lunedì 17 novembre 2014

I grandi magazzini Don Quijote (aneddoti dal Giappone)


Miracle shopping - La canzone dei Don Quijote

I grandi magazzini "Don Quijote" (o "Don Quixote", o "Donki Hote", non ha importanza tanto la scritta è in katakana) sono una catena di negozi diffusi un po' dappertutto nel Giappone. Durante il mio viaggio a Tokyo del 2012 ne ho visitati almeno cinque.


La caratteristica comune dei Don Quijote è di essere sviluppati in un numero imprecisato di piani, e di avere al loro interno tutta la merce possibile immaginabile: dal cibo ai prodotti per la bellezza, dai videogiochi agli accessori di lusso, dalle sigarette ai sex-toys, senza dimenticare i costumi da carnevale. E tutto stipato in maniera caotica, tra adesivi, cartelli di promozioni varie, frecce, mascotte, altri articoli che pendono dal soffitto.


Il mio primo pensiero, una volta entrato, era di trovarmi in uno di quei department store cinesi presenti nel nostro paese, zeppi di imitazioni e di copie a basso prezzo. No no, da Don Quijote si vendono solo pezzi ORIGINALI, come testimonia questa vetrinetta dedicata a Gucci, con prezzi che al cambio dell'epoca andavano dagli 899 ai 1.229 euro per una borsa, ben più care di quanto costano in Italia. E tutto stipato così.


Non se la passavano meglio gli articoli di Louis Vuitton, ammassati tra adesivi e cartelloni, neanche fossero astucci Invicta in una cartoleria.


Spendereste 599 euro per una tracolla di Prada presentata così?


Ma in compenso a poca distanza potete trovare una maschera di Michael Jackson (qui soprannominato "Nice Guy"), sia in versione bianca che in versione nera.


O delle bellissime parrucche per ridere con gli amici.


E una bellissima pista stile Tricky Traps (chi se lo ricorda?) ispirata a Mario Kart per Wii.


E quando sarete stufi di giocare, ecco a fianco lo scaffale dedicato ai sex-toys, con vibromassaggiatori di tutte le forme e dimensioni. Sempre nello stesso negozio.


La cosa più inquietante di questi grandi magazzini è lo stretto passaggio tra i vari espositori, e la conseguente difficoltà nel trovare le scale, l'ascensore, la porta d'uscita, perse tra articoli, scaffali e mercanzia varia. Nel 2004 nell'area di Kanto quattro negozi della catena subirono incendi dolosi, e tre dipendenti morirono intrappolati tra le corsie.

Nel 2005 sul tetto dello shop di Roppongi, Tokyo, fu addirittura montata una struttura destinata a funzionare come delle montagne russe per i clienti della catena. Fortunatamente ad ora non è ancora entrata in funzione, sia per le proteste degli abitanti della zona, sia per probabili requisiti di sicurezza non raggiunti. La struttura è comunque ancora lì.

immagine da wikipedia.com

Se andate a Tokyo, destinate almeno un paio d'ore al giorno a perdervi e vaneggiare nei meandri di un Don Quijote: scoprirete il lato più consumistico e cialtrone di un popolo sempre ordinato, educato e pulito.

Un mio video nel reparto musica/videogiochi 

Nino Baldan


Gli altri aneddoti dal Giappone

La svastica (10 novembre 2014)

1 commento:

  1. Devo dire che in posti tipo Shinjuku il megastore è piuttosto caotico e simile ai negozi di cianfrusaglie cinesi del nostro paese. Ma quello di Asakasuna è molto ordinato e pulito,e ci si riesce a muoversi senza che venga mal di testa portato dalla mole di oggetti in vendita

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