martedì 5 aprile 2016

Donald Trump nel mondo del wrestling

Le abilità da showman ed intrattenitore del politico ed imprenditore statunitense Donald Trump sono note a tutti, ma quello che molti non conoscono sono le sue esperienze all'interno del grande circo mediatico del wrestling americano. Scopriamo insieme il passato del candidato repubblicano favorito nella corsa alla Casa Bianca sui ring della World Wrestling Entertainment!

immagine da christandpopculture.com

La prima esperienza del magnate nell'allora World Wrestling Federation risale al 1988, quando il suo hotel (con casinò) "Trump Plaza" sponsorizzò l'evento "Wrestlemania IV": i telecronisti si riferirono all'Historic Atlantic City Convention Hall che ospitava lo spettacolo, proprio come "Trump Plaza".

Lo stesso avvenne l'anno successivo, quando la città resort del New Jersey tornò ad essere sede di "Wrestlemania V". Ma Donald Trump non partecipò all'azione: in entrambi i casi si limitò a brevi interviste, e a stringere la mano a "Million Dollar Man" Ted Dibiase, considerato scherzosamente un collega.

immagine da nowrestling.smarmyjerkface.com

Nel 1991, il suo hotel Taj Mahal di Atlantic City ospitò il WBF Championship, evento della federazione di bodybuilding allora di proprietà del patron della WWE Vince McMahon. Donald Trump fece capolino anche a Wrestlemania VII, dove fu intervistato da "Mean" Gene Oukerland, e nel 2004 a Wrestlemania XX, dove rispose alle domande di Jesse "the Body" Ventura, ex wrestler appena uscito dall'incarico di governatore del Minnesota.

immagine da scoopnest.com

Dopo tre anni, il futuro politico riapparve alla WWE, e stavolta attraverso la porta principale, diventando in prima persona parte delle storyline e delle trame della federazione.

Tutto cominciò da una diatriba televisiva tra lo stesso Trump e la conduttrice e attivista LGBT Rosie O'Donnell, che portò Vince McMahon, durante la puntata di Raw dell'8 gennaio 2007, a mettere in scene un match tra due attori nei panni delle due celebrità.



Nell'edizione del 29 gennaio, un monologo alquanto megalomane del patron della World Wrestling Entertainment fu interrotto da un intervento in collegamento di Donald Trump, che accusò McMahon di non saper dare alla gente ciò che vuole, e dichiarò di voler fare un vero regalo al pubblico presente... detto ciò, fece cadere dal soffitto del palazzetto una vera e propria pioggia di banconote! "Sono i soldi del Monopoli" tuonò Vince "non sono veri", ma alcune inquadrature di spettatori festanti con i dollari tra le mani potrebbero rivelare il contrario. Qualcuno al giorno d'oggi sorride osservando scene come questa, indicandole come campanello d'allarme per una futura presidenza-Trump, ma non sta a me giudicare. D'altronde stiamo parlando di wrestling, o no? Clicca qui per il video dal sito della WWE.


Nel corso della puntata di Raw del 12 febbraio, il vero magnate apparve finalmente in carne ed ossa sullo stage della trasmissione rossa di casa Stamford, per fare una proposta inedita a Vince McMahon: sfidarlo in un incontro di wrestling al prossimo Wrestlemania 23! Il patron della WWE rispose che, per colpa di un infortunio riportato nell'ultimo Hell in a Cell disputato, non avrebbe più potuto combattere, ma lanciò una controproposta: entrambi i milionari avrebbero scelto un lottatore da contrapporre a quello selezionato dall'avversario. Trump allora aggiunse carne al fuoco, sostenendo che puntare denaro, per due businessman come loro, sarebbe stato noioso: chi avrebbe scommesso sull'uomo sbagliato avrebbe dovuto rasarsi a zero. In diretta.



La settimana dopo, Vince McMahon annunciò chi lo avrebbe rappresentato a Wrestlemania: il gigante samoano Umaga! Rimanendo in attesa della scelta del suo avversario, che fu rivelata nel corso della puntata del 26 febbraio: in collegamento con l'arena, Donald Trump presentò il colosso afroamericano Bobby Lashley!
Il 5 marzo si aggiunse poi un nuovo tassello: ad arbitrare il match, il consiglio direttivo scelse nientemeno che Stone Cold Steve Austin, leggenda della federazione e capace quindi di far lievitare gli ascolti, ma anche protagonista nel passato di vecchi attriti con il boss della WWE.


Il 12 marzo i due milionari si ritrovarono per la seconda volta faccia a faccia sul ring, pronti a firmare contratto relativo alla loro disputa. E fu qui che vennero per la prima volta alle mani: Trump spinse il suo contendente sopra il tavolo portato per l'occasione sul quadrato!



Ed eccoci finalmente al Ford Field di Detroit per la ventitreesima edizione di Wrestlemania!
Donald Trump girò nei backstage un simpatico siparietto con il pittoresco wrestler Boogeyman.



E in breve tempo lui e Vince McMahon si ritrovarono a bordo ring per sostenere le loro rispettive scelte: Umaga vs Bobby Lashley. Di seguito vediamo il finale del match: Stone Cold Steve Austin si trovava momentaneamente dolorante a bordo ring, sostituito in fretta e furia da Shane McMahon, figlio del boss. Ma il ritorno dell'arbitro designato si concluse con un colpo da parte di Umaga, cosa che fece imbestialire il futuro politico che stese Vince McMahon riempiendolo di pugni!!! Approfittando della confusione, Lashley mise al tappeto il suo avversario, 1, 2, 3! Vincitore della contesa: Donald Trump, che si occupò personalmente di rasare la testa dello sconfitto!



Ma fu dopo il suono della campanella che avvenne l'impensabile: l'arbitro Stone Cold Steve Austin salutò il suo pubblico aprendo le sue amate lattine di birra, ma volle in ogni caso ricordare la sua indipendenza da ogni potere forte, stendendo il milionario vincitore con la sua stunner!



Conclusosi "Wrestlemania 23", Donald Trump ebbe un'ulteriore avventura nella World Wrestling Entertainment: il 15 giugno 2009, Vince McMahon dichiarò di aver venduto lo show del lunedì sera nientemeno al suo ex avversario di due anni prima.
Il neo-proprietario apparve in collegamento, accusando la vecchia dirigenza di aver fatto soldi e non aver dato nulla al suo pubblico, e promettendo che il prossimo episodio, per la prima volta, sarà senza interruzioni pubblicitarie.


Venne addirittura trasmessa una conferenza stampa, per ufficializzare il passaggio di consegne tra i due magnati.


In apertura della puntata successiva, Trump arrivò nell'arena, annunciando che al termine dello spettacolo avrebbe restituito agli spettatori l'intero incasso della serata.


E non solo: a presentare Raw sarebbe stata di volta in volta una celebrità.
McMahon si presentò per fare il suo discorso d'addio, ma una volta giunto nel backstage dell'arena davanti all'ufficio di Trump, lo trovò chiuso. Arrivò Santino Marella vestito da donna, nei panni della "sorella" Santina: non appena il futuro politico lo vide, lo licenziò.
Un siparietto assurdo tutto da gustare, soprattutto in luce del nuovo ruolo che Trump assumerà negli anni successivi.


Ma sul finale della puntata, Vince si dichiarò pentito della scelta, sostenendo che non avrebbe voluto vedere il suo programma indebitarsi e chiudere per via delle scelte azzardate del milionario, e chiese al nuovo owner dello show di rivenderglielo per la stessa cifra versata. Iniziò una contrattazione, che portò mr McMahon a riottenere Raw per il doppio della cifra ottenuta.


Donald Trump così sparì dall'universo della WWE, ritornandoci nel 2013 per ottenere un posto, come celebrità legata al wrestling, nella Hall of fame della federazione.

  

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