sabato 24 gennaio 2015

"Melancholia", ovvero il film di Zelda Majora's Mask (no spoiler)


L'altro giorno, mentre sfogliavo la lista di film presenti nel database di TIMvision, mi è capitato casualmente di leggere la trama di "Melancholia", una co-produzione europea datata 2010 con la regia del danese Lars von Trier:

Mentre il misterioso pianeta Melancholia minaccia di entrare in collisione con la Terra…


Nella mia testa si è materializzato un paragone con un videogioco per Nintendo 64 uscito esattamente 10 anni prima: The Legend of Zelda: Majora's Mask, uno dei titoli più dark e traumatizzanti a cui abbia mai giocato.
Non mi è dato sapere se il regista, in questo caso anche autore della pellicola, si sia mai imbattuto nella cartuccia, o se al contrario si tratti semplicemente di una coincidenza, ma è inevitabile constatare la similitudine tra le due trame: nel titolo Nintendo, un maleficio ha modificato l'orbita lunare, ed in soli tre giorni il satellite è destinato a schiantarsi contro il pianeta dei protagonisti; nell'opera di von Trier… accade la stessa cosa, con la differenza che ad entrare in collisione con la Terra sarà il tetro ed inquietante corpo celeste denominato Melancholia.


Una cosa è certa: non si tratta di un film apocalittico secondo i canoni hollywoodiani, con scene di panico collettivo ambientate in una qualche metropoli statunitense; anche gli effetti speciali sono ridotti al minimo sindacale. Si tratta di un'opera psicologica, la cui trama ruota intorno ad una ricca famiglia europea, residente in un castello, e al rapporto conflittuale tra due sorelle: Justine (Kirsten Dunst), affetta da una profonda e apparentemente inspiegabile depressione, e la severa Claire (Charlotte Gainsbourg), mentre sullo sfondo Melancholia non smette di farsi sempre più vicino e minaccioso.

Il film è diviso in due parti: "Justine" che ruota sostanzialmente intorno al male di vivere e che delinea la psicologia dei personaggi, e "Claire", incentrato sull'improvvisa e prepotente presenza del pianeta nell'aspettativa di vita dei protagonisti.


Non mi soffermerò nei particolari, per non rovinare la sorpresa a chi volesse intraprendere la visione di questa pellicola, mi limiterò soltanto a descrivere il senso di inquietudine e di angoscia che sopraggiunge nello spettatore scena dopo scena, inquadratura dopo inquadratura, mentre il sinistro corpo celeste si avvicina lentamente, illuminando la Terra di una fredda luce biancastra. La "danza della morte" di Melancholia è accompagnata dalle note del Preludio di Tristano e Isotta di Wagner, mentre osserviamo le diverse reazioni comportamentali dei protagonisti di fronte all'imminente ed inevitabile tragedia.

Un film che piacerà a chi ama riflettere, le cui atmosfere rimarranno indelebilmente scritte nella memoria di chi l'ha visto e lo ha saputo apprezzare.

Il trailer italiano di "Melancholia"

L'interpretazione del personaggio di Justine varrà per Kirsten Dunst il premio come migliore attrice al Festival di Cannes 2011.

Nino Baldan

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