lunedì 14 settembre 2015

Il Fascismo che non ti aspetti: 5 momenti televisivi


In questo periodo storico, caratterizzato da una profonda crisi economica e dall'emergenza legata ai migranti, nei mass media si sta più che in passato rafforzando l'idea di "antifascismo di Stato". Temendo un qualsiasi tipo di "deriva populista" le istituzioni si stanno dando più che mai da fare per rafforzare i valori della nostra Costituzione, sventolando spauracchi autoritaristi ed evitando accuratamente qualsiasi elemento possa anche solo lontanamente essere ricondotto al ventennio fascista. Ma non è sempre stato così: pur essendo in vigore la Legge Scelba, l'Italiano ha spesso trattato quel particolare periodo della sua storia più con ironia che con radicale snobbismo, non mancando di citarlo  anche in momenti leggeri e triviali, che all'epoca suscitavano un sorriso, ma che ora spingerebbero qualcuno in malafede a strumentalizzare, appiccicando l'etichetta di "sgradito" a chiunque abbia solo osato attingere da una simbologia che rimasta comunque in voga per ben vent'anni della nostra quotidianità.

domenica 13 settembre 2015

10 giochi a caso per NES (memorie a 8 bit)

Voglio oggi inaugurare una nuova rubrica nostalgica dedicata ai videogiochi: dopo il successo di "10 giochi a caso per Game Boy", con la quale vi ho allietati nei mesi precedenti, è ora la volta di analizzare il parco software del suo fratello maggiore in casa Nintendo, vale a dire il NES. Preparatevi, perchè non ce ne sarà più per nessuno!


01) Super Mario Bros.

Il Nintendo Entertainment System arrivó nella mia abitazione relativamente tardi, ovvero quando lo SNES aveva appena fatto capolino nei negozi. Mio padre, probabilmente, approfittò di un'offerta di qualche giocattolaio portando a casa console, "Super Mario Bros." e "Solstice". L'8-bit Nintendo era stato fino a quel momento il leit-motiv della mia infanzia: tutti i miei compagni di scuola ne erano in possesso (tranne un disgraziato al quale avevano regalato l'Intellivision), e non era inconsueto per me fermarmi ore da loro per dilettarmi in questo o quel gioco.

venerdì 11 settembre 2015

A Sud di nessun Nord (di Gennaro Donnarumma)

Il giovane giornalista campano Gennaro Donnarumma torna queste pagine, da lui scelte per esternare questo suo sfogo a della città di Napoli, martoriata dalla criminalità organizzata e messa troppo spesso in secondo piano dalle istituzioni.
Le sue parole si possono condividere o meno, ma è la prova che all'interno del Blog trovino spazio le opinioni di qualsiasi tipo; l'articolo di Gennaro vuole essere uno spunto alla riflessione, stimolando una sana e costruttiva riflessione sul bene del nostro Paese.
Buona lettura!

immagine da espresso.repubblica.it

“Palermo non mi piace: resto qui perché la voglio cambiare”. Così parlava Paolo Borsellino, forse la vittima più celebre della Mafia, insieme a Giovanni Falcone, quando gli fu chiesto del perché rimanesse a Palermo nonostante il grande rischio che correva. E, difatti, ha pagato con la vita il suo eroismo, il suo amore per una città ed un Paese che invece, oggi come allora, lo ricompensano dando spazio incondizionato ai mandanti di quella carneficina: serie TV, inchieste nei programmi di attualità, addirittura curiosità ed aneddoti.  Ma questa è un’altra storia. Prima di cominciare questa disamina, è doveroso un ringraziamento a Nino, una persona che stimo e apprezzo per quanto costruito su queste pagine, ricche di cose veramente interessanti e meno banali di tante altre che invece qualcuno ci passa per oro colato.

domenica 6 settembre 2015

Ain't nobody (le cover che non ti aspetti)

Benvenuti ad una nuova puntata di "le cover che non ti aspetti"; oggi mi occuperò di uno dei brani più trasmessi dell'estate 2015, tanto da diventare una delle colonne sonore delle nostre vacanze. Sto parlando di "Ain't nobody (loves me better)" di Gelix Jaehn featuring Jasmine Thompson, che altro non è che un rifacimento di un pezzo di ben 32 anni prima! Siete pronti?

immagine da vbox7.com

martedì 1 settembre 2015

"Papà, c'è la neve!"

"Papà, c'è la neve!".
Un sussurro elettrico ed emozionato svegliò Giorgio di soprassalto. Aprì gli occhi, e vide accanto a lui Ilaria, sua figlia di cinque anni. Gli occhi azzurri come quelli della madre risplendevano nel buio, illuminati della gioia di chi per la prima volta aveva visto la neve, e il fatto che fosse caduta proprio la mattina di Natale ne aveva indubbiamente accentuato il fascino.
Guardò la moglie a suo fianco, che era rimasta beatamente a galleggiare nei suoi sogni; dopo averle sistemato per bene il piumone, rispose bisbigliando alla bambina: "ora papà ti porta a vedere la neve!". Incurante che fossero le sette del mattino, e che la sera prima avesse lavorato fino a tardi.

Voleva gustarsi appieno quell'irripetibile momento, condividendo con la figlia un'esperienza che l'avrebbe accompagnata per tutta la vita. Scese dal letto e infilò i piedi nelle pantofole, mentre Ilaria sembrava non stare più nella pelle. Un freddo pungente lo colpì non appena abbandonò il lettone, costringendolo a raggiungere a tastoni il suo maglione di lana abbandonato sul mobiletto.

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