venerdì 12 giugno 2015

10 attività veneziane scomparse (prima puntata)

Chi ha visitato Venezia nell'ultimo periodo si sarà accorto di come ormai il capoluogo lagunare sia diventato a tutti gli effetti un parco tematico, con le sue attività commerciali che strizzano l'occhio proprio ai frettolosi gitanti giornalieri; chi viene in città per tre/quattro ore dev'essere attratto a suon di stereotipi e negozi "open space" senza vetrine, che offrano quanto di più scontato ci sia sul mercato, pena il passaggio del turista al negozio successivo. Ma non è sempre stato così.
Avendo avuto l'inestimabile fortuna di essere nato e cresciuto a Venezia, posso garantire che, fino alla metà degli anni '90, i negozi normali esistevano anche qui, conosciuti e frequentatissimi dalla popolazione locale ora decimata dal proliferare del mercato globale del turismo a basso costo, che ha costretto i loro gestori ad abbassare le serrande, a trasferirsi altrove o a convertirsi, per sopravvivere, ad attività prettamente turistiche.
Ecco 10 botteghe ormai scomparse, ma che per sempre vivranno nella nostra memoria di noi ultimi Veneziani.

immagine da lonelyplanetimages.com


01) Il Ponte dei Giocattoli

immagine da beyondthebridge.wordpress.com

La prima attività che menzionerò è obbligatoriamente "Molin", universalmente chiamato dai Veneziani "Ponte dei Giocattoli", che allietava una zona come quella di San Canciano, all'epoca pullulante di bambini (e relativi genitori) grazie alla anche alla presenza della Scuola Elementare delle Imeldine, frequentata anche dal sottoscritto.
Nelle sue vetrine c'era ogni ben di Dio: da quelle in campo dedicate interamente ai peluche,  fino a quelle sul ponte, divise tra modellismo, squadre del Subbuteo, Mini 4WD e soldatini di varie epoche. Al primo piano, per memoria storica, è ancora presente un papero disneyano interamente costruito con i Lego, divenuto ormai il simbolo della Venezia che non c'è più.

immagine da ilgazzettino.it

Entrai per la prima volta al "Ponte dei Giocattoli" da piccolissimo, trovando al suo interno una Nintendo Entertainment System che dava la possibilità di "provare" ben 10 giochi selezionabili attraverso la pressione di un bottone. Il negozio era gestito da due soci di mezz'età, uno dei quali si divertiva a disturbare i piccoli "scrocconi" che si intrattenevano per troppo tempo con il joypad in mano. L'attività passò poi ad un giovane padre di famiglia, che lo gestì fino alla chiusura.
Sotto le feste, l'intero campo era adibito a vetrina natalizia, con una grande mostra di biciclette e vari giochi in scatola posizionati su un espositore; percorrere la Strada Nuova e capitare davanti a tutto quel ben di Dio, per un qualsiasi bambino, era come vivere un piccolo sogno. Ricordo in epoche più recenti la presenza di un Super Nintendo con "Super Mario World" (la prima volta lo vidi proprio da "Molin"), con le scatole dei giochi posizionate sotto il vetro del bancone; non posso dimenticare le mie assillanti richieste per poter sbirciare dietro alle confezioni, unico modo all'epoca per farsi una vaga idea di come il videogioco fosse strutturato. Proprio nel campo antistante si organizzavano gare di macchinine Mini 4WD con tanto di pista, e tanti bambini che si improvvisavano meccanici, armati di cacciavite, viti, bulloni e bombolette di lubrificante WD40. La chiusura della scuola elementare significò la trasformazione dell'intera zona in tranquilla e anonima periferia prima, e in caotica strada turistica poi; il ponte ospitò un negozio di scarpe, passando successivamente all'attuale rivendita di maschere e souvenir.
Passando di lì, ora, non si avverte più alcuna sensazione di magia, ma si ha l'impressione di trovarsi in un qualsiasi altro non-luogo della città.


02) Il fiorista con la cascata
Campo Santa Maria Formosa


Forse a molti potrà non dire nulla, ma il fiorista in Campo Santa Maria Formosa era una tappa obbligata di tutte le mie passeggiate: la vetrina era difatti adibita a cascata, con un ingegnoso sistema idrico che faceva continuamente scorrere l'acqua lungo la sua superficie. E io rimanevo lì, incantato, ad ammirare i riflessi, come tutti i bambini che passavano di là.
Ora il negozio è stato inglobato dal vicino hotel, che lo utilizza come ristorante/sala colazioni.


03) Pettenello
Campo Santa Margherita

immagine da tramezzinimag.blogspot.com

Un altro negozio di giocattoli, situato in una zona distante da dove abitavo, ma che la cui sola visione era capace di suscitarmi fascino, spingendomi ad entrare e di farmi combattere con i nonni che mi indicavano severi l'incedere delle lancette sul quadrante dell'orologio.
Ricordo la vetrina trasbordante di peluche, e in particolare la presenza di un orso gigante in esposizione all'interno, capace di pronunciare diverse frasi a seconda di dove fosse stato toccato; tra tutte me n'è rimasta in mente soltanto una, scandita come quando ci si rivolge a qualcuno con una scarsa padronanza della lingua italiana: "ahi. mi. fai. ma-le"
Attualmente Pettenello si è trasformato un altro dei numerosi bar con plateatico già presenti in Campo.


04) La signora degli stick
Barbaria de le Tole


Ogni volta che mi recavo a trovare mia nonna materna, passavo davanti a questo chiosco ornato con dei cartelli bianchi circolari recanti i vari gusti (o meglio: colori) degli STICK artigianali messi in vendita dalla signora. Menta, Anice, Amarena, Arancio ma anche "panna" e "cioccolato": si trattava di ghiaccioli dalla forma allungata, a tronco di cono, che prima di essere messi nelle mani del cliente venivano intinti in una bacinella d'acqua.
Non mancavo un appuntamento: ogni passaggio per la Barbaria significava un ghiacciolo. Come se non bastasse il generale depauperamento della zona, al posto del chiosco ora non c'è più nulla.


05) Play the Game
Calle lunga Santa Maria Formosa


Un'attività decisamente più recente delle altre da me menzionate, ma che mi fa sempre piacere ricordare. Prima della sua apertura, qualche videogioco era in vendita nel vicino negozio di audiovisivi, ma fu da quando Gianmaria aprì la sua rivendita che Calle Lunga divenne meta obbligatoria di tutti i ragazzini di passaggio; al suo interno erano presenti tantissimi titoli per la prima Playstation, tutti dislocati su diversi espositori girevoli posti lungo tutto il perimetro della bottega.
In vetrina erano posizionati dei televisori, che chiamavano a raccolta bambini ed adulti, incuriositi, in mancanza di internet, di dare uno sguardo in anteprima agli ultimi titoli usciti. Nell'ultimo periodo trovarono posto anche action figure, magliette e merchandise vario, finchè il gestore chiuse per trasferirsi per un brevissimo periodo in Barbarie delle Tole, prima di abbassare definitivamente le serrande, vuoi per il proliferare di negozi online come Amazon, vuoi per il sempre minor numero di ragazzini presenti in città.
Ora in Calle Lunga, dove sorgeva la sede storica, è presente una pelletteria gestita da cinesi.


06) Marforio
Campo San Salvador

immagine da shop.alinari.it

Probabilmente la mia giovane età non mi aiuta nel ricordare appieno i fasti di quest'istituzionale attività presente a San Salvador, il cui nome peró fa sempre capolino nei miei ricordi in quanto continuamente presente nei discorsi di nonne e zie, sia come punto di riferimento che come luogo d'acquisto di ombrelli, borse, e portafogli.
Un negozio Di Veneziani PER i Veneziani (qualcuno dice fosse dislocato in due piani, ma non ne sarei troppo sicuro), con un fornitissimo reparto di valigeria.
Al suo posto ora sorge il punto vendita di una grande catena internazionale, ma la storica insegna, mai rimossa, rimane lì, per non far dimenticare il passato.

immagine da alloggibarbaria.blogspot.com


07) Parole e Musica
Salizada San Lio


Ogni volta che mi trovavo a San Lio, questo negozio di dischi rappresentava per me ed i miei amici un piacevole passatempo: era sempre interessante entrare e "sfogliare" le ultime produzioni presenti sugli scaffali, oltre a controllare l'uscita di raccolte e riedizioni di vecchi successi.
Fu lì che acquistai i miei primi CD, spendendo i miei risparmi in compilation anni '80 come "One Shot", per scoprire di un mondo musicale a me completamente sconosciuto, in un periodo nel quale internet andava ancora a 56k e moltissimi pezzi in rete non erano neppure reperibili. Dopo la sua chiusura, "Parole e Musica" si trasformó in un negozio prettamente turistico, senza vetrine (per incentivare l'ingresso libero) e specializzato in collane.


08) Pelletteria Bona
Mercerie San Salvador

immagine da google street view

Dopo la chiusura di Marforio, il testimone di leader nella vendita di borse e valigie passò a Bona, altra attività storica che grazie all'azzerata concorrenza visse un periodo di grande lustro, e che posso dire di aver conosciuto più che bene, dal momento che negli ultimi due anni della sua storia ho avuto l'onore di lavorare al suo interno.
Due piani di esposizione, nei quali si incrociavano dal gondoliere alla ricerca del set di valigie per il suo viaggio nei luoghi caldi alle signore anziane intente ad acquistare una borsetta Gherardini, fino alle ragazzine attirate dai colorati zaini e astucci della Eastpak. Il tutto era gestito in maniera informale ma professionale dal signor Guglielmo, che non perdeva occasione per intrattenere i clienti in lunghe conversazioni sui pregi e sui difetti della merce in vendita, accompagnato dalle sue due socie Monica e Stefania. La notizia dell'imminente chiusura ci trasmise un'inconsolabile sconforto, non soltanto per il destino dei nostri posti di lavoro, ma soprattutto perché le Mercerie avrebbero perso uno dei loro ultimi baluardi di venezianità. Al posto della "Pelletteria Bona" ora è presente "Tru Trussardi".


09) Videoteca
Barbaria delle Tole

immagine da google street view

Dove ora c'è la sede di una ditta di trasporti e spedizioni, esisteva un tempo una fornitissima videoteca, che fu aperta per soddisfare la fame cinematografica di un innumerevole quantità di residenti alla costante ricerca di commedie per famiglie o di pellicole d'azione per allietare la propria serata post-lavorativa. I DVD non esistevano, tutto era venduto esclusivamente sotto forma di videocassette, molte delle quali ormai "d'annata", che presentavano font e colori non più di uso comune, ma che evocavano nel sottoscritto un notevole fascino di tipo "archeologico", che soddisfavo passando ore intere ad osservare le copertine, fantasticando ed immaginando cosa fosse stato in voga nel decennio precedente.
Era presente anche un reparto "per adulti" (destinato unicamente alle produzioni pornografiche), relegato in un angolino diviso non ricordo se da una tenda o un separè, e che solo una volta, spinto da una pruriginosa curiosità adolescenziale, ricordo di aver varcato.


10) Salvatore
Calle degli Scudi, Castello

immagine da google street view

Concludo la carrellata odierna con il ricordo di un'attività che già all'epoca si trovava ampiamente fuori dal tempo. Situata in una remota calletta tra San Francesco della Vigna e San Martin, all'interno di quello che oggi definiremmo un magazzino buio ed umido, era presente un calzolaio (o meglio caleghèr) molto anziano, con la voce che un bambino di quattro/cinque anni ricorda come quella del vecchietto del west.
Si chiamava Salvatore, ed era proprio lì che mia nonna si rivolgeva per riparare le sue calzature, in un'epoca nella quale era ancora più conveniente sostituire un tacco che acquistare la scarpa nuova. Da Salvatore entravo sempre con un misto di riverenza e curiosità, e lui era lì che mi salutava, davanti alla luce di una piccola lampadina, tra odori di mastice e di cuoio che ancora rimangono stampati nelle mie narici.
Cosa c'è al posto di Salvatore oggi?
Nulla.

E voi? Avete ricordi specifici relativi a vecchia attività veneziane o della vostra città che vi sono rimaste in testa?

4 commenti:

  1. Quanti ricordi ed annessa nostalgia per queste attività che oramai son ricordo.
    Grazie per avermi fatto rivivere quegli anni anche solo per qualche minuto.

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    Risposte
    1. Prego, Matteo :)
      Purtroppo è una Venezia che non tornerà più, e che molte delle generazioni che verranno non solo ci invidieranno, ma stenteranno a credere sia mai esistita...

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  2. cavolo la signora degli stick me l'ero scordata, da piccolo era tappa obbligatoria!

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    1. I miei preferiti erano "panna" e "cioccolato" proprio perché erano una sua esclusiva e non si trovavano da nessun'altra parte! :)

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