mercoledì 6 maggio 2015

L'ispettore Gadget (le sigle nel mondo)

Bentornati alla rubrica che prende in esame le canzoni utilizzate per introdurre le serie più famose nei vari paesi! Oggi parleremo de "L'ispettore Gadget", co-produzione internazionale datata 1985, che qualcuno dei più vecchiotti (me compreso) ha avuto la possibilità di seguire sulla Rai accompagnato dalla sigla originale.
Per tutti gli altri...c'è stata Cristina D'Avena!

immagine da lecanzonideicartoni.altervista.org

La serie nacque nel 1983 da una collaborazione franco-statunitense-canadese-giapponese, e sulla stessa melodia (che ricorre anche durante le puntate) furono realizzate due sigle: una strumentale (per il pubblico internazionale) e una cantata (per il pubblico francofono). Ascoltiamole.



Dal 1985 il cartone fu trasmesso dalla Rai, accompagnato dall'adattamento italiano del brano francese, con la voce del misterioso interprete (che qualcuno afferma essere Piero Chiambretti) che a mio avviso riportava l'ascoltatore alle atmosfere del Ventennio Fascista.



Anche in Germania si optò per un adattamento in lingua teutonica della versione transalpina.


In Portogallo si utilizzò il brano strumentale, mentre in Spagna si optò per il testo francese; esiste tuttavia una sigla in castigliano, sebbene mai utilizzata in televisione, uscita in disco e cassetta sotto l'etichetta Horus.


I paesi dell'America Latina usarono la sigla internazionale, anche se in molti casi l'Ispettore fu chiamato Truquini.

Nel 1993 i diritti della serie furono acquistati dalla Fininvest, che non si limitò al ridoppiaggio degli episodi (trasformando Sophie in "Penny" e il capo Gontier in "Quimby") ma, come da tradizione, le affibbiò una canzone nuova di zecca che nulla aveva a che fare con il tema principale del cartone: musica di Carmelo "Ninni" Carlucci, testo di Alessandra Valeri Manera, cantata - manco a dirlo - da Cristina D'Avena, che con la sua solita enfasi fuori luogo accompagnata da cori in stile Zecchino d'Oro relegò il cartone al target della scuola elementare.



Capisco che in fondo si tratti sempre di un cartone animato, ma le numerose gag alla Clouseau legate alla sbadataggine del protagonista vennero così precluse ad un pubblico più maturo, che qualche risata avrebbe potuto anche farsela.
Ma con quella sigla lì...ehm...

Nino Baldan

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