lunedì 20 febbraio 2017

12 canzoni politicamente scorrette del passato

politically correct

Viviamo ormai nell'epoca del "politicamente corretto", quella sorta di autolimitazione (o autocensura) atta al "non offendere nessuno" che caratterizza ormai qualsiasi dibattito, opinione e produzione destinata al pubblico.
Ma non è sempre stato così: quando l'Italia si trovava ad essere ancora un Paese monoetnico, monoculturale e disciplinato da una visione puramente cattolica della sessualità, i "diversi" da non offendere erano numericamente inconsistenti: sto parlando di stranieriomosessuali e disabili, che mai all'epoca avrebbero avuto la forza e i mezzi di comunicazione per combattere alcuni stereotipi (spesso offensivi) ben radicati nella stragrande maggioranza della popolazione.

Molti vedono ormai il "politically correct" come irrinunciabile gesto di civiltà, mentre per i suoi detrattori si tratta soltanto di un'ipocrisia che limita la libertà di opinione e che non risolve realmente i problemi; con questo post non è mia intenzione schierarmi dall'una o dall'altra parte, bensì presentare una selezione di 12 canzoni che se uscite oggi, risulterebbero offensive e assolutamente improponibili; questo come inconfutabile dimostrazione di quanto le nostre usanze e percezioni, nel giro di mezzo secolo, siano radicalmente cambiate.


01) I Watussi


Edoardo Vianello - I Watussi (1963)

Non potrei non cominciare questa carrellata con quello che forse può essere l'esempio più emblematico di "variazione di morale" occorso nei decenni: "i Watussi" di Edoardo Vianellola canzone scherza sugli usi e i costumi di un'esotica popolazione africana realmente esistente (i Tutsi, residenti tra Ruanda e Burundi), definendoli più volte "gli altissimi NEGRI". Appare subito chiara la buona fede del cantante, "colpevole" soltanto di aver utilizzato un termine comunissimo e civile (all'epoca) per definire le persone di colore. Il brano non contiene soltanto l'oggi banditissima "N-Word", ma descrive in maniera piuttosto stereotipata le abitudini di una società selvaggia e arretrata: "alle giraffe guardiamo negli occhi / agli elefanti parliamo negli orecchi": strofe allora innocenti ma che in una canzone scritta nel 2017 potrebbero sollevare più di qualche polverone.


02) Il pianto di Zambo (Buccia di banana)



E se "I Watussi" darebbero vita a qualche malinteso, come definire allora questa canzone goliardica in voga nel secolo scorso negli oratori di tutta Italia? L'inno del Ku Klux Klan? A partire dal protagonista, Zambo, che si esprime in terza persona in modo non dissimile dalla servitù sudista americana, in questo brano c'è proprio di tutto, come brillantemente afferma l'utente ad.6 nel suo commento a questo post:

"Ma io adesso rileggo il testo di questa summa dell’immoralità umana e ne sono sempre più stupito! Un elenco non esaustivo di ciò che ci si può trovare: 
Volgarità / Razzismo / Ignoranza geografica / Oscenità / Allusioni sessuali / Menomazione / Perversione / Emarginazione / Malasanità / Vessazione morale / Abbandono di incapaci / Adulterio / Infedeltà / Promiscuità / Lussuria / Tradimento / Ira / Guerra / Apologia di reato / Libertinismo / Prostituzione / Arroganza / Denigrazione / Furto / Ingratitudine / Meschinità / …
Tutte cose che, per quanto sottintese, sono assolutamente presenti!"

Il pezzo è presente anche in "Fantozzi in Paradiso" del 1993 come colonna sonora del banana party di Bongo.




03) I Wahha Put-hanga


Walter Valdi - Wahha Put-hanga (1970)

Il climax giunge al culmine con "I Wahha Put-hanga" (più conosciuto come "Vacaputanga"), pezzo in dialetto milanese che esordisce con:

"In d’ona foresta del Centro Katanga 
gh’era la tribù dei Wahha Put-hanga.
L’era ona tribù de negher del menga,
grand e ciolla e ballabiott."

Nata nel 1970 in modo assolutamente innocente, "Vacaputanga" è tornata alla cronaca nel 2014, quando il deputato leghista Gianluca Buonanno la portò a Montecitorio, in aperta polemica con l'allora Ministro per l'Integrazione Cécile Kienge, di origini congolesi.


04) Negro


Marcella Bella - Negro (1975)

Per concludere il tema "razzismo", ecco un pezzo di Marcella Bella decisamente black che la "N-word" ce l'ha addirittura nel titolo. "NEGRO" è qui sinonimo di istinto selvaggio, contrario di razionalità; il testo, per quante connotazioni positive possa avere, non fa a meno di ricorrere ai soliti luoghi comuni diffusi all'epoca: "tra boschi di bambù non ti ho visto più", "negro mi sembravi l'angelo più biondo", "piove sull'isola, su due animali liberi / che giocano si accoppiano", accostando l'uomo di colore alla figura di mera macchina sessuale primitiva.


05) Cin Ciu E


Coro dello Zecchino d'Oro - Cin Ciu E (1969)

E dopo aver analizzato la faccenda africana, passiamo ora ad un'altra zona geografica che nel passato è stata spesso vittima di altrettanti stereotipi: la Cina. Portatore di una cultura millenaria e praticamente chiuso per decenni al resto del mondo, l'ex Celeste Impero ha sempre suscitato fascino e curiosità nel pubblico occidentale: ecco un pezzo dello Zecchino d'Oro del 1969 che narra ai bambini italici di queste terre lontane.
Cin Ciu E è una gattina cinese, che "non beve latte ma solo tè" e "per il solito spuntino solo riso vuol mangiar"; terminati gli stereotipi del caso, la canzone presenta un inaspettato finale patriottico alla "Faccetta Nera": la protagonista incontra un gatto bolognese che le presenta le prelibatezze della cucina nostrana; come il brano-simbolo del ventennio fascista intonava "ti porteremo a Roma liberata / dal sole nostro tu sarai baciata / sarai in camicia nera pure te", Cin Ciu E "non vuol più riso e nemmeno tè / niente spaghetti per lo spuntino / ma soltanto tortellini / ma soltanto tortellini / tortellini col ragù".

Che qualcuno provi oggi ad intonare il ritornello o semplicemente il titolo davanti ad un cittadino cinese senza rischiare l'incidente diplomatico. Ma erano altri tempi, i rapporti con la Cina erano ridotti al lumicino, e i residenti con gli occhi a mandorla in Italia erano limitati a poche centinaia di famiglie alla gestione di altrettanti ristoranti orientali sparsi per lo stivale, che probabilmente mai si sarebbero imbattuti di fronte al loro stereotipo made in Italy. Stereotipo che nella seguente pubblicità (datata 1985) raggiunge sfumature inquietanti, quasi da propaganda nazista, che mai e poi mai troverebbero posto nella cultura globalizzata e politically correct del ventunesimo secolo.
Guardare per credere.




06) La leggenda del Piave 



Cosa ci fa lo storico brano di E.A. Mario, composto nel 1918 per celebrare la vittoria italiana nel primo conflitto mondiale, all'interno di questo post? Semplice: provate ad immaginare, al giorno d'oggi, una qualsiasi persona cantare in pubblico "non passa lo straniero": verrebbe immediatamente etichettato come uno xenofobo della peggior specie, in pratica un salviniano.
Ma "lo straniero" presente nel testo altri non è che l'Austriaco, il nemico bellico di allora.
Neppure al Fascismo questa canzone piaceva, ma per un altro motivo: parlava di sconfitte.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1948, il Regno d'Italia (contrapposto alla Repubblica Sociale Italiana, ancora alleata con Hitler) adottò "La leggenda del Piave" come inno nazionale provvisorio, ma in quel caso "lo straniero" era inteso come il Tedesco.


07) La famegia del Gobbòn 

La famegia del Gobbòn

E dopo esserci dedicati alla xenofobia, ecco un una canzone popolare veneziana che tratta in modo scherzoso e irriverente nientemeno che le menomazioni fisiche. Oggi ci divideremmo tra termini buonisti come "diversamente abili", "portatori di handicap", "non-normodotati", "persone speciali" che a dir si voglia, ma questo brano prende bellamente in giro, senza mezzi termini, un'intera famiglia affetta da Sindrome di Scheuermann, immaginando menomati perfino i suonatori del matrimonio, il figlioletto, la tomba e il monumento commemorativo alla memoria.

Il pezzo fu incluso anche in "Fantozzi alla Riscossa" del 1990, nella tragicomica serenata del Ragioniere alla Signorina Silvani.



08) Un po' gay 


Melissa - Un po' gay (1980)

Dopo aver parlato di xenofobia e di persone disabili, passiamo ora ad un altro tasto dolente della società pre-politically correct: l'omosessualità. Rimosso dalla lista dei problemi psichici dell'Organizzazione Mondiale della Sanità soltanto nel 1970, l'amore omoerotico era, dieci anni dopo, ancora fonte di stereotipi e frasi fatte, come testimonia questo pezzo dalle tinte disco della cantante italo-eritrea Maria Rosa Chimenti, già componente del gruppo Gepy & Gepy assieme a Giampiero Scalamogna e alla bionda Marcella Petrelli.

La canzone esordisce con una morbosa curiosità da parte dell'interprete nel tentare un'esperienza con un uomo un po' gay con "la faccia più ambigua che c'è", che "prova l'effetto del fard con due stelline blu", per "sparlare come amiche al sole / sdrai e monokini".

Ma, com'era logico aspettarsi per i tempi, "far l'amore senza esagerare / senza cattiveria" spinge la cantante a sostenere che "ad un uomo un po' gay / non posso dare che un sei", giudicando l'insieme "un'esperienza che non rifarei".
Perché, si sa: l'uomo o è macho, o niente.


09) I Frocioni 


Culattini Fiorello - I frocioni (1971)

Sempre in tema di omosessualità, ecco un brano umoristico (se così si può chiamare) di chiara scuola romanesca, che esprime il terrore del protagonista di ritrovarsi completamente circondato da froci che, come zombie in preda ad un'epidemia, altro non possono fare che cercare morbosamente rapporti con qualunque maschio capiti loro sotto tiro. Il socio, il cugino, pure il fratello si rivelano contagiati da quest'ondata omosessuale, tanto da portare l'interprete ad una curiosa quanto intelligente soluzione al problema:

"Io mi sono premunito
per non diventare frocio
e per stare più sicuro
mi sono ricoperto di lamiera dietro il culo."


10) Pepito l'envertido 


Miguel - Pepito l'envertido (1969)

La teoria, all'epoca comunemente diffusa, che l'omosessualità si potesse prendere in seguito ad un contatto con una persona affetta, viene esasperata in quest'altro pezzo goliardico da bancarella, nel quale un torero si trasforma in gay addirittura dopo aver ricevuto una cornata sul deretano da parte dell'animale che tentava di matare. E ora Pepito non solo trascura la bella Carmencita, ma si dà pure alla prostituzione omosessuale:

"se fa encular de todos por un pesos
por riprovar del toro la emoción!"


11) La ballata del finocchio


Occhio Fino - La ballata del finocchio

La prossima canzone politicamente scorretta che prenderemo in esame proviene di nuovo dal mondo delle bancarelle, si intitola "la ballata del finocchio", ed riassume senza mezzi termini la visione dell'omosessualità allora in voga negli anni '60 e '70.
Già dalla prima strofa "son figlio di puttana e faccio il culattone" si capisce dove si andrà a parare: l'io cantante narra dei suoi viaggi in giro per il mondo "in cerca d'un maschione", che si concludono, guarda caso, in Africa, dove agli stereotipi sull'omosessualità si uniscono quelli sugli uomini di colore, che come il prezzemolo, stanno bene un po' dappertutto.


12) Finocchi e banane


Occhio Fino - Finocchi e banane

Ma non è finita qui: ascoltando la facciata B dello nello stesso 45 giri, ci imbattiamo in un'ulteriore chicca, intitolata "Finocchi e banane". La canzone esordisce con una scenetta parlata tra il solito gay standardizzato (con tanto di erre moscia e cagnolino al seguito) e un bananaio dallo spiccato accento siculo, definito senza mezzi termini "terrone".
Niente male come inizio.
Ma ecco partire l'immancabile stornello romano, che denuncia, fatalità, il diffondersi smisurato dell'omosessualità tra il popolo italiano, colpevolizzando "i film d'educazione", che daranno vita ad un agghiacciante quanto razzista (ma và?) scenario futuro:

"Le svedesine per le banane
si forniranno dai negri africani
e l’Italia coi cocchi
è il paese dei finocchi"

Chapeau.

Nino Baldan

5 commenti:

  1. Grazie di avermi fatto conoscere queste perle del trash politicamente scorretto <3

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    1. Prego :) questo e altro per i lettori del Blog :)

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  2. Nino, sei tornato! :)
    Mi ero perso i tuoi aggiornamenti ma ora ho sistemato il blogroll!

    Bene, tranne due-tre pezzi, il resto lo conoscevo bene, da vero amante del trash.
    Un post davvero super! :)

    Moz-

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    Risposte
    1. Grazie Moz! :)
      In realtà non me ne sono mai andato... purtroppo tra vita lavorativa e quotidianità ho avuto meno tempo da dedicare al Blog, ma ogni volta che avró un paio d'ore libere continueró ad aggiornare e ad inserire nuovi post ;)

      Elimina
  3. ALL'UNIVERSITY OF READING, L'OMOSESSUALE PEDOFILO RICCARDO BARRAI NATO A MILANO IL 26.11.1996, FA TANTE ORGE PEDERASTA (VERY DEPRAVED PAEDERAST RICCARDO BARRAI BORN IN MILAN ON 26.11.1996 IS, SADLY, A GONE MAD YOUNG PEDOPHILE)! PROPRIO COME PEDOFILO E' DA SEMPRE IL PADRE: PAOLO BARRAI! E PEDOFILO E' DA STRA SEMPRE IL NONNO: VINCENZO BARRAI! CRIMINALISSIME, MALATISSIME, PERICOLOSISSIME TRADIZIONI DI FAMIGLIA! I BARRAI: RAZZA BASTARDA, PURE ASSASSINA! PERO'.. ALLA FIN FINE.. YOUNG PEDOPHILE RICCARDO BARRAI E' DA COMPRENDERE: FU SODOMIZZATO GIA' DALLA SUA NASCITA, DA PPPP...PPP PUZZONE, PIDUISTA, PORCO, PAZZO, PADRE PEDOFILO E PEDERASTA PAOLO BARRAI!

    E A PROPOSITO DEL CRIMINALISSIMO QUALE...

    E' DAVVERO DA ARRESTARE SUBITO ( PRIMA CHE FACCIA AMMAZZARE ANCORA), IL TERRORISTA NAZISTA ED ASSASSINO, PAOLO BARRAI, NATO A MILANO IL 28.6.1965. NONCHE' MEGA RICICLA SOLDI MAFIOSI E POLITI-C-RIMINALI, OSSIA FRUTTO DI MEGA RUBERIE E MEGA MAZZETTE, RICEVUTE DA LEGA LADRONA E STRAGISTA SPAPPOLA MAGISTRATI, NONCHE', TANTO QUANTO, NAZIFASCISTA DITTATORE E PEDOFILO: SILVIO BERLUSCONI! DICEVO, E' DAVVERO DA ARRESTARE UNA QUARTA VOLTA, E SUBITO, IL TERRORISTA NAZISTA ED ASSASSINO, PAOLO BARRAI. NON PER NIENTE, GIA' STATO IN GALERA 3 VOLTE. OPINIONI TUTTE TERRIFICANTI SU DI LUI! MEGA TRUFFATORE E MEGA RICICLA CASH ASSASSINO VIA CRIMINALISSIMA BLOCKCHAIN INVEST, OLTRE CHE VIA NALISSIMA WORLD MAN OPPORTUNITIES LUGANO, CRIMINALISSIMA WMO SA PANAMA E CRIMINALISSIMA BSI ITALIA SRL DI VIA SOCRATE 26 MILANO! NOTO PEDOFIL-O-MOSESSUALE SODOMIZZA BAMBINI! CACCIATO DA CITIBANK A SBERLE, PER MEGA FRODI CHE LI FACEVA! SBAGLIA SEMPRE IN BORSA! AZZERA I RISPARMI DI CENTINAIA DI PERSONE! FALSO&LADRO&TRUFFATORE! DIFFAMA SUL WEB A FINI NAZIRAZZISTI! FONDATORE DEI NUOVI MEGASSASSINI TERRORISTI DI ESTREMISSIMA DESTRA: "NUOVI NAR"! FONDATORE DEL, PROSSIMAMENTE, DI FREQUENTE, OMICIDA: KU KLUK KLAN PADANO! CONDANNATO AL CARCERE A MILANO ED IN BRASILE ( 8 ANNI E PURE PER PEDERASTIA OMOSESSUALE, RIPETO, PURE PER PEDERASTIA OMOSESSUALE)! MULTATO DA CONSOB 70.000 €! DESTABILIZZA L'ITALIA PER FILO NAZISTI SERVIZI SEGRETI SVIZZERI! FA CRIMINI SU CRIMINI E NAZI-ST-ALKING, SU INTERNET, SU ORDINE DEI PUZZONI CRIMINALISSIM SILVIO BERLUSCONI, PAOLO BERLUSCONI ED UBALDO LIVOLSI DI FININVEST. IL VERME ASSASSINO PAOLO BARRI, E' ANCHE, DA SEMPRE, INNEGGIANTE ALLO SPAPPOLAMENTO DI MAGISTRATI SCOMODI "COME BERLUSCONI GRANDISSIMAMENTE FECE CON FALCONE E BORSELLINO"! PAROLE SUE, DETTE SPESSISSIMO! ORGANIZZANTE OMICIDIO DI DAVID ROSSI DI MONTE PASCHI!
    Ho tantissimo da scrivere sul gia' 3 volte finito in galera, accertatissimo pedofilo omosessuale, ladro, truffatore, sempre falso, nazi-st-alker, mandante di omicidi ( spesso, ma non sempre, mascherati da finti incidenti, malori o "suicidate"... come quando fece ammazzare David Rossi di Monte Paschi, ma ne scrivero' in dettagli molto presto), mega ricicla soldi mafiosi e/o politico-criminali (piu' tanto di orrido altro), arrestato gia' 3 volte, Paolo Barrai, nato a Milano il 28.6.1965 e gia' residente a Milano in Via Ippodromo 105! Come presto meglio sottolineeremo, multato dalla Consob ben 70.000 euro!
    http://www.consob.it/main/documenti/hide/afflittivi/pec/mercati/2013/d18579.htm
    VI SONO TONNELLATE DI ALTRE COSE DA DIRE SU QUANTO SIA BASTARDO EFFERATO CRIMINALE E PEDOFILO PAOLO BARRAI. TROVATE UNA PARTE ( CHE PRESTO AMPLIEREMO ALL'INFINITO), QUI:
    https://es-la.facebook.com/public/Truffati-Da-Paolo-Barrai

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