martedì 8 dicembre 2015

10 giochi arcade a caso - prima parte (memorie dalla sala giochi)

immagine da primocanale.it

Ormai, quando si parla di sale giochi, tutti intendono quei tristi luoghi pieni di slot machine, dove anziani e disperati spendono tutti i loro averi nel tentativo che "questa sia la volta buona". Ma un tempo era diverso: si giocava soltanto per il gusto di divertirsi.
Avevo già trattato l'argomento in un altro post, nel quale rievocavo l'alone di trasgressione e di delinquenza presente in quei locali, ma oggi mi sono deciso di inaugurare una nuova rubrica, nella quale riprenderò uno ad uno i mitici cabinati che per un motivo o per l'altro hanno caratterizzato la mia giovinezza. Questa non vuole essere una classifica, e neppure una carrellata di retro-recensioni: la mia attenzione si soffermerà sui ricordi e sugli aneddoti di una gloriosa epoca passata, e che, purtroppo, non tornerà mai più. Siete pronti? Allacciate le cinture che si parte!


01) Donkey Kong (1981)

immagine da arcadecenter.com

Il mio primo ricordo legato ad un cabinato arcade risale alla mia primissima infanzia, quando mio padre nel corso di una villeggiatura in montagna mi portò in una piccolissima sala giochi di Transacqua (TN), oggi trasformata in un garage. Il suo obiettivo era di coinvolgermi nella sua passione per i flipper, ma la mia attenzione fu subito rapita da quei cassoni dotati di comandi in grado di interagire con quanto appariva su uno schermo: ne scelsi uno, inserii qualche gettone, smanettai i tasti in maniera assolutamente casuale non capendo nulla dell'azione di gioco. Di quale titolo si trattasse, sinceramente, non ne ho la più pallida idea, ma quando nel 1994 uscì la versione per Game Boy e potei vedere lo sfondo per Super Game Boy che ne riproduceva il cabinato, ecco improvvisamente un deja-vu a risolvere l'arcano: si trattava probabilmente di Donkey Kong. Il primo. Che deve aver avuto già all'epoca un bel po' di primavere alle spalle, visto che sono nato nel 1983, e il fatto in questione non può essersi svolto prima del 1986.


2) Double Dragon (1987)

immagine da gamefabrique.com

Sempre nel corso delle mie vacanze in montagna mi imbattei, nei primi anni '90, nel cabinato di Double Dragon che già avevo intravisto nella sala giochi del Lido di Venezia, ma al quale non avevo mai prestato più di tanta attenzione. Alla seconda occhiata, anche perché di alternative non ce n'erano un granché, decisi finalmente di dare un po' di fiducia a questo picchiaduro a scorrimento: il macchinario era posizionato all'esterno del bar del Parco Vallombrosa di Fiera di Primiero (TN), e in un momento di immotivata trasgressione pre-adolescenziale provai a cacciarci dentro una monetina da 200 lire anziché da 500, come richiesto. Miracolo: il gioco funzionava lo stesso. Avevo nelle mie tasche un buon quantitativo di valuta, e iniziai a cimentarmi nell'avventura con assoluta tranquillità, come se mi fossi trovato nella più totale tranquillità della mia abitazione: dapprima provai con un solo credito ad andare più avanti possibile, ma poi iniziai a cacciarci dentro una moneta dopo l'altra. Resi partecipe del "segreto" anche un mio coetaneo: fu proprio con lui che superammo l'ultimo livello, ma, non essendo al corrente che avremmo dovuto affrontarci, rimanemmo lì a cercare una via d'uscita, facendo scadere il tempo limite e perdendo entrambi. Il giorno dopo entrai nel bar, e chiesi candidamente: "scusi, mi cambia questi mille in monete da 200?", ottenendo l'immediata risposta di un gestore piuttosto infervorato che mi disse "ah, ecco chi gioca a scrocco!!!". Scappai e non mi feci più rivedere. Per la vergogna.


03) Pac-Man (1980)


immagine da 101videogames.wordpress.com

Un videogioco che nel corso della mia infanzia ho sempre considerato inutile e antiquato, sicuramente perché abbagliato dalle produzioni più recenti che mi fecero dimenticare l'immediatezza e l'innovazione di un titolo che un bambino del 1983 non avrebbe mai potuto capire.
"Pac-Man" era ovunque: sia al mare che in montagna che al luna park di Riva degli Schiavoni, spesso presente nella sua versione "cocktail", ovvero con uno schermo posizionato in orizzontale sotto ad un tavolino di vetro. Forse ci spesi un gettone/due, non di più.


04) Street Fighter 2 (1991)

immagine da askagamedev.tumblr.com

Come Pac-Man, anche "Street Fighter 2" per un bel po' di anni fu dappertutto: non esisteva bar o sala giochi che non ne disponesse di un esemplare, che sistematicamente finiva per essere il cabinato più gettonato di tutto il locale, soprattutto grazie ad una grafica coloratissima e a degli sprite giganti che fino a quel momento non si erano mai visti.
Otto personaggi, ognuno con uno stile e delle mosse completamente diversi, si davano battaglia in giro per il mondo; senza contare i quattro personaggi finali, non selezionabili, che tra noi ragazzini erano stati elevati allo status di vere e proprie leggende, anche perché prima di vederli in azione potevano passare delle intere giornate: per arrivare al tu per tu con Balrog, Vega, Sagat e M.Bison era infatti necessario sconfiggere prima tutti gli altri combattenti in maniera consecutiva. Non c'era discorso che non riguardasse "Street Fighter 2", e numerosi rumor erano emersi nel sottobosco videoludico arcade dell'epoca, come l'esistenza di mosse segrete, di ulteriori personaggi selezionabili, fino ad arrivare al "cugino dell'amico di un compagno di classe" che era in grado di giocare nei panni dei quattro boss.
La Street Fighter 2-mania degenerò fino a spingere i gestori a non installare più il videogioco originale, ma delle versioni hackerate che permettevano di cambiare personaggio in corso d'opera, di sparare bolle in aria, e di accompagnare automaticamente ogni colpo con un hadoken: ogni volta che li vedevo in funzione, ero convinto che non funzionassero correttamente e che fossero in attesa di manutenzione.


05) Mad Dog McCree (1990)


Questo laser game a tema far-west fu posizionato nella sala giochi del luna park di Riva degli Schiavoni, e mi colpì subito, oltre che per il costo davvero elevato di ogni partita (due gettoni da 500 lire anziché uno), per la presenza di attori in carne ed ossa che si esprimevano in un italiano talmente incerto da indurmi a pensare che il doppiaggio fosse stato realizzato dagli stessi giostrai. Un gioco che mi è rimasto talmente impresso nella memoria da averci dedicato un intero post, con tanto di esilaranti video-gameplay registrati direttamente dal sottoscritto.


06) Teenage Mutant Ninja Turtles (1989)

immagine da retrofishta.blogspot.com

Erano i primi anni '90, ed in ogni luogo del pianeta impazzava la mania per le Tartarughe Ninja, moda alla quale non ero di certo rimasto immune; questo videogioco realizzato da Konami era presente sia alla sala giochi del Lido che in quella di Piazza Luigi Negrelli di Fiera di Primiero (TN), e la differenza sostanziale era la seguente: se nel primo caso il cabinato era predisposto al massimo per due giocatori, con la possibilità di scegliere il proprio personaggio da un apposito menù, nel secondo si trattava di un enorme marchingegno con quattro postazioni di comando, dove la tartaruga selezionata dipendeva da dove ci si fosse messi a giocare (ricordo ancora l'ordine: Leonardo, Michelangelo, Donatello, Raffaello). Inoltre, al Lido si avevano a disposizione due vite, mentre a Fiera soltanto una. Infami. E a perdere l'intera barra di energia al primo livello, quello dell'incendio, non ci si impiegava più di 20/30 secondi, fatto per cui ogni partita si trasformava in un'angosciante bagno di sudore, pestando i tasti come un forsennato finché il credito si esauriva. Ricordo che per evitare il "già finito??" di mio nonno, una volta che la partita era terminata, rimanevo meschinamente a fingere di continuare a giocare per altri due o tre minuti tra gli sguardi interrogativi degli altri frequentatori del locale. In seguito acquistai la conversione per NES... ma questa è un'altra storia.


07) Neo Turf Masters (1996)

immagine da emunova.net

Il golf secondo la SNK, e in assoluto uno dei titoli del genere più colorati e divertenti da giocare, soprattutto perché, dopo un paio di partite di pratica, era possibile riuscire a mantenere il proprio credito anche per numerosi minuti, realizzando i propri colpi in maniera tranquilla come se si stesse comodamente seduti a casa propria davanti alla propria console. Ricordo un'interminabile partita a "Neo Turf Master" in una sperduta osteria al confine tra Veneto e Trentino durante una gita con i miei genitori, che dovettero strapparmi con la forza dal cabinato di fronte all'atteso autobus che stava per lasciarci a terra proprio a causa della mia foga golfistica.


08) Tetris (1988)

Un classico. Vecchio, d'accordo, ma pur sempre un classico. E preferivo di gran lunga la versione arcade che quella in mio possesso sul Game Boy per via della musica di sottofondo, più accattivante e adrenalinica della controparte nintendiana.
Per la cronaca, si trattava di un brano midi intitolato "Bradinsky", che solo a sentirlo rievoca nella mia mente la puzza di fumo e di gomme Brooklyn allo spearmint masticate a bocca aperta dai truzzi frequentatori delle giostre.



09) Mortal Kombat (1992)

immagine da cinemassacre.com

Nella sala giochi delle giostre di Riva degli Schiavoni, un bel giorno, fu installato un cabinato che presto radunò attorno a sé decine e decine di ragazzi in visibilio, al punto da impedirmi addirittura di capire che tipo di gioco racchiudesse: mi feci largo e riuscii ad intravvedere degli sprite digitalizzati, dei veri e propri esseri umani, che saltavano e si malmenavano in scenari dal sapore asiatico, lasciando sotto di sé un esagerato quantitativo di sangue. Ma non solo: con una combinazione di tasti era possibile terminare l'avversario attraverso delle mosse cruente chiamate "fatality", e che permettevano di estrarre al malcapitato il cuore ancora pulsante, di strappargli la testa, di bruciarlo vivo. Quando finalmente fu il mio turno avvertii dentro di me un senso di trauma per tutto quello che stava accadendo sullo schermo, ma non riuscii a staccarmene: "Mortal Kombat" sostituì presto "Street Fighter 2" nei nostri discorsi di bambini delle elementari, e quando un mio compagno arrivò in classe con la versione Game Gear, fu immediatamente invidiato e venerato dall'intero istituto. Acquistai la conversione Game Boy, ma l'estrema lentezza e soprattutto l'assenza di ogni forma di violenza mi lasciò basito ed amareggiato.


10) Dungeons & Dragons: Tower of Doom (1993)

immagine da gamesdbase.com

Concludo la carrellata odierna con un titolo che più di tanti rimane ancora indelebilmente impresso nella mia memoria di gioventù: mi trovavo, già più grandicello, in villeggiatura con i miei a Fiera di Primiero, e mi accorsi come il signor Achille, gestore della vicino Bar Sport e della relativa piscina, aveva installato tre cabinati all'interno di una struttura lignea dal sapore tirolese posizionata all'esterno delle sue attività. Entrai, e fui subito colpito da questo picchiaduro a scorrimento dall'inconfondibile sapore Capcom, ambientato, però, all'interno dell'universo fantasy di Dungeons & Dragons, gioco da tavolo che già avevo conosciuto ed apprezzato. Nonostante la lingua fosse stata inspiegabilmente settata sul giapponese, mi districai come non mai nei primi livelli, arrivando, attraverso percorsi multipli, ad abbattere la manticora (boss del secondo stage) e a giungere alla nave solo per ascoltare l'incredibile musica di sottofondo. Tutto con un unico gettone.


Oltre a me e mio fratello, era presente tutti i giorni un bambino di nome Filippo, che nonostante la giovanissima età sfoggiava un'abilità non indifferente ad abbattere nemici e ad usare le giuste armi al momento giusto.
Diversi anni dopo, trovai su un sito la rom di "Dungeons & Dragons: Tower of Doom": misi il PC in modalità download, e dopo diverse ore di attesa (grazie, modem 56k) mi sembrò di rivivere un sogno, ritrovando coboldi, scheletri e orchi direttamente a casa mia, con la stessa grafica e il medesimo sonoro che avevano allietato diversi pomeriggi della mia prima adolescenza.

Nino Baldan

Vai alla seconda puntata







2 commenti:

  1. Cha fantastica cavalcata nella nostalgia, Nino!
    Stupendo l'episodio delle 200 lire, averlo saputo ci provavo anch'io...

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    Risposte
    1. In alcuni cabinati da bar funzionava...bastava spingere la monetina con forza, riprovando un paio di volte finché non la accettava!
      Ma per evitare di ritrovarsi nel mezzo dell'azione senza crediti, era un'azione da compiere ripetutamente prima dell'inizio della partita ;)

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