mercoledì 11 marzo 2015

5 motivi per cui da piccolo odiavo la SEGA


Fin dalla più tenera età, sono sempre stato un fiero simpatizzante Nintendo.

Sarà stato per la magia che aleggiava intorno ai suoi titoli e personaggi, per l'immagine più rassicurante della sua mascotte, chi può dirlo: sono quel tipo di colpi di fulmine che molto spesso non hanno una spiegazione logica. Al contrario, SEGA (nel nostro paese pronunciata siga per non dare adito ad imbarazzanti fraintendimenti) è sempre stata per me l'emblema della tamarragine di periferia, caratterizzata da un'immagine forse più adulta, ma proprio per questo priva dell'aura di fantasia che era la prerogativa assoluta di Nintendo e del suo magico mondo.

Facendo mente locale, e provando a ri-immedesimarmi nella testa di un bambino quale ero, ho provato a riassumere in 5 punti i motivi della mia antipatia verso la casa del porcospino blu. Andiamoli a vedere:


1) SEGA = Sala giochi = delinquenza

immagine da forum.spaziogames.it

SEGA proponeva "Out Run", "Hang On", "Golden Axe": tutti titoli "da duri", con le musichette pestate e sempre presenti nelle sale giochi, che all'epoca erano indicate da mamma e papà come luoghi maledetti (per via della loro frequentazione delinquenziale e della quantità industriale di fumo di sigaretta che avrei dovuto passivamente sorbirmi ad ogni ingresso). Avevo già da tempo associato involontariamente l'azienda giapponese al truzzo che spadroneggiava in sella al motorino, alle ragazzine volgari che facevano rumore masticando le Brooklin, ai posacenere sempre pieni, e a quei quattro giostrai che giocavano a biliardo squadrandomi ogni volta mi fossi girato verso di loro.
La Nintendo al contrario offriva già nei suoi cataloghi un'immagine famigliare e protettiva, all'interno della quale avrei voluto tuffarmi per sentirmi al sicuro da tutti quei pericoli di quel mondo che ero troppo piccolo per volerlo affrontare.

immagine da nerdsrevenge.it

Osservate l'immagine qui sopra: quale bambino non avrebbe voluto essere parte di quella famiglia amorevole, con mamma e papà che gli poggiano la mano sulla spalla mentre gioca a Super Mario Bros, in compagnia del fratello che finge di prendere parte alla partita, essendo la cartuccia per un solo giocatore per volta?


2) Sonic mi era antipatico

immagine da vacanerd.com.br

Nato nel 1991 come nuova mascotte SEGA in sostituzione di Alex Kidd, solo a guardarlo Sonic mi ha sempre un'idea sbruffona ed arrogante, al contrario di Super Mario che vedevo un po' come una figura benevola e paterna. D'altronde quelli erano gli anni in cui Topolino mi stava ancora simpatico.


3) Jerry Calà faceva i film sporchi

immagine da gamesblog.it

Jerry Calà, testimonial SEGA per l'Italia, non mi è mai andato troppo a genio: oltre ad essere protagonista di film sporchi che i miei non volevano farmi vedere, rappresentava un pochino quell'Italia provinciale e volgarotta dalla quale non mi sentivo assolutamente rappresentato, tutto correlato con quanto già trattato nel punto 1. Io non ero come lui, e neppure come quelli che guardavano le sue pellicole: nella mia casa ci sarebbe stato posto soltanto per giochi intelligenti e per bene.


4) Zenga giocava nell'Inter

immagine da docmanhattan.blogspot.com

Un altro personaggio che spesso compariva nelle pubblicità della Sega era Walter Zenga, allora in forza all'Inter, squadra che detestavo, in quanto da sempre fedele ai colori rossoneri. Jerry Calà non andava bene, Zenga nemmeno…allora significa che Jovanotti che faceva gli spot per la Nintendo mi era simpatico? Nel suo caso è stato proprio l'accostamento dell'immagine della "grande N" a quella del rapper per rendermi meno indigesta la sua figura…era il NES a fare da testimonial per lui, non il contrario.


5) C'erano troppe console

immagine da arcadelife.altervista.org

Ho sempre visto con sospetto la politica hardware di SEGA: oltre al Master System (equivalente ad un NES), al Game Gear (accostabile al Game Boy) e al Megadrive (simile al Super NES), a poco tempo di distanza vennero fatti uscire il MegaCD e il 32X, oltre al Master System II e Mega Drive II che creavano non poca confusione nella testa degli utenti. E in me quella di una ditta che riempiva gli scaffali dei negozi di paccottiglia plasticosa che un mio compagno delle elementari molto abbiente di volta in volta si faceva regalare, venendo in classe a decantare le lodi di questa o quella console, creando in me non poca rabbia e fastidio.


Epilogo

immagine da leparisien.fr

Successivamente crebbi, e quando nel 1995 venne lanciata sul mercato la Playstation cambiai completamente punto di vista: il mio cuore continuava a battere per la Nintendo, ma tutta l'avversione verso la SEGA in qualche modo sparì: iniziai a vedere la casa di Sonic come il "cugino di periferia" della compagnia di Mario, incentrata su un mondo più grezzo, tamarro quanto volete, ma comunque apprezzabile e fantasioso. La mia antipatia iniziò a scatenarsi contro il nuovo gioiellino della Sony, e contro i fighetti che arrivavano a scuola parlando di "Ridge Racer", "Toshinden" e del macchinario da 719 mila lire che il paparino gli aveva appena comprato. Poi arrivarono i CD masterizzati, i "Gran Turismo", e mentre giocavo a "Super Mario 64" vidi con tristezza la parabola discendente del Dreamcast, che cadde nel dimenticatoio insieme a tutti i suoi coloratissimi personaggi, chiudendo di fatto un'epoca caratterizzata da un dualismo ed una rivalità tra Nintendo e SEGA che non fece altro che del bene all'industria videoludica a cavallo tra gli anni '80 e '90.

E voi? Quali sono i vostri ricordi infantili associati alla SEGA?

Nino Baldan



3 commenti:

  1. Sul punto 5 hai stra ragione! Io rimasi per anni col master system, fregandomene di tutte le altre, giocando occasionalmente al mega drive da mio cugino, fino a che non mi regalarono il super Nintendo, unica mia parentesi nintendiana (insieme al game boy che mi stava sul cazzo per via delle pile, prima di prendere quelle ricaricabili)

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    1. Io di pile per il Game Boy ne consumavo almeno 8 a settimana, ma non quanto il mio compagni di classe facoltoso fan della SEGA e possessore del Game Gear, capace di far fuori SEI BATTERIE (non alcaline) nel semplice tragitto in autobus Venezia-Marghera 😉

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  2. Beh io odiavo i loro Joypad, per qualsiasi console... erano inutili per i picchiaduro, scomodi da tenere in mano e la croce direzionale era assolutamente imprecisa persino per i platformer base tipo Alex Kidd o Sonic...

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