lunedì 1 dicembre 2014

I neko café: i bar dei gatti (aneddoti dal Giappone)


Una cosa di cui ho sempre sentito parlare del Giappone è l'esistenza dei cosiddetti neko café, che tradotto letteralmente significano "caffè gatto".

Si tratta di locali pubblici, solitamente allestiti all'interno di condomini, nei quali, al prezzo di una consumazione, il cliente ha la possibilità di soffermarsi per un'ora a giocare con dei gatti.


Il motivo della nascita dei neko café è probabilmente da attribuire alla vita frenetica dei giapponesi, e alle minuscole dimensioni dei loro appartamenti, che impediscono alla maggior parte degli abitanti di prendersi cura di un micio. Così, all'interno di queste strutture, gli amanti dei felini hanno la possibilità di stare in contatto con loro, giocare e coccolarli.
Ovviamente nei momenti liberi all'interno della loro settimana lavorativa.

Notammo la scritta "neko café" su una targhetta fissata sull'ingresso di un condominio.
Il tutto era allestito al terzo piano, così salimmo lungo le scale con la medesima sensazione di recarci presso uno studio dentistico.


Una volta giunti davanti alla soglia, una ragazza sorridente ci accolse e ci mise al collo una sorta di "pass". Subito dopo ci chiese cosa avremmo bevuto, optammo per un Oolong tea freddo, non zuccherato. Ci pregò di toglierci le scarpe, ci fornì la bibita e ci accompagnò oltre l'ingresso, in una stanza preparata con casette, scaffali, tappetini, ed ogni tipo di giocattolo per allietare una ventina di felini che si aggiravano dentro la struttura.

Sui muri erano presenti schede dettagliate di ogni abitante della colonia, con nome, sesso, età e una breve descrizione. Erano presenti gatti di ogni razza, dagli scottish fold con le orecchie piegate ai munchkin con le zampe cortissime, passando per gli sphynx senza pelo fino ad arrivare ai persiani dalla folta pelliccia.


Alcuni dichiararono subito il loro carattere curioso, altri se ne stettero in disparte, assolutamente incuranti della nostra presenza, anche se in generale si rivelarono piuttosto diffidenti nei nostri confronti, consci probabilmente di non averci mai visti.
Tutt'altro atteggiamento ebbero nei confronti di una visitatrice che sopraggiunse durante la nostra visita, immediatamente circondata dai gatti; quando iniziò a chiamarli per nome capimmo che si trattava di una cliente abituale del neko café, e comprendemmo subito il particolare rapporto di fiducia e di confidenza che aveva con le bestiole.

La proprietaria ci fornì una ciotolina di cibo per cercare di ingraziarceli, e alcuni di loro, timidamente, timidamente a notarci. Il gatto più simpatico era un esemplare con le orecchie ritte, molto vivace, che impazziva se stuzzicato con nastro appeso ad una bacchetta.


Il tempo trascorse tra la ricerca di un contatto con i mici, il tentativo di accarezzarli, e l'osservazione delle razze più particolari, frutto di continui incroci e interazioni da parte di esperti allevatori.





Ce ne andammo un po' delusi, in quanto avremmo voluto giocare di più, ma consapevoli del fatto che, come per noi questa esperienza sia stata decisamente insolita e fuori dal consueto, anche per i gatti vedere due gaijin (stranieri) come noi, aggirarsi in modo insicuro e disorientato nella loro casa, possa essere stato motivo di timore e insicurezza.

Merenda felina: il video che ho girato nel neko café

Nino Baldan


Gli altri aneddoti dal Giappone
La svastica (10/11/2014)

I grandi magazzini Don Quijote (14/11/2014)

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