venerdì 21 novembre 2014

WCW/nWo Revenge (memorie a 64 bit)


Rieccoci ad analizzare "con il senno di poi" un'altra cartuccia per Nintendo 64, e sarà di nuovo un videogioco di wrestling: WCW/nWo Revenge, uscito nell'ottobre del 1998 come seguito di WCW/nWo World Tour (del quale avevo già recensito la versione giapponese, Virtual Pro Wrestling 64).

Che dire? Appena lo vidi sugli scaffali del mio negozio di videogiochi di fiducia, lo volli subito provare, sapendo che AKI che per me significava garanzia di qualità e soprattutto tante, tantissime ore di divertimento.

La prima cosa che notai fu l'incredibile ricchezza di dettagli incentrati sul wrestling americano, a differenza del predecessore che era fin troppo "generico": qui c'erano le entrate sul ring, movenze differenti da wrestler a wrestler, la presenza dei manager ad accompagnare i lottatori, e tantissimi volti noti che avevo già conosciuto dai tempi della WWF in televisione: Bret Hart, Jim "The Anvil" Neidhart, British Bulldog oltre praticamente all'intero roster WCW di Virtual Pro Wrestling 64 con i vari Hogan, Sting, Hall e Nash. La grafica, le arene, il pubblico: tutto era più fedele alla realtà. 

Ancora Hogan vs Sting, stavolta con mille dettagli in più

Bisogna dire che all'epoca la mia passione per il wrestling non si era ancora del tutto "risvegliata", e il mio ultimo match l'avevo visto nel 1994. All'epoca la connessione internet si effettuava con il preistorico modem 56k, Youtube non esisteva, ed al massimo ero riuscito a scaricare brevi clip di una decina di secondi. Di conseguenza non ero proprio "aggiornatissimo" su quanto accadeva in WCW; continuavo a pensare che l'nWo non fosse altro che un gruppo di buoni capitanati dall'inossidabile Hulk Hogan. 

La lunghissima intro. Grafica dal gioco originale

La presenza qui di due nWo differenti nel roster, uno bianco ed uno nero, mi mise seriamente in difficoltà: chi erano i face e chi gli heel? E che ruolo avevano nei confronti della WCW? Ero portato sempre ad associare Hogan alla figura dell'amico dei bambini, anche se numerose mosse "scorrette" che gli erano state affibbiate nel gioco non fecero altro che aumentare i miei dubbi... ma quello Sting in rosso doveva sicuramente essere un personaggio malvagio. 

Ero addirittura portato a pensare (anche se francamente un po' a ragione, visti i ratings del periodo) che la WCW si fosse sostituita alla WWF come la principale federazione americana, infatti "erano passati tutti di là", ed ignoravo ancora completamente il fenomeno dell'Attitude che stava nascendo altra parte della barricata, convinto che a Stanford fossero rimasti solo personaggi anonimi, simili ai jobber che facevano da sparring partner alle superstar negli anni '80 e '90, ma di questo parlerò approfonditamente un'altra volta. 

Goldberg fa il suo ingresso tra i fumogeni

In ogni caso, dal punto di vista di un quindicenne, avevo in mano il gioco più aggiornato della più grande federazione americana, di conseguenza non potevo essere più felice.
E lo comprai.
Devo proprio a questa cartuccia la nascita di una morbosa curiosità sul wrestling di fine anni '90, che mi portò per la prima volta a compiere ricerche approfondite sul web.

Arrivai a casa ed aprii la scatola: era presente un poster con Hogan, Goldberg, Nash e Raven che si guardavano in cagnesco, lo attaccai subito nella mia cameretta.
Inserii la cartuccia in uno dei miei due Nintendo 64 (quello NTSC) e mi tuffai in un mondo fantastico, nel quale match dopo match, mossa dopo mossa, iniziavano a riaffiorare i ricordi della mia infanzia. 

Il poster è ancora lì, nella mia vecchia cameretta!

Ma com'è WCW/nWo Revenge, visto 16 anni dopo la sua uscita?
Andiamo ad analizzarlo, rispolverando la cartuccia originale (versione USA) all'interno della console originale. No emulatori thanks, l'esperienza di gioco dev'essere il più possibile fedele a quella dell'epoca!

Innanzitutto diamo un'occhiata al roster: sono presenti ben 44 lottatori all'epoca in forza nella federazione di Atlanta (più 6 segreti da sbloccare), 12 wrestler giapponesi ma con look  e nomi completamente alterati (tipo Maya Inca Boy e Shogun), e ben 7 manager non giocabili.
Salta subito all'occhio l'assenza di Ric Flair, che nei primi mesi del 1998 aveva lasciato la compagnia, ma che era già stato reintegrato prima dell'uscita del gioco.

Si possono affrontare diverse "carriere", ognuna all'inseguimento di un titolo WCW, al termine delle quali si affronterà il "campione in carica", sbloccandolo. E' presente anche una modalità "rumble" con quattro lottatori presenti contemporaneamente sul ring, oltre ai vari tag team e handicap match.

Tutti i lottatori, come in Virtual Pro Wrestling 64, sono dotati di quattro attire personalizzabili singolarmente, nei quali è possibile cambiare a piacimento colore e fattezza del costume. 

Il costume di Rey ad Haooloween Havoc '97

Dal punto di vista grafico si tratta di un vero passo avanti nei confronti del predecessore: le texture sono più dettagliate e raffinate, i volti riconoscibili e non solamente abbozzati; il pubblico è rappresentato con una risoluzione maggiore e tutto sembra più orientato verso una rappresentazione realistica anziché cartoonesca, anche se permane il problema di collisione dei poligoni già riscontrato in Virtual Pro Wrestling, dando vita ad un festival di braccia che entrano dentro busti e che attraversano gambe.
Tuttavia anche dopo 16 anni il tutto risulta estremamente godibile.

Ogni lottatore ha un moveset molto più fedele, e come ho già detto esistono taunt e movenze personalizzate, tipiche di uno o dell'altro wrestler. 

Sharposhooter! Sharpshooter!

Sono state inoltre implementate nuove mosse, che rendono l'incontro più vario ed avvincente: da posizione accovacciata è possibile non solo colpire ma anche entrare in clinch, si può girare l'avversario mentre lo si tiene premendo "L", si può entrare nel ring in corsa, si possono portare sul quadrato le armi prelevate da dietro le transenne.

Sono stati aggiunti i replay dopo ogni manovra pericolosa e alla fine dell'incontro, quando al suono di una versione MIDI della sigla di Monday Nitro viene mostrata la finisher da diverse angolazioni. Ogni lottatore non viene più soltanto presentato sul ring, ma viene mostrato mentre esce dalla rampa e si incammina sul quadrato, ognuno con le sue taunt originali, anche se per motivi di spazio non sono presenti le musiche d'ingresso: al loro posto due MIDI generici, uno per il player 1 e uno per il player 2. 

Gameplay in modalità easy

L'accompagnamento musicale nei match propone temi melodici e rockeggianti che mantengono alta l'adrenalina durante le contese. L'arbitro è raffigurato con una caricatura di Nick Patrick, ed appare solo nei momenti di schienamento, count out o sottomissione.

WCW/nWo Revenge è un titolo sicuramente da rigiocare, che diventa obbligatorio abbinato ad una video-retrospettiva di uno dei periodi in assoluto più avvincenti del wrestling americano.

Nino Baldan



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1 commento:

  1. Ho un ricordo di uno di questi giochi. Il mio vicino di casa ce l'aveva e ci facevamo delle gran partite.
    Ricordo solo ci fosse Tiger Mask sotto mentite spoglie, oppure che lo avessi creato io insieme a lui.

    RispondiElimina

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