giovedì 19 marzo 2015

Quando incontrai per la prima volta il wrestling italiano - by The Jeffo Experience


di Alessio Garbini ("The Jeffo Experience")

Quando Nino mi ha chiesto di scrivere un pezzo riguardante il wrestling italiano ammetto di essermi trovato in difficoltà. Soprattutto perchè, l'argomento proposto era il mio primo contatto con il wrestling in Italia e, cercare di dare un senso cronologico dei fatti diventa via via più difficile.

Trovo molto ironico che il primo netto ricordo sia legato proprio a Nino Baldan, quando andò a Canale 5 come rappresentate della XIW.
È stato proprio questo fatto che mi ha permesso di dare un senso a questo articolo.

Se dovessi cercare un senso nei miei ricordi, fu la rubrica di Red Devil sulla rivista Power Wrestling ad aprirmi al mondo del wrestling italiano, ma non ha rappresentato il punto di svolta.
Siamo nel 2005, in quell'anno, grazie alla forte presenza su Italia 1 e su Sky, il wrestling italiano viveva un grandissimo momento, soprattutto di luce riflessa.

Siamo negli anni che vedono l'ascesa dell'NWE, una realtà forte per il nostro paese, con ottimi talenti, fondi e accordi finanziari che per qualche anno ci hanno fatto assaporare la sensazione di poter avere una realtà major.
E proprio grazie alla Nu Wrestling (quando la NWE non era ancora una federazione ma promuoveva eventi nel nostro paese come i Wrestling Gala con Mick Foley e Bret Hart o i due show della CZW) che i nostri atleti, da una forma embrionale e ricca di entusiasmo, possono finalmente entrare in contatto con trainer e nomi di un certo spessore della scena mondiale.
Tanti degli atleti ICW e XIW poterono allenarsi con Ultimo Dragon o il compianto Chri$ Ca$h, tra gli altri.

Alla notizia della morte di Eddie Guerrero i rotocalchi di informazone nostrani, in un contesto berlusconiano, colgono la ghiotta occasione per creare situazioni e contesti per sfruttare al meglio lo strascico della notizia.
Ci furono anche degli ottimi momenti televisivi, tra cui sicuramente ricordiamo l'intervista a Vampiro a Matrix. Che ricordo con piacere quando, tornato dal mio primo evento WWE dal vivo ricco di emozioni sia positive, perchè comunque era il primo contatto con uno show di un certo contesto di pubblico, che  negative, per la tragica scomparsa di Eddie.

immagine da wrestlinginc.com

Casualmente scopro che alcuni wrestler sarebbero stati su Canale 5 a Buona Domenica. Sotto un certo punto di vista ritenevo Maurizio Costanzo come una delle peggiori rappresentazioni di un'Italia nella sua peggiore manifestazione sociale, ero quindi poco fiducioso. Forse era anche l'occasione per fornire una visione più "nazional popolare" e magari un primo riconoscimento nazionale del wrestling. Aspettavo con un misto di curiosità e di paura la domenica.

Dopo aver visto Nino che presentava due, per me all'epoca sconosciuti, wrestler italiani e l'assenza di un ring con dei tappetini a sopperire a tale mancanza, qualche dubbio iniziò a sorgermi.
La pantomima di Costanzo distrusse significativamente la mia opinione per la scena italiana, con tutto quello che è seguito come il personaggio di Neo Pulcinella e di Capitan Padania che hanno sfidato Costanzo a un match, per promuovere un imminente (e poi cancellato) show in Toscana.

Le settimane successive vedono un fermento nel wrestling web italiano, chi condanna totalmente i tre, considerati come complici di Costanzo in cerca di vana gloria e chi, invece, preferisce aspettare la versione dei fatti, che puntualmente si presenta.

Nino, Italian Warrior e Bulldozer erano d'accordo di fare una micro esibizione per poter spiegare cosa fosse il wrestling.
Maurizio Costanzo, a loro insaputa, cambiò tutto in diretta, chiedento un commento a un attore di Beautiful. Considerato esperto perchè statunitense.


Personalmente mi sentivo preso in giro e assolutamente furioso per quanto visto.
Una presa in giro consapevole in cui tre wrestler italiani si concedono all'altare della televisione commerciale mandando in fumo ogni senso di essere del pro-wrestling.
Solo in seguito potei davvero comprendere i fatti, capire cosa fosse successo e vedere come la realtà non fosse, ovviamente, quella vista in TV.

Dopo questa prima fase dove ritenni il wrestling italiano una buffonata, potei in seguito conoscere, capire e collaborare con un sacco di persone piene di passione per questo sport, che volevano spingere per avere una realtà italiana concreta e seria, rivalutando quanto visto quella domenica pomeriggio di quasi dieci anni fa.
Ma questo, come si dice, è un'altra storia. 

Alessio Garbini


Alessio Garbini, che oggi ho avuto il piacere di ospitare nel mio spazio, è il proprietario del blog dedicato al wrestling "The Jeffo Experience": con il suo stile maturo ed analitico prende di volta in volta in esame gli avvenimenti presenti e passati del mondo dello sport entertainment. Leggetelo, e seguitelo anche sulla sua pagina Facebook, attraverso la quale potrete rimanere aggiornati su tutti i suoi prossimi articoli!



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