dei suoi collaboratori, Guillermo Jullian de la Fuente si mise alla guida del progetto, ma già l'anno successivo il Consiglio Superiore della Sanità propose una variante da 800 letti. Anno dopo anno l'interesse per l'opera diminuì, fino a tramontare definitivamente nel 1978; recentemente nell'area è stato edificato il complesso universitario di San Giobbe.

In questo video tutti i dettagli del progetto accantonato dell'Ospedale di Le Corbusier.





03) Masieri Memorial di Wright sul Canal Grande

immagine da lucaguido.wordpress.com

Nel 1952 Angelo Masieri, giovane architetto allievo di Frank Lloyd Wright, perse la vita in un incidente automobilistico negli Stati Uniti. La famiglia incaricò il maestro di erigere la sede della Fondazione sul luogo dove il ragazzo avrebbe scelto la propria abitazione: sul Canal Grande, sulla sinistra di Palazzo Balbi (a Dorsoduro).
L'edificio sarebbe stato una foresteria per gli studenti di architettura.

immagine da wikimedia.org

La facciata fu subito bocciata. Della ristrutturazione si occupò dal 1968 Carlo Scarpa, che mantenne inalterati gli esterni per rivoluzionarne la struttura interiore, riducendo l'altezza dei soffitti per ottenere un nuovo piano abitabile. Il progetto fu approvato nel 1973 e sopravvisse alla morte di Scarpa (avvenuta nel 1979) venendo così inaugurato 4 anni più tardi.



04) Palazzo dei Congressi di Louis Kahn ai Giardini

immagine da archdaily.com

Nel 1968 l'architetto americano di origine estone Louis Kahn venne contattato per la realizzazione di un moderno centro congressi che sarebbe sorto ai Giardini della Biennale; il progetto prevedeva la sovrapposizione di due forme precostituite: un anfiteatro e un prisma rettangolare allungato.

Successivamente l'amministrazione mutò il sito precedentemente messo a disposizione con l'interno dell'Arsenale: il Palazzo dei Congressi sarebbe così stato un ponte sul Canale delle Galeazze, con uno spazio pubblico sulla sua sommità che avrebbe così assunto la funzione di piazza.

immagine da flickriver.com

I due piloni, posti sulle fondamente avrebbero contenuto scale per portare il visitatore all'interno della hall vera e propria, che si sarebbe così trovata sospesa sul canale.
Alla fine non se ne fece niente, in quanto, come avvenne per il Masieri Memorial, il progetto fu reputato troppo lontano dall'architettura cittadina.


05) Metropolitana Sublagunare

immagine da luminosigiorni.it

Della possibilità di dotare anche la Laguna di un trasporto metropolitano su ferro si parla almeno dal 1929, quando sul Corriere della Sera apparve un articolo firmato dallo storico inviato Franesco Tomaselli, che ipotizzava lo scavo di una trincea per far correre i treni attraverso il Canal Grande fino a Sant'Elena.


Il primo riferimento ufficiale all'opera apparve nel 1993 quando, attraverso un Comitato, l'idea venne presentata alla Camera di Commercio con il nome in codice "idea filoVenezia". Il 17 luglio 1998 il progetto venne positivamente esaminato dal Consiglio Comunale, per arrivare nel 1999 ad un protocollo d'intesa tra il Comune e la Camera di Commercio per la predisposizione da parte di quest'ultima di uno studio tra la mobilità rapida di persone e cose nell'area veneziana.
Il 20 marzo 2002 il Comune di Venezia e il Ministero per le Infrastrutture firmarono un protocollo d'intesa per realizzare l'opera in project financing; la cosiddetta sublunare avrebbe previsto un collegamento Aeroporto di Tessera-Murano-Arsenale.

Nel 2003 spuntò un articolo su La Repubblica che ne spiegò i dettagli: 250 milioni di euro per un tracciato Aeroporto-Ospedale, treni da 3 carrozze con la portata di 200/300 passeggeri, cadenza dei veicoli ogni 7/8 minuti, un'unico binario con incontro delle vetture presso l'isola di Murano, possibilità di estendere il tracciato fino al Lido.
Tempi di realizzazione? "Entro il 2009/2010".

immagine da nuovavenezia.gelocal.it

Le polemiche fioccarono sia per la definitiva distruzione dell'insularità di Venezia, sia per il pericolo che il caranto, superficie compatta d'argilla sulla quale sorge la città, possa venire irrimediabilmente compromesso. La zona delle Fondamente Nuove, poi, non avrebbe vie d'accesso abbastanza larghe per permettere un afflusso tale di viaggiatori, costretti ad accodarsi lungo la Fondamenta dei Mendicanti che costeggia l'Ospedale Civile o nella stretta Calle delle Cappuccine che parte da Campo Santa Giustina; venne ventilata anche l'ipotesi dell'abbattimento dell'Ospizio in Barbaria delle Tole per creare un varco privilegiato che avrebbe pure garantito la riconversione dell'area in alloggi residenziali.

Ad ora la metropolitana sublagunare continua a rimanere nient'altro che un rumor.
Una mancata possibilità di sviluppo per Venezia...o dopotutto è meglio così? 

Nino Baldan

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1 commento:

  1. il primo progetto di metropolitana è del 1923, con due linee Meste-Lido e Murano-Giudecca.

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