lunedì 11 aprile 2016

Bandiera gialla (le cover che non ti aspetti)

Siamo di nuovo qui con "le cover che non ti aspetti"! Oggi è la volta di un brano insospettabile, datato 1966, e diventato a tutti gli effetti un classico dell'epoca: sto parlando di "Bandiera gialla" di Gianni Pettenati. E se vi dicessi che si tratta di una cover?
Scopriamo insieme l'origine e la storia di questa canzone!


La prima versione del pezzo fu incisa nel 1965 dagli statunitensi Steve Duboff e Artie Kornfeld, conosciuti come "The Changin' times", con il titolo di "The pied piper" ("il pifferaio magico"), e prendeva ispirazione dalla popolare favola.

The Changin' Times - The pied piper (1965)

Il brano raggiunse la 68esima posizione della classifica Billboard Hot 100 americana. L'anno successivo ci riprovò l'inglese Crispian St. Peters, al quale andò notevolmente meglio: quinto posto in patria, quarto negli States e addirittura primo in Canada.

Crispian St. Peters - The pied piper (1966)

In Italia la canzone arrivò dapprima nella cover in lingua inglese di Patty Pravo.

Patty Pravo - The pied piper (1966)

E sempre nel 1966, infine, fu riproposta da Gianni Pettenati nella versione che tutti conosciamo, grazie al testo di Alberto testa e Nicola Salerno, che eliminarono ogni riferimento al celebre Pifferaio di Hamelin (nonostante il persistere della presenza di flauti nell'arrangiamento).

Gianni Pettinati - Bandiera Gialla (1966)

Il video è tratto dal musicarello "I ragazzi di Bandiera Gialla", uscito l'anno successivo.
Di "The pied piper" esiste anche una versione reggae, realizzata nel 1971 dal duo giamaicano Bob and Marcia, che riuscì ad arrivare all'undicesimo posto della classifica britannica. Ascoltiamola.

  
Bob and Marcia - The pied piper (1971)

Nino Baldan
  

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