venerdì 7 novembre 2014

Virtual Pro Wrestling 64 (memorie a 64 bit)


Ho traslocato da poco. Ho portato con me nella nuova casa decine e decine di scatoloni che non apro ormai da almeno un decennio, e mentre sistemavo il magazzino ho intravisto un oggetto familiare fare capolino da uno scaffale. Una cartuccia grigia del Nintendo 64.
Incurante del disordine che di lì a poco avrei creato (e delle sgridate della mia signora!) ho iniziato a sfilare e ad aprire le scatole, e mi sono tornati in mano i miei DUE Nintendo 64 (uno PAL e uno NTSC) e una miriade di giochi: ho ricomposto la cavetteria, ho portato tutto di sopra e, preso dalla nostalgia, ho acceso una console.

La prima cartuccia che ho avuto voglia di riprendere in mano è stata Virtual Pro Wrestling 64, e non a caso. Si tratta della versione giapponese di WCW/nWo World Tour, uscita nel dicembre del 1997 sotto l'etichetta ASMIK (e sviluppata da AKI), ed è stata proprio questa a farmi riavvicinare al wrestling dopo tre anni di oblio televisivo. Avevo ormai dimenticato il carrozzone WWF: dal momento che non andava più in TV per me non esisteva più. Immaginavo ingenuamente che il fenomeno si fosse un po' spento anche nel resto del mondo, come d'altronde tante altre mode che sono dapprima scoppiate, per poi diventare nient'altro che uno sbiadito ricordo di periodi passati della nostra vita.

Hollywood Hogan e Sting si affrontano

Passavo davanti alla vetrina di un negozio di videogiochi (quando si usavano ancora i 14 pollici in esposizione per mostrare gli ultimi arrivi) e vidi Hulk Hogan vestito di nero affrontare in un ring digitale un lottatore con il volto dipinto, Sting.
Non riuscii a resistere, entrai e chiesi informazioni sul gioco: si trattava appunto di Virtual Pro Wrestling 64. Volli provarlo. Mi trovai di fronte ad un roster infinito, composto dalle due pagine con licenza di WCW e nWo, più un sacco di altre federazioni giapponesi con lottatori strani, esotici, mai sentiti nominare.

il video introduttivo che vidi in vetrina

nWo? Che cos'è? Sarà sicuramente un gruppo di buoni capitanati dall'inossidabile Hulk Hogan - pensai. Riconobbi Macho Man, Ric Flair, Lex Luger, Scott Hall e Kevin Nash.
Prima di tutto editai il costume di Hogan per riportarlo giallorosso, poi mi accorsi che esisteva la possibilità di cambiare colori, nomi e abbigliamento ad ogni elemento del roster, e che ogni lottatore aveva ben quattro diversi costumi, da modificare singolarmente.
"Mio!" dissi, e me lo portai a casa.

Tutti gli aspetti dei lottatori possono essere modificati

Giocai per mesi, in compagnia di mio fratello. Cercammo i nomi originali dei lottatori giapponesi in giro per internet, che non solo erano storpiati per la mancanza di diritti d'autore, ma erano pure in hiragana. Ci divertimmo a scoprire diversi wrestler del Sol Levante, sbloccammo tutto, compresi Antonio Inoki, Giant Baba e l'Uomo Tigre.
Le nostre sfide erano estenuanti, piene di mosse e contromosse.

Ma mettendo da parte l'aspetto affettivo, com'è in realtà Virtual Pro Wrestling 64, visto con il senno di poi a ben 17 anni di distanza dalla sua uscita, e giocato direttamente su console e cartuccia originali senza l'utilizzo di emulatori?

Azione di coppia nella NJPW…oops NSW

Innanzitutto diamo un'occhiata al suo roster, che ancor oggi appare impressionante nella sua completezza, le federazioni sono ben OTTO: WCW, nWo, Neo Strong Wrestling (NJPW), Empire Wrestling Federation (AJPW), Wrestle Of Universe (shoot), Dead or Alive Wrestling (FMW), Independent Local Wrestling (Michinoku), Legends.
Ognuna di queste leghe comprende dagli otto ai quindici lottatori. E un ring personalizzato (con propria musica di sottofondo, tranne l'nWo che la condivide con la WCW, e tutte in chiave J-Rock).

La realizzazione grafica, che punta un po' più al cartoon piuttosto che alla ricerca esasperata del realismo, è piuttosto buona, nonostante alcuni problemi con la collisione dei poligoni soprattutto in occasione di prese particolari (con braccia e gambe che entrano nei busti), mentre i movimenti dei lottatori sono molto fluidi. Considerando che non è stato utilizzato motion capture ma solo animazione computerizzata, bisogna dire che è stato fatto un lavoro certosino quasi maniacale.

Alcuni lottatori sono perfettamente riconoscibili (soprattutto quelli giapponesi), mentre altri…
Ci sono ad esempio un DDP e un Sixx decisamente oversize.


I wrestler non hanno l'entrata sul ring, e neppure una musica d'ingresso, vengono semplicemente mostrati ai loro angoli prima dell'inizio dell'incontro.

Ma la cosa che ancor oggi stupisce di questa cartuccia è l'architettura di gioco, replicata poi con successo nei capitoli successivi firmati AKI, tanto da chiederci come mai poi questa formula non sia resistita fino ai giorni nostri.
In pratica, con "B" si colpisce, e in 4 modi diversi a seconda della durata della pressione e dall'utilizzo o meno del pad direzionale.
Con "A" si può entrare nel clinch debole o nel clinch forte, dipende sempre da quanto a lungo si tiene premuto il tasto, e da ognuno di essi si può eseguire una MIRIADE di mosse, e tutte diverse da lottatore a lottatore. Ad esempio: clinch debole, poi A+SU sarà una proiezione; clinch forte, poi B+SINISTRA un'altra ancora e così via.

Le mosse scaturite dal clinch debole possono essere utilizzate subito per indebolire l'avversario, quelle dal clinch forte verranno quasi sicuramente rovesciate se eseguite all'inizio, quindi c'è una certa strategia da seguire. Un lottatore che subirà molte mosse dirette alla testa, terrà una mano lì per tutto l'incontro e ne sarà più vulnerabile, e questo anche per le braccia, le gambe e la schiena.

Hogan vs Sting: gameplay filmato da me

Non c'è una barra di energia, il tutto funziona ad occhio. Letteralmente.
L'unico indicatore che vediamo, oltre all'indicatore del tempo, è lo spirit meter, che mostra invece lo stato psicologico del lottatore. Eseguendo mosse sale, subendone scende. Ma non solo: mentre il D-PAD è dedicato ai movimenti, la levetta analogica serve per esultare nei momenti morti dell'incontro, e aumentare ancora il proprio spirit. Una volta che l'indicatore segnerà "special", avvinghiando l'avversario con il clinch forte, basterà sfiorare la levetta per far eseguire al lottatore la sua finisher. Ognuno ne ha due: quella frontale e quella posteriore.

C'è da dire: in Giappone il wrestling non ha mai dato alle finisher tutta l'importanza che nei decenni si è creata negli stati uniti, quindi:
1) i lottatori americani spesso e volentieri hanno le loro vere mosse finali come mosse normali, ed una generica come finisher;
2) non sempre eseguire la finisher significa vincere l'incontro.

Dedicherò ancora qualche parola ai tornei: ogni federazione ha i suoi, con girone all'italiana o ad eliminazione diretta, in singolo o di coppia, terminati i quali si ha la possibilità di affrontare (e successivamente sbloccare) una delle dodici leggende, tra le quali ci sono Terry Funk e Dory Funk Jr, Andre The Giant, Dynamite Kid, Bruiser Brody e i già citati Inoki, Baba e Tiger Mask.

Tiger Mask vs Antonio Inoki: scontro tra leggende

Ulteriori tocchi di classe sono: la possibilità di smascherare l'avversario, di provocare ferite sanguinolente al volto, di utilizzare armi prese da dietro le transenne (ma non di portarle sul ring), di sbloccare un ring "classico" con la visione in bianco e nero!
In più alcuni lottatori possono sputare fuoco o vernice, bruciando o colorando rispettivamente la faccia dell'avversario!

In poche parole: un gioco sviluppato da nerd, e rivolto ai nerd del wrestling, dove nulla è lasciato incompleto, e l'aspetto principale dell'incontro, già di per sé realizzato con una cura quasi maniacale, è correlato da una serie infinita di dettagli.

AKI sviluppò in seguito altri videogiochi di wrestling, quali "WCW/nWo Revenge", "WWF Wrestlemania 2000", "Virtual Pro Wrestling 2" e "WWF No Mercy", tutti con la stessa dinamica di gioco, ma questo Virtual Pro Wrestling 64 rimarrà per sempre il preferito!

Nino Baldan


Tutti i post sulle memorie a 64 bit

Tutti i post sui videogiochi di wrestling

Tutti i post sui videogiochi

Nessun commento:

Posta un commento

Share This

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...