venerdì 2 gennaio 2015

Virtual Pro Wrestling 2 (memorie a 64 bit)


Pensavate che dopo la retro-review di WWF No Mercy avessi finito con i videogiochi di wrestling AKI per Nintendo 64? Sbagliato, perché c'è ancora una cartuccia da analizzare, e sto parlando di Virtual Pro Wrestling 2, pubblicato da ASMIK per il solo mercato giapponese il 28 gennaio 2000, a cavallo tra Wrestlemania 2000 e WWF No Mercy.

Dopo gli interminabili pomeriggi passati letteralmente a consumare i circuiti del primo Virtual Pro Wrestling, impegnando il roster WCW contro esotici lottatori giapponesi in arene coloratissime piene di sigle, loghi e kanji, al suono di assoli di chitarra j-rock, sognavo pure di notte di poter mettere le mani su un suo seguito.
Anche WCW/nWo Revenge e Wrestlemania 2000 mi hanno garantito ore di divertimento, ma mancavano un po' di quella follia e di quell'atmosfera da "cartone animato" che il gioco giapponese avevano saputo garantire.

Ordinai Virtual Pro Wrestling 2 appena lo vidi disponibile. Non mi chiesi né "perché" né "per come": semplicemente me lo feci recapitare a casa; avevo sbirciato qualche recensione sul web, ma non volevo sinceramente rovinarmi la sorpresa: aprii la scatola, ficcai la cartuccia nel mio fido Nintendo 64 NTSC, e rimasi in silenzio ad osservare l'introduzione.


Rimasi basito: era in pratica la stessa scena di Wrestlemania 2000 (eliminato il pezzo "dark"), con la stessa identica musica generico-rockeggiante: niente loghi di fantomatiche federazioni, niente melodie nipponiche, soltanto atleti AJPW.
Mi addentrai con l'amaro in bocca nel menù principale: anche qui stessa disposizione delle icone di Wrestlemania 2000, stessa bgm, ed ecco il mio primo dubbio: quello di aver comperato un doppione, un semplice mod di un gioco che possedevo già.
Avete presente la spiacevole sensazione di aver perso dei soldi? Quella.

Provai a vedere il roster, anche qui stessa musica, stesso look dei menù, stessa grafica, ma stavolta a fare bella mostra di loro stessi sono i wrestler della All Japan Pro Wrestling, con tanto di licenza ufficiale, costumi originali, musiche d'ingresso, nome annunciato dallo speaker; per la New Japan Pro Wrestling, Frontier Martial Arts Wrestling, Michinoku-Osaka Pro-Toryumon c'erano lottatori dai nomi e dagli aspetti fasulli (ma perfettamente rieditabili) e musiche generiche, più una serie interminabile di shootfighters. Nessun americano a parte i gaijin già presenti nei vari roster. Nemmeno tra le leggende troviamo un Benoit, un Hogan, un Eddie Guerrero, o altri lottatori occidentali che raggiunsero la fama tra gli spettatori del Sol Levante.

Giant Baba e Mitsuharu Misawa: due leggende AJPW

Questa cartuccia rappresentò una delle più grandi delusioni della mia vita videoludica, e sebbene lo finii ottenendo tutti i lottatori segreti, continuavo a chiedermi come fosse possibile che non fossero stati nemmeno ridisegnati i menù, composte nuove musiche.

Ebbi la risposta qualche anno più tardi: il Giappone Wrestlemania 2000 non fu pubblicato fino al 15 settembre, quasi 8 mesi più tardi, e di conseguenza questo Virtual Pro Wrestling 2 ne ha rappresentato la "versione giapponese".

Ma analizziamo il gioco "con il senno di poi": sarà davvero un titolo deludente?

Dopo la prima occhiata, mi sento di confermare sostanzialmente quanto detto in precedenza: si tratta in pratica di un "reskin" di Wrestlemania 2000, un "mod" pensato per il pubblico giapponese, dove al posto dei wrestler americani della WWF ci sono i resuraa nipponici della AJPW, di conseguenza osservando il prodotto secondo quest'ottica è davvero irrealistico e impietoso aspettarsi qualcosa in più.
Sarebbe lecito se si trattasse di un gioco nuovo, ma Virtual Pro Wrestling 2 di fatto non lo è.

Mitsuharu Misawa vs Kenta Kobashi 

Diamo un'occhiata al roster: 21 lottatori All Japan con l'attire originale, 21 New Japan che con le (poche) opportune modifiche non hanno sinceramente nulla da invidiare ai "cugini" con licenza ufficiale, e lo stesso vale per gli 8 della FMW e gli 8 presi tra Michinoku, Osaka-Pro e Toryumon. Ci sono poi ben 17 shootfighters divisi in 4 leghe diverse (RINGS, Pancrase, Pride FC, BattlARTS), in pratica la stessa categoria di combattenti che nell'episodio precedente era racchiusa nella sigla WOU.
Arriviamo così a 75 lottatori, più 23 leggende per un totale di 98.

Tra i lottatori sbloccabili segnalo Adrè the Giant, l'unico componente della categoria dei super-heavyweight, che per la prima volta fa capolino nella serie: non è possibile sollevarlo se non dopo uno sforzo sovrumano compiuto dal nostro personaggio, anticipando di fatto quanto poi verrà mostrato in WWF No Mercy.

Scontro tra leggende: Antonio Inoki vs Andrè the Giant

Sono presenti quattro arene differenti dove disputare i propri eventi: Il Nippon Budokan, il Tokyo Dome, il Korakuen Hall e il Kawasaki Stadium, più una versione sbloccabile del Tokyo Hall che comprende una lunga pedana d'ingresso in stile NJPW, dalla quale lanciarsi per colpire l'avversario. Non esistono più i coloratissimi ring del predecessore, diversi da federazione a federazione, ma un unico quadrato azzurro, con lievi sfumature a seconda del palazzetto selezionato.

Il Kawasaki Stadium nella selezione delle arene

Iniziamo un incontro: una volta selezionati i nostri contendenti, ci viene mostrata una panoramica del palazzetto da noi prescelto, ed uno ad uno vengono inquadrati i wrestler fermi immobili negli spogliatoi prima di fare il loro ingresso nell'arena. Soltanto 8 lottatori AJPW hanno la loro musica d'ingresso originale, compressa in una qualità infinitamente superiore a quanto sentito in Wrestlemania 2000.
Una volta sul ring, in puro stile giapponese, i due wrestler verranno presentati dalla voce di uno speaker: l'intero roster della federazione di Giant Baba possiede la campionatura di nome e cognome, mentre tutti gli altri personaggi dovranno accontentarsi di un generico "1P resuraa!" e "2P resuraa!".

Lo sbloccato (e rieditato) Tiger Mask prima del match

Da qui in poi, è Wrestlemania 2000: stesse musiche di sottofondo, stessa reazione del pubblico, stessa (collaudatissima) modalità di gioco. Anche la durata degli incontri segue lo stile americano, con match che si concludono in pochi minuti dopo primo tentativo di schieramento, a differenza del predecessore, nel quale era possibile dare vita a contese lunghe mezz'ora, piene di rovesciamenti di fronte e di "conto di due".
Sono state reintrodotte la prova di forza, nel caso i due giocatori premano "A" nello stesso momento, e la presa che dà vita ad una combinazione di colpi (assenti nella controparte statunitense).

Un discorso a parte meritano i 17 shootfighter selezionabili, dotati di uno stile di combattimento creato per l'occasione: non solo non è possibile lanciarli contro le corde (come accadeva per i combattenti WOU di Virtual Pro Wrestling 64), ma facendo loro eseguire una strong grapple, atterreranno automaticamente l'avversario, e una volta sopra di esso, sarà possibile tempestarlo di pugni premendo il tasto "B" oppure sbizzarrirsi in una serie di submission eseguibili con il tasto "A" unito ad una delle direzioni sulla croce digitale. 

Lotta a terra tra shootfighters

Anche la modalità "carriera" è sostanzialmente uguale a Wrestlemania 2000: una lunga serie di incontri da affrontare, vincendo trofei e sbloccando di volta in volta lottatori segreti. Sono stati rimossi il Cage Match e il First Blood Match, poco diffusi nelle federazioni giapponesi. E' possibile scegliere tre diversi arbitri, rappresentati da altrettante caricature, ognuno dotato di un diverso tempo di conteggio.

L'edit mode è preso pari pari dalla controparte occidentale, con la differenza che quasi tutti i volti presenti per le proprie creazioni hanno connotati asiatici, ponendo un serio limite alla fedeltà delle nostre CAW di lottatori americani.
Una simpatica introduzione riguarda il "create a mask", opzione completamente assente nelle trasposizioni occidentali della serie, che al massimo davano la possibilità alle nostre realizzazioni di indossare la maschera di Kane o Mankind; stavolta possiamo comporre l'accessorio parte dopo parte, aggiungendo corna, ali, orecchie e dettagli vari, ognuno colorabile separatamente. E' inoltre possibile per la prima (e unica) volta scegliere le grida emesse dal nostro lottatore durante l'incontro.

Sono possibili creazioni come questa

Per il resto, Virtual Pro Wrestling 2 è un titolo che piacerà agli appassionati di puroresu, che ritroveranno tutte le movenze e le taunt dei loro beniamini nelle corrispettive trasposizioni poligonali, ma che lascerà l'amaro in bocca a chi cercava di allestire dream match incrociati Usa-Japan e le atmosfere del primo capitolo, cartoonesche ma soprattutto giapponesi.
Qui tutto appare "duro", "spigoloso", "realistico": qualcosa che può andare a braccetto con la WWE ma che a mio avviso poco ha a che fare con l'universo che questo titolo vuole rappresentare.

Nino Baldan



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