mercoledì 27 aprile 2016

10 attività veneziane scomparse (quattordicesima puntata)

Bentornati al nostro appuntamento con le "10 attività veneziane scomparse", rubrica giunta alla quattordicesima puntata! Oggi ricorderemo insieme due panifici, una pasticceria, un luganeghèr, un frutariòl e altri negozi che ormai fanno parte della Venezia che non c'è più; vorrei iniziare la mia narrazione proprio da un luogo dove, più di dieci anni fa, mi sono ritrovato a lavorare. Siete pronti?

immagine da nuovavenezia.gelocal.it


131) Panificio Barozzi
Campo Santa Margherita


A questa attività sono particolarmente legato in quanto, durante i miei trascorsi universitari, ho prestato aiuto come portaceste. La mia mansione, lo ricordo ancora, consisteva nell'effettuare quattro "giri" (alla guida di un carretto) per consegnare il pane a bar e ristoranti nei paraggi; il mio turno iniziava alle 6:30 e continuava ad oltranza. La gestione era famigliare, effettuata da una coppia piuttosto "all'antica": il marito era impegnato nel forno, dal quale estraeva vassoi con ogni genere di prodotto e che posizionava a raffreddare su carrelli a più livelli, mentre la moglie si occupava della vendita. Il figlio aiutava. Ogni mattina mi facevano trovare una rosetta, un francesino, un croissant "riuscito male"; inoltre, non era possibile sgarrare neppure di un minuto: il tempo di lavoro era retribuito ogni 60 secondi, oppurtunamente segnato su un quadernetto da parte dell'attenta ed inflessibile signora Marisa.
Lasciai il lavoro per seguire dei corsi che sarebbero coincisi con i miei turni.
Il panificio da poco ha abbassato le saracinesche, per non alzarle mai più.
Ecco l'articolo dedicato alla chiusura del Panificio Barozzi apparso su "La Nuova Venezia".


132) Pasticceria Puppa
Salizada dello Spezier


La seconda attività della quale vi voglio parlare oggi è la Pasticceria Puppa, che tutti gli abitanti della zona ricorderanno ubicata nella calletta tra la Coop del Giorgione e il ponte di ferro che conduce ai Gesuiti. Durante la mia ricerca di sponsor per il giornalino delle superiori, mi imbattei nel proprietario, un simpatico signore anziano che ci decantó la genuinità dei suoi prodotti, tutti realizzati secondo le regole della tradizione; diventó uno dei nostri finanziatori fissi, tant'è che gli dedicammo addirittura un articoletto. Oltre alle pastine e ai dolci, Puppa vendeva anche le mandorle salate, che i frequentatori del vicino negozio di videogiochi Virtualia compravano e sgranocchiavano mentre osservavano le ultime novità. Al posto della pasticceria, è ora presente una trattoria, che ne conserva ancora il nome (ma non la sostanza).



133) Panificio Carlon
Barbaria de le Tole


Un altro panificio scomparso, situato a poca distanza da dove risiedeva mia nonna materna. Il bancone era sistemato sulla sinistra, mentre a destra erano presenti degli scaffali, con sacchi di prodotti da forno realizzati dagli stessi gestori, tra i quali ricordo il pan biscotto (dallo strano colore bianco, che da bambino mi affascinava non poco) agli spessi grissini, che volevo per accompagnare le mie cene. Carlon chiuse, e al suo posto aprì una caffetteria, che ha a sua volta abbassato le serrande.


134) Prénatal
Campo San Bartolomeo


Prima di spostarsi sul "Ponte di Coin", la catena di abbigliamento ed accessori per bambini aveva qui un suo punto vendita. Oltre ai passeggini, in vetrina capeggiava la verde scritta "PRÉ - NA - TAL", che nel corso delle mie passeggiate con i nonni mi faceva scervellare non poco su come andasse letta: se rispettando l'accento, oppure come invece sentivo ripetere in giro; non c'era volta nella quale non mi fossi fermato ad interrogarmi, senza ovviamente ottenere mai alcuna risposta. Attualmente il punto vendita si è trasformato nella filiale di una catena di intimo e pigiameria.


135) Venetian Navigator 2
Ponte della Fava


L'internet point citato nella puntata precedente aveva una seconda filiale, posizionata sul Ponte della Fava. Di dimensioni più ridotte rispetto alla sede principale in Casselleria, questo negozio garantiva, oltre alle consuete postazioni internet, la presenza di numerosi servizi-web, come la realizzazione di un sito internet personalizzato; il tutto pubblicizzato in vetrina attraverso dei cartelli. Il proliferare degli smartphone e il conseguente diffondersi del "personal computer in tasca" fece chiudere anche questa attività.
Al suo posto ora sorge un negozio di ottica.


136) Città del Sole
Calle de le Bande


Nella San Lio degli anni '90 esisteva un negozio di giocattoli diversi, che esponeva in vetrina e sugli scaffali decine di giochi in legno, creativi, a sfondo scientifico. La "Città del Sole" era una catena nata a Milano nel 1972 dall'idea dell'imprenditore Carlo Basso, che in breve tempo aprì filiali un tutte le città d'Italia; il brand esiste ancora, ma evidentemente in una realtà come Venezia non è stato ritenuto redditizio tener aperto un negozio.
I locali sono ora occupati da una rivendita di souvenir.


137) Negozio videocassette
Ramo dei Saoneri


Di questo negozio ho ricordi piuttosto vaghi e confusi, al punto da mettere addirittura in dubbio la sua stessa esistenza: ogni volta che con i nonni mi trovavo in passeggiata in quel di San Polo, e premevo affinchè si "tagliasse" attraverso il sotoportego che conduce ai Frari, mi trovavo di fronte queste enormi vetrine, disseminate di poster e videocassette di ogni tipo. La mia curiosità era stuzzicata soprattutto dai titoli di stampo horror, e dal fatto che fossi stato praticamente l'unico della mia classe a non disporre ancora di un videoregistratore; ciò mi portava a vedere la VHS come qualcosa di magico, di moderno, che a tutti i costi avrei voluto nel salotto di casa, per poter riguardare film e cartoni senza aspettare che venissero ritrasmessi in televisione. Nel momento in cui vi scrivo, al posto dell'attività in questione è presente un negozio di pelletteria artigianale.


138) Luganeghèr
Strada Nuova


Se non ricordo male, questa attività possedeva una tenda per proteggere la vetrina dal sole, decorata con immagini di formaggi e di salumi; non dissimile, quindi, da quella utilizzata da Baretton. Il bancone era collocato, in lungo, sulla destra, e non era raro vedere la fila di gente straripare dalla porta del negozio, soprattutto negli orari di punta. La salumeria si è ora trasformata in una rivendita di pelletteria gestita da cinesi.


139) Fruttivendolo
Strada Nuova


Un destino del tutto simile, se non identico, è toccato al vicino frutariòl. In quella rivendita di frutta e verdura non mi sono mai servito abitualmente, se non una sola volta, da ragazzino, quando mia madre mi mandò ad acquistare un paio di ramoscelli di basilico; e successivamente, più grandicello, quando decisi di acquistare un chiletto di pomodorini per preparare un sugo gustoso e genuino a casa della ragazza che allora frequentavo.
Le casse di ortaggi non sono più presenti a movimentare la Strada Nuova; al loro posto sono oggi presenti pile di borse e tracolle, appese a dei ganci.


140) Profumeria Mariani
Strada Nuova


Per l'attività segnalata dai lettori, oggi vi parleró della profumeria che fino a metà anni '90 ha rifornito i veneziani a pochi passi dalla Ca' d'Oro, ricordataci da Gabriele Mariani e gestita dalla sua famiglia. La Profumeria Mariani possedeva altri due punti vendita: uno poco distante, esattamente di fronte all'Hotel Giorgione; ed un altro davanti all'ex Cinema San Marco (oggi Louis Vuitton). Attualmente la sede della Ca' D'Oro è diventata la filiale della nota catena "Bottega Verde", mentre resiste ancora, al civico 4391/B di Cannaregio, un'altra "Profumeria Mariani", gestita dalla cugina del nostro lettore.

Anche per oggi abbiamo dato: vi invitiamo a continuare nella vostra segnalazione di attività delle quali non ho ancora trattato nelle puntate precedenti!

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