venerdì 14 novembre 2014

Goldeneye 007 (memorie a 64 bit)


Dopo aver rigiocato e riscoperto Virtual Pro Wrestling 64, sono ritornato nel magazzino a frugare tra gli scatoloni dei ricordi. Volevo passare qualche ora con un altro gioco che ha caratterizzato gli anni della mia adolescenza; così ho sfilato dallo scaffale il contenitore e mi sono davvero reso conto di QUANTE CARTUCCE possiedo del Nintendo 64: sono almeno tre scatole da scarpe piene!

E passandole tutte in rassegna, me n'è capitata in mano una in particolare: Goldeneye 007, capolavoro della inglese Rare, uscito nell'estate del 1997.

Non sono mai stato particolarmente fa degli sparatutto in prima persona: finivo sempre per perdermi nei meandri del livello, e un senso di claustrofobia e frustrazione mi assaliva, facendomi così smettere di giocare. Ma con Goldeneye 007 era diverso.

I mitici bagni della facility!

Avevo già adocchiato sulle riviste di settore la sua grafica dettagliata e realistica (per l'epoca!), e quando arrivò al mio negozio di videogiochi di fiducia, mi accorsi subito di come le descrizioni corrispondessero alla realtà: livelli estesi, realizzati con una struttura decisamente complessa, torrette, gallerie, porte da aprire, allarmi da disattivare!
La fluidità dell'azione era qualcosa di unico, ma ci fu una cosa che mi colpì in particolare: la spiccata intelligenza artificiale dei nemici, che non si limitavano a rincorrere il protagonista o mantenere la posizione, ma andavano a suonare gli allarmi, accorrevano se sentivano rumore!

E inoltre, essendo un fanboy Nintendo, non avrei potuto perdermi il sicuro blockbuster della stagione, così lo portai a casa.

Goldeneye 007 godeva della licenza dell'omonimo film del 1995 (con Pierce Brosnan nei panni di James Bond), e, non avendolo mai visto, una delle prime cose che feci fu procurarmene la videocassetta, per poter immergermi maggiormente nella trama.
Videocassetta che guarda caso stavano vendendo in edicola per una manciata di mila-lire.

Non ricordo neppure quante volte ho rigiocato tutte le missioni, quasi sempre al livello "easy", al massimo "medium", in quanto se cominciavo a morire troppe volte mi innervosivo.
E quante sfide ho fatto con gli amici nella modalità a quattro giocatori!
Giocavo così tante ore al giorno che mi ero immedesimato nel personaggio: ogni volta che interrompevo una partita per andare in bagno, mi veniva l'istinto di piazzare una proximity mine dietro la porta, in modo da sorprendere il prossimo che avrebbe dovuto utilizzare il gabinetto!

All'interno della fregata a Montecarlo

Ma com'è Goldeneye 007 dopo 17 anni di distanza, visto con gli occhi di un trentunenne abituato ormai alla tecnologia del nuovo millennio?

Prendo la cartuccia grigia (versione US), la inserisco nel mio Nintendo 64 NTSC, ed ecco partire la celebre introduzione, con l'agente segreto che entra in scena da destra, giunge al centro dello schermo e spara. Premo velocemente "start" perché non vedo l'ora di entrare nel vivo dell'azione, di riscontrare se i miei sbiaditi ricordi corrispondano alla realtà dei fatti.

E il primo impatto con il vecchio Goldeneye 007 non è dei migliori: il primo livello si ripresenta ai miei occhi in modo clamorosamente sgranato, al punto da non farmi nemmeno distinguere le forme in lontananza. Sento degli spari, mi arrivano addosso i proiettili, non vedo niente. Inizialmente penso a qualche problema di regolazione video del mio televisore, ma poi faccio una ricerca in internet e capisco: il gioco versione USA girava con un'ormai obsoleta risoluzione di 320x237. Abituato ormai a guardare filmati e a giocare anche in 1920x1080, Goldeneye 007 appare ai miei occhi quasi in modalità mosaico.
Ricordo di averlo rigiocato su emulatore qualche anno fa, ma lì esisteva la possibilità di innalzare la risoluzione a livelli contemporanei. La tecnologia a tubo catodico degli anni 90 "ammorbidiva" non poco l'immagine, ma in ogni caso riprendere in mano il titolo originale nel 2014 non è facile.

Il primo, indimenticabile livello sulla diga, in 320x237

Dopo un paio di missioni ed essermi ri-immerso nell'universo grafico del 1997, mi rendo conto di come questo gioco abbia rappresentato un elemento di novità e un'evoluzione rispetto agli sparatutto in prima persona usciti all'epoca: giochi di inquadrature, dialoghi (testuali) tra i personaggi, missioni complementari da svolgere.

Goldeneye 007 contiene infatti una componente di ricerca che non ricordavo: ogni livello richiede il completamento di alcuni obiettivi, come fotografare un satellite o disattivare un terminale, oltre che il raggiungimento dell'uscita. Queste mansioni aumentano di numero con il cambio del livello di difficoltà, e a volte diventa frustrante la totale assenza di una mappa.
O forse siamo noi ad essere stati viziati nell'ultimo decennio, e ad esserci troppo abituati alla presenza costante di un navigatore on-screen, riportante le indicazioni di tutto quello che c'è da fare? Niente, qui bisogna concentrarsi, esplorare e non perdere l'orientamento.

Esiste una quantità incredibile di armi da raccogliere dai soldati uccisi, ed è simpatico vedere come i nemici reagiscano in maniera differente a seconda di dove sono stati colpiti, dando vita ad animazioni spesso involontariamente comiche per l'enfasi con le quale sono state realizzate. Chiazze di sangue appaiono dove si è conficcato il proiettile, buchi sui muri e chiazze bruciate per terra ogni volta che si fa esplodere uno dei numerosi oggetti sparsi nei livelli, tra l'altro costruiti in maniera maniacalmente fedele agli ambienti visti nel film.

Il gioco è costantemente fluido, tranne nei momenti di caos, nei quali il framerate va a singhiozzo, ma una delle cose che spicca è decisamente l'accompagnamento musicale, con un pezzo diverso per ogni livello. Certo, parliamo di composizioni MIDI, ma la loro realizzazione è superba, con il tema di James Bond sempre ricorrente in ogni suo possibile riarrangiamento.

Esiste poi una modalità multiplayer, con arene tratte dalla modalità singola, altre inedite, la possibilità di immedesimarsi in molti personaggi della storia (molti sono sbloccabili, come elementi tratti da altri film della serie, quali Baron Samedi, Jaws e Oddjob), e la possibilità di inserire un numero impressionante di variabili: scegliere le armi e la modalità di scontro.
Tutto ciò può garantire ore e ore di divertimento, soprattutto se giocato in 4!

Split screen orizzontale per la modalità a due giocatori

La mia considerazione definitiva su Goldeneye 007 è questa: si tratta di un gioco completo in ogni suo aspetto, che al momento della sua uscita ha rappresentato senza dubbio una pietra miliare per il genere, sia graficamente, che per la sua attenzione per i dettagli, ma che purtroppo visto nel 2014 risente più di altri del peso del tempo.

La settimana scorsa avevo analizzato Virtual Pro Wrestling 64, lo avevo trovato godibile anche oggi, per via della sua grafica cartoonistica e per il suo gameplay fluido e immediato… qui purtroppo la sospensione dell'incredulità viene meno, ed è necessario più di una volta concentrarsi e mettersi a pensare che dopotutto è un titolo del 1997…

Siamo stati viziati dalle alte risoluzioni, e da mappe e indicatori che ci dicono sempre dove andare e cosa fare…

Se volete fare un tuffo nel passato e riprovare sui vostri polpastrelli che cosa fosse stato lo stato dell'arte per un videogiocatore di fine anni '90... rigiocateci!

Goldeneye 007, non sei tu ad essere cambiato…siamo cambiati noi…

Nino Baldan

Gameplay, filmato direttamente dalla tv




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