sabato 27 giugno 2015

10 attività veneziane scomparse (terza puntata)

Dopo la prima e la seconda puntata, il mio viaggio alla riscoperta delle attività veneziane scomparse giunge oggi al suo terzo capitolo; analizzerò per voi altri 10 negozi storici che negli ultimi 20 anni hanno inesorabilmente chiuso i battenti, alcuni per lasciar posto ad ulteriori luoghi destinati ai turisti, altri -fortunatamente- riconvertendosi in attività "utili".
Ma purtroppo si tratta sempre di eccezioni. Siete pronti?

immagine da venicebasketcamp.it

21) Libreria Solaris 2
Campo Santa Margherita

immagine da tripadvisor.it

Ricomincerò proprio da dove mi ero fermato: per tutti gli anni 90, la libreria Solaris di Strada Nuova disponeva di un secondo punto vendita, situato in Campo Santa Margherita. A differenza del negozio principale, prevalentemente specializzato in letteratura di fantascienza, Solaris 2 vendeva quasi esclusivamente fumetti, giapponesi, americani e italiani; a ogni tipologia erano dedicate intere pareti. Sullo scaffale di sinistra erano esposti gli "speciali", riviste semiamatoriali che alternando illustrazioni con pagine di testo anticipavano la trama delle serie ancora in pubblicazione; sulla sommità degli espositori centrali spiccavano i numeri più rari degli albi di Topolino, quelli che anche mio padre collezionava ma che durante la mia infanzia avevo irrimediabilmente deciso di colorare con i pennarelli. Dietro il bancone lavorava una ragazza, che teneva davanti a sè mazzi e bustine del gioco di carte collezionabile "Magic": il mio primo set lo acquistai proprio qui, accompagnato da un falso amico che mi raggirò sottraendomi tutti i pezzi più rari.
Al posto di Solaris 2 ora è presente un'attività di ristorazione specializzata in piatti etnici.


22) Cinema Ritz
San Zulian


Uno dei luoghi magici della mia infanzia: a due passi da Piazza San Marco, precisamente a San Zulian, era attivo nientemeno che un cinema, con tanto di insegna tonda esposta in vetrina; a fianco vi era la locandina del film in programmazione, spesso comico, di cassetta, o comunque leggero, a differenza di altre sale cittadine che invece si erano specializzate in pellicole d'essai. Una volta entrati, si pagava il biglietto alla cassa presente sulla destra, accedendo poi all'unica sala, dotata di platea e di posti in galleria: era proprio lì sopra che si piazzavano i ragazzacci più grandi, che accompagnavano la proiezione con rutti, bestemmie e lancio di oggetti, come se fossero stati a scuola durante un'ora di supplenza.
Saranno stati altri tempi, ma ricordo la sala sempre strapiena.
Dopo un periodo come negozio di maschere, l'ex-cinema ospita attualmente un ristorante turistico, che espone in vetrina un Casanova di cartapesta formato maxi.


23) Torrefazione
Salizada San Canciano


Nella zona dove sono cresciuto, uno dei luoghi più celebri e frequentati era la torrefazione: era un negozio piuttosto spoglio, specializzato nello smercio di caffè, che veniva stipato in apposite colonne di vetro e venduto a peso. La calle adiacente era dotata di una finestrella, attraverso la quale, in minuscoli bicchieri dal vetro molto spesso, si servivano ombre di vino; pian piano avevo cominciato a riconoscere tutti gli habituè del locale, tra i quali un signore anziano col cappello, conosciuto come "Gigio", e che tra un gotto e l'altro ripeteva ad alta voce "xeo iù?". Non so perché, ma per tutta la mia infanzia ho nutrito nei suoi confronti un'irrazionale forma di odio e terrore; finché un giorno mi fece ampiamente ricredere, raccogliendo e riconsegnandomi 10 mila lire appena caduti dalla tasca dei miei pantaloni.
Al posto della torrefazione ora c'è un bar gestito da cinesi.


24) Standa di San Luca


Anche in campo San Luca era presente una Standa, che in maniera non diversa dalla filiale di San Felice occupava tre livelli del palazzo con vestiti simil-Oviesse. Ma per un bambino come, me la cosa più intrigante era accedere all'ultimo piano interamente dedicato ai giocattoli, con quei finestroni arcuati che facevano entrare un sacco di luce e che rendevano l'esperienza quanto più simile ad un sogno o ad una qualsivoglia visione mistica.
Ricordo ancora mia madre che cercava invano di staccarmi da una pianola azzurra con le paperelle che aprivano la bocca a seconda del tasto premuto.
Anche i due edifici adiacenti erano adibiti a Standa: il primo dedicato ai profumi (e che in precedenza ospitava il reparto-alimentari), mentre del secondo l'unica cosa che ricordo è l'insegna rossa. Al posto del palazzo principale ora c'è H&M, mentre gli altri due sono stati riconvertiti nel negozio Puma e nella sede di un banca.


25) Noleggio videocassette
Campo Santa Giustina


Di questa attività ho ricordi legati soprattutto al mio periodo universitario, risalente ad una decina di anni fa: era lì che con gli amici della zona sceglievamo cos'avremmo guardato la sera. Assiepati davanti allo schermo del distributore, non mancavamo mai di dare un'occhiata alla lista dei film erotici, alla ricerca di "perle" come i nomi degli attori completamente inventati dai gestori in chiave goliardica e dialettale. Ignoro se i proprietari fossero stati gli stessi della videoteca che precedentemente sorgeva in Barbaria de le Tole.
Ora in Campo Santa Giustina c'è un parrucchiere.


26) Fotocopie Pellegrini
Campo San Bortolomio


Nella mia zona, per antonomasia, le fotocopie si facevano da Pellegrini: nel piccolo negozio situato di fronte ai bagni di San Bortolomio c'era sempre una lunga di professionisti, ma anche tanti, tantissimi bambini che attendevano il loro turno tenendo in mano appunti, libri di testo, ricerche.
Il prezzo per foglio, lo ricordo ancora, era di 200 lire; dietro il bancone lavorava una signora paziente e gentile, che se ricordo bene aveva i capelli brizzolati e portava gli occhiali.
La copisteria ha lasciato il posto ad un calzolaio, o meglio calegher, in uno dei rarissimi casi in cui un'attività più nuova ha lasciato il posto ad un più tradizionale.


27) Negozio di vestiti
Salizada San Canciano


In Rio Terà del Bagatin, dove abitavo da piccolo ed esattamente di fronte alla Torrefaione, esisteva un negozio di vestiti, che vendeva abiti sia da uomo che da donna. Nella mia memoria è rimasta soltanto la presenza, in vetrina, di un ingegnoso giocattolo elettrico con tanti pinguini che salivano una scala mobile per poi scendere giù da uno scivolo e ricominciare daccapo; ogni volta che rincasavo rimanevo anche diversi minuti, incantato, ad ammirare quella che all'epoca consideravo una magia.
Fortunatamente la bottega non si è tramutata in un bazar per turisti, bensì in una ben fornita cartoleria, con un'ampia scelta di giocattoli e costruzioni.


28) Pasticceria Domenegati
Barbaria de le Tole


In Barbaria delle Tole era un tempo presente una pasticceria, dove spesso consumavo insieme alla nonna la mia merenda pomeridiana. Ricordo un vasto assortimento di pastine, tra le quali la "pesca", dalla forma sferica, imbevuta di rosolio e ricoperta di zucchero; o dei particolari bignè alla crema ai quali era stato rimosso un "tappo", che veniva poi ricollocato sulla loro sommità.  Era da Domenegati che, spinto dal jingle pubblicitario "una sorpresa su 5", compravo i miei ovetti Kinder, nella speranza di imbattermi nelle statuine montabili dei vari personaggi Disney, tutte dotate di quei nasi neri, grandi come un microbo, oggi sicuramente banditi per il reale pericolo di ingestione e/o inalazione da parte dei più piccoli. Al posto della pasticceria oggi non c'è nulla.


immagine da ebay.it


29) Lidogiochi (ex Linetti)
Gran Viale - Lido


Conosciuto un tempo come "Linetti" per essere stato a lungo gestito dal medesimo proprietario del punto vendita delle Mercerie, questo negozio lidense rappresentava la declinazione estiva dei sogni di tutti i bambini veneziani. Ogni volta che mi recavo al mare con i nonni, non potevo non soffermarmi davanti all'abbondanza di giocattoli di ogni tipo: dai personaggi dei cartoni animati più in voga ad un'ampia sezione dedicata ai videogiochi, soprattutto per Game Boy, esposti sulla parete della vetrina di sinistra.

Ricordo come costrinsi mio nonno, che da poco aveva trovato ai giardinetti una banconota da 50 mila lire, a regalarmi la cartuccia di "Spiderman", sostenendo che l'acquisto non gli sarebbe costato nulla. Poverino, magari avrebbe preferito spendersi l'inaspettato regalo del destino in una camicia, o in qualche ombracichetto insieme agli amici di una vita.
Anche il reparto Lego era molto ben fornito, con scatole di galeoni dei pirati, castelli medievali e stazioni di polizia poste ben in alto sugli scaffali, che aumentavano così il loro status di proibiti oggetti del desiderio, che solo a Natale avremmo potuto, forse, chiedere ai nostri genitori.
Con enorme rammarico di tutti i veneziani il negozio è stato improvvisamente chiuso, e dovrebbe lasciare il posto ad un bar.


30) Bar Oasi
Calle degli Albanesi



Durante la mia prima infanzia, precisamente a metà degli anni '80, entravo spesso con mio padre all'interno di questo piccolo bar specializzato in frullati e centrifughe. Le pareti erano adornate con raffigurazioni di bicchieri coperti da moquette colorata, o erba finta, per simulare i diversi gusti, che osservavo incantato mentre sorseggiavo il mio bicchiere rigorosamente dotato di cannuccia colorata. Dopo molteplici cambi di gestione, ora il locale è in restauro, e sinceramente non ho la minima idea di cosa diventerà.

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