venerdì 9 gennaio 2015

Resident Evil 2 (memorie a 64 bit)


Bentornati alla decima puntata della nostra rubrica dedicata alle memorie a 64 bit!
Oggi è la volta di un titolo che forse in tanti ricorderanno soltanto per Playstation: sto parlando del secondo capitolo della saga horror Capcom che nella seconda metà degli anni 90 è stata capace di gelare il sangue a tutti i videogiocatori del mondo.
Signore e signori, ecco a voi "Resident Evil 2" per Nintendo 64!

La prima prima volta che presi in mano questo gioco fu nell'aprile 1998, quando, in occasione della Prima Comunione di mio fratello, mi arrivò a casa la Playstation con "Resident Evil - Director's Cut", che conteneva una demo del secondo capitolo.
Orgoglioso possessore del Nintendo 64, non avevo mai considerato seriamente la macchina Sony, capace a mio avviso di sfornare soltanto giochini per fighetti infarciti di musiche techno e di filmati in FMV; ma con la saga di Resident Evil mi dovetti ricredere: il formato CD garantiva la possibilità di stivare centinaia, migliaia di sfondi pre-renderizzati, cosa davvero non possibile in una console come la mia, nella quale le cartucce erano dotate mediamente di 8, 16 Megabyte di memoria.

Claire Redfield all'inizio del gioco

Giocai a "Resident Evil - Director's Cut" fino a consumarlo, e divorai la demo del secondo episodio. Quando, qualche mese dopo, "Resident Evil 2" fu disponibile per Playstation, lo acquistai immediatamente, terminandolo in un paio di giorni con entrambi i personaggi disponibili.

Iniziò a girare la voce che fosse in programma l'uscita del titolo anche per Nintendo 64, e che avrebbe contenuto non solo gli scenari della versione Playstation, ma addirittura le voci e i filmati FMV originali, grazie ad un algoritmo di compressione particolarmente elaborato messo a punto dagli Angel Studios (ora Rockstar San Diego), che all'interno di una speciale cartuccia da 64 Megabyte sarebbero riusciti ad inserire i dati presenti in entrambi i CD della versione Sony.
Ero più che mai convinto a riacquistarlo, seguii con attenzione il suo sviluppo sulle riviste specializzate, e quando vidi la cartuccia in versione USA fare bella mostra di sé sugli scaffali del mio negozio di fiducia, non me lo feci dire due volte e la portai a casa.

Leon all'ingresso della stazione di polizia

Quali furono i motivi di questo mio folle gesto? Perché riacquistare un titolo che conoscevo ormai a memoria? Ecco ciò che mi passava per la testa all'epoca, all'età di 15/16 anni:
1) volevo toccare con mano l'epica impresa dei programmatori: se fosse esistito un miracolo per la mia console preferita, io avrei dovuto per forza possederlo.
2) Avrei mostrato ai miei amici che anche il Nintendo 64 era di sfornare titoli adulti, e soprattutto di riprodurre filmati FMV.
3) Dovevo aiutare la causa Nintendo, che grazie anche al mio acquisto avrebbe in futuro deciso di ripetere l'esperimento.

Giocando su un piccolo televisiore a 18 pollici, non notai sostanzialmente alcuna differenza con la versione già in mio possesso, a parte forse una maggiore sgranatura nei filmati, ma non ci feci caso. Dopo un paio di partite lo riposi nella sua scatola, pronto ad estrarlo solo in occasione di qualche visita di qualche mio amico fan Playstation.
Non lo finii neppure, anzi, forse non arrivai nemmeno a metà.
D'altonde non lo presi per giocarlo, ma per averlo, in quanto affetto da una grave forma di nintendofilia acuta, dalla quale solo in seguito posso dire di essere guarito...

Ma com'è davvero "Resident Evil 2" per Nintendo 64?
Riesaminando il gioco "con il senno di poi", sarà stata una conversione all'altezza?
Oppure si sarà trattato di una mezza delusione, edulcorata dalla mia miope visione pro-Nintendo dell'epoca? Saranno davvero riusciti gli Angel Studios a comprimere due CD-ROM in soli 64 Megabyte di memoria?

Battaglia con gli zombie!

Innanzitutto mi reco nel mio magazzino, più precisamente nei pressi dello scaffale dove tengo tutti i miei ricordi e cimeli videoludici, sfilo lo scatolone, prendo in mano la cartuccia, e ho immediatamente l'impressione di sentirla leggermente più pesante delle altre.
Sarà una mia suggestione? Procedo a pesarla: 115 grammi, contro i 92 di Super Mario 64, sicuramente dovuti ad un maggior quantitativo di circuiteria.

Inserisco il gioco nella console, spingo il bottone, ed ecco apparire il filmato introduttivo…suoni metallici e distorti accompagnano un FMV compresso e sfuocato: sono cose che probabilmente possono passare più o meno inosservate su un piccolo apparecchio a tubo catodico, ma che su un televisore LED a 40 pollici si notano.

Inizio allora una partita: la selezione tra Leon e Claire viene effettuata direttamente nella schermata del titolo, nella quale è possibile per la prima volta anche selezionare il "livello di violenza" (basso, medio, alto) e il "colore del sangue" (blu, verde, rosso).
Premo "start" ed ecco il filmato di presentazione del mio personaggio, caratterizzato dalla stessa, orrida qualità audio/video del precedente. Per darvi l'idea dell'effetto finale, è come se provaste ad ingrandire a tutto schermo un video di Youtube a 240p. D'altronde 64 Megabyte sono 64 Megabyte. Ma lo sforzo compiuto dai programmatori californiani è in ogni caso encomiabile: gli utenti Nintendo 64 hanno potuto godere di "Resident Evil 2" nella sua integrità, a differenza di numerosissime altre conversioni dell'epoca che hanno semplicemente "tagliato" ogni video.

Il terribile licker nel filmato in FMV

Diamo un'occhiata agli sfondi: nonostante l'impiego dell'Expansion Pak, anch'essi soffrono del medesimo effetto di compressione; il gioco è composto da personaggi poligonali (forse di miglior fattura rispetto alla Playstation), che si aggirano su schermate statiche sfocate, caratterizzate da "macchie" monocrome, e disseminate da immancabili "quadratoni", del tutto simili a quelli riscontrati nelle immagini jpeg di cattiva qualità.

Il discorso non cambia per quanto riguarda l'aspetto audio: sebbene le musiche di sottofondo siano di buona qualità, le voci, soprattutto nei FMV, sembrano provenire dal fondo di un bidone di latta. Sigillato.

C'è da dire che, avendo visionato per scrupolo anche la versione Playstation, neppure lì gli sfondi godevano di chissà quale risoluzione: stiamo sempre parlando di un gioco di 16 anni fa (quando il termine HD indicava solo un certo tipo di latte); ma in questa conversione tutto appare meno nitido, più sfocato, più compresso.

Il confronto tra le versioni PS1 e Nintendo 64

Dal punto di vista della giocabilità, "Resident Evil 2" è un capolavoro, e anche nella versione Nintendo 64 mantiene inalterata la sua struttura survival horror che ha reso famosa la serie: il numero di munizioni a disposizione del protagonista è sempre inferiore rispetto all'effettivo bisogno (soprattutto al livello di difficoltà più elevato), e lo stesso vale per piante curative e spray medici. Ciò comporta una costante atmosfera di ansia che accompagna il giocatore, che si aggira per i corridoi temendo sempre il peggio, e che può tirare un sospiro di sollievo soltanto di fronte ad una rara macchina da scrivere, dove potrà salvare i propri progressi. La componente relativa alla ricerca non è macchinosa né eccessiva, e comprende piccoli enigmi che di tanto lasciano a Leon e Claire un momento di respiro.

Spostare le statue nel modo giusto

Anche gli utenti della Grande "N" poterono quindi godersi "Resident Evil 2", che in questa conversione conserva tutte le caratteristiche della sua controparte Playstation, con l'aggiunta esclusiva di nuovi documenti da leggere e alcuni costumi aggiuntivi per i personaggi. E' anche possibile per la prima volta settare i controlli in modalità "prima persona", per potersi muovere liberamente utilizzando lo stick analogico, invece di rotare a destra-sinistra con le frecce laterali ed avanzare premendo "su".

Ma volete un consiglio? Se volete godere al meglio "Resident Evil 2", giocatelo su una console con un supporto di maggiore capacità.
In un'avventura basata sulla grafica dei fondali, l'aspetto visivo è imprescindibile.
Una frase che il me stesso di quindici anni fa non mi perdonerebbe mai…ma è l'oggettiva verità!

Nino Baldan



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