sabato 6 giugno 2015

My Mine - l'agiografia definitiva


Ritornano le agiografie definitive della musica dance: oggi parlerò della storia di un gruppo italiano (e non tedesco come alcuni credono, seppure sia stata la Germania il paese che maggiormente riconobbe il loro successo), passato alla storia per una sola canzone, "Hypnotic tango", che ancora viene ricordata e citata in giro per il mondo.
Ecco a voi i My Mine.

(Aggiornata il 16 febbraio 2016)

Questa agiografia è stata scritta con la diretta e gentilissima collaborazione del percussionista dei My Mine, Danilo Rosati, il quale, dopo una prima stesura, si è messo in contatto con il sottoscritto per correggere, integrare, e fornire ulteriori aneddoti!


Nel 1979 nacque a Terni una band post-punk/new wave conosciuta come Water Krause, che contava tra i suoi componenti Carlo Malatesta (chitarra), Danilo Rosati (percussioni), Enrico Conte (basso), Luciano Brogelli (voce) e Massimo Rufini (sax). Nel 1981, con l'ingresso nel gruppo di Stefano Micheli, il complesso si presentò all'etichetta Italian Records con il nuovo nome di Ipnotico Tango, cambiando il genere in elettronica cupa con atmosfere dark all'italiana (fonte: Wikipedia).

Nel 1983, avvenne a Bologna l'incontro con il produttore della Fonoprint Mauro Malavasi, che selezionò Malatesta (chitarra, tastiere, voce), Rosati (tastiere, percussioni) e Micheli (tastiere, voce), dando vita ai My Mine, lanciando sul mercato il singolo "Hypnotic Tango", ispirato al nome della formazione precedente.


My Mine - Hypnotic Tango (1983)

Le sonorità new-wave unite al ritornello dal sapore disco (nel quale personalmente trovo pure una sfumatura anni '50) donarono al pezzo un immediato successo, soprattutto in Spagna (primo posto in classifica) e in Germania (quinta posizione con 70.000 copie vendute in un solo giorno). Seguì il secondo singolo del progetto, "Zorro", un pezzo elettropop che passò piuttosto inosservato.


My Mine - Zorro (1984)

Neppure con "Cupid girl" andò meglio: secondo Wikipedia se ne vendettero "solo pochi esemplari".


My Mine - Cupid girl (1985)

Il 1985 vide l'uscita del loro primo (ed unico) album, intitolato "Stone", che oltre ai tre singoli precedenti conteneva anche l'omonimo brano, che non sono riuscito a trovare se non accompagnato dal video che segue.


My Mine - Stone (1985)

Nel frattempo Danilo Rosati smise di apparire in video (pur rimanendo come autore), sostituito in scena da Darren T Hatch, giusto in tempo per dare alla luce nel 1986 l'ultimo brano dei My Mine intitolato "Can Delight", che giocava con un astuto gioco di parole con candle light, "lume di candela", e ritornava su melodie a mio avviso richiamanti il pop anni '50. Ovviamente declinate secondo le sonorità del decennio allora in corso.


My Mine - Can Delight (1986)

L'album "Stone" fu rilanciato sul mercato giapponese con il titolo "Can Delight", inserendo la nuova traccia al posto della canzone "Juaresh".

Il gruppo si sciolse, ma la loro eco non finì. Difatti l'anno successivo il DJ Frankie Knuckles realizzò una versione dance estesa del loro primo successo.


Frankie Knuckles - Hypnotic Tango ('87 Powerhouse Remix)

Anche la band britannica dei Bandulu nel 1992 campionò "Hypnotic Tango".


Bandulu - Amaranth (1992)

Ma l'omaggio definitivo ad uno dei gruppi riconoscibili dell'intero panorama della Italo Disco provenne nel 2003 dai tedeschi Master Blaster, che all'interno del loro album "We love Italo Disco" remixarono il primo singolo della band di Terni.


Master Blaster - Hypnotic Tango (2003)

I DJ teutonici replicarono nel 2007 con il loro personale remake di "Can Delight".

Master Blaster - Can Delight (2007)

Ma ai Master Blaster, se ce ne sarà occasione, dedicherò un intero post.

Un altro tributo ai My Mine arrivò nel 2005 dalle Bananarama, che nel ritornello della loro "Look on the floor" ripresero "Hypnotic Tango".


Bananarama - Look on the floor (2005)

Nino Baldan

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