lunedì 15 settembre 2014

Anni 2000 - nostalgia (quarta parte)

Eccoci con la quarta puntata dedicata alla nostalgia degli anni 2000, e dopo aver parlato dei videogiochi e dei telefonini, ci soffermeremo a ricordare le altre tecnologie che hanno caratterizzato il decennio.

Partirei dai sistemi portatili per ascoltare musica.

Chi si ricorda dei cosiddetti Walkman (marchio Sony, ma universalmente utilizzato per definire tutti i sistemi con cuffiette di riproduzione delle audiocassette) che hanno dominato il mercato negli anni 80 e 90? Già nel decennio precedente abbiamo avuto i lettori portatili di cd, che utilizzavamo in autobus durante le gite scolastiche, e che "saltavano" in continuazione se mossi durante la riproduzione, fino all'avvento del cosiddetto "antishock", seguito da una definizione numerica in secondi, che identificava la massima durata dell'azione anti-salto.


Negli anni 2000 c'è stata la loro evoluzione: i lettori cd-mp3 portatili, che davano la possibilità ai possessori di masterizzatore di creare delle capienti compilation dei brani posseduti. Con i tastini si selezionava sul piccolissimo display LED a mo'di calcolatrice la cartella e il brano in questione. Ma si trattava di marchingegni ingombranti e scomodi, tanto da rovinare le tasche dei giubbotti per le loro dimensioni. L'alternativa erano i primi e rudimentali "lettori mp3", dalla ridicole dimensioni di memoria (32 mega, ovvero neppure 10 brani!!!), che peró stavano comodamente in tasca; ricordo le ore passate a creare una playlist "definitiva" dei brani preferiti, che a conti fatti lasciava sempre fuori uno o due canzoni.

Steva Jobs con la sua creatura

Nel 2001 Apple lanció il primo IPod, con l'incredibile (all'epoca) capienza 5GB grazie ad un piccolo hard disc della Toshiba, dotato di uno schermino monocromatico, e di un innovativo sistema di controllo: bisognava girare con il dito intorno ad un cerchio, in senso orario o antiorario per scorrere le canzoni presenti nella lista, che finalmente apparivano incolonnate. La sua cuffietta bianca inizió a definire un modo di essere, che avrà conferma poi con l'arrivo dell'Iphone, ma ricordiamo che tutta la famiglia di oggetti portatili della casa di Cupertino ha origine qui.

La riproduzione di mp3 sui cellulari era qualcosa di ancora inconcepibile, soprattutto per i primi anni del decennio: l'unico modo di sfruttare le cuffie su alcuni modelli era grazie ad una radiolina integrata.

Per quanto riguarda la visione domestica di film, iniziavano a circolare i primi lettori DVD, che garantivano un'allora mai vista qualità video (ovviamente soltanto sui poco definiti schermi a tubo catodico: collegando il sistema su uno schermo LED ad alta definizione si notano tutti i suoi limiti di compressione mpeg). Ma ancora in pochi erano dotati di tale tecnologia tra le proprie mura domestiche, si trattava in pratica di qualcosa "da nerd", il mondo aveva ancora il videoregistratore.
Nei videonoleggi c'era ancora la "cassetta", da riavvolgere prima di restituire, in un momento post-film che generalmente assumeva il ruolo di cine-forum da dedicare ai commenti sulla pellicola appena visionata. "Mah, mi aspettavo qualcosa di più", mentre di sottofondo c'era il veloce ronzio dell'apparecchio che riavvolgeva il nastro.
La VHS garantiva un'interazione che il DVD non poteva ancora dare: si poteva registrare la tv, duplicare una cassetta. E proprio qui voglio soffermarmi: essendo stato un appassionato di wrestling, tra amici attuavamo un vivace scambio di nastri, e per farne le copie si collegavano due videoregistratori: uno in play, uno in rec. Avevamo tutti all'epoca un secondo apparecchio in casa, custodito in uno scatolone, e quando c'era necessità lo si estraeva, lo si poneva sopra ad uno sgabello a fianco dell'altro, si applicava un cavo scart. Così. E si attendeva pazienti per tutto il tempo della durata del nastro da copiare. Essendo stato un supporto analogico, ad ogni duplicazione la videocassetta perdeva di qualità. Ricordo di aver ricevuto da un amico una preziosissima copia di un match di Tiger Mask, dove al massimo si distinguevano aloni slavati in movimento sullo schermo.

Una videocassetta

Youtube non esisteva, i software P2P erano poveri di utenti e penalizzati dalla scarsa velocità di connessione; lo scambio-vhs era l'unico modo per poter visionare filmati storici, di qualunque tipo: scriversi per giorni sui forum, attuare lo scambio per corrispondenza con qualche fortunato possessore del materiale che interessava. Ricordo che ogni utente aveva un file in word, intitolato VENDO/SCAMBIO, e sotto il listone di videocassette in suo possesso. Il postino suonava a casa, con una busta gialla in pluriball.
Devo avere da qualche parte, ancora, interi scatoloni di nastri ormai dimenticati, dall'ingombro non indifferente, senza custodie, a volte contrassegnati da un'etichetta, a volte no. Chissà se un giorno le inseriró mai più in un videoregistratore, chissà invece se me ne dimenticheró.

Nino Baldan

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