lunedì 25 agosto 2014

Anni 2000 - nostalgia (prima parte)

Da un po' di tempo ormai si è diffusa la moda su internet di rievocare i decenni passati, il tutto dettato dalla nostalgia degli utenti, e questo "ricordo dei tempi migliori" che sempre più aleggia in tutti noi, soprattutto in questo periodo di crisi economica, sociale e dei valori.

Abbiamo quindi pagine "anni 70", "anni 80" e ultimamente anche "anni 90"; non ho intenzione di essere il precursore assoluto (internet è un mondo così vasto…) ma intendo aprire questo primo post del mio blog con un argomento un po' particolare: la "nostalgia degli anni 2000"!

Siamo "solo" nel 2014, ma a pensarci bene è passato ben un decennio (e molta acqua sotto i ponti) da quei primi anni del millennio, caratterizzati ancora da un'ondata di ottimismo e di semplicità.

immagine da yugatech.com

La mia sarà un'analisi dal punto di vista personale (sono nato nel 1983), incentrata soprattutto su come ho visto e vissuto il periodo di passaggio tra i '90 e gli '00, e i primissimi anni del decennio in questione!
Spero che anche voi un po' vi riconosciate nelle mie divagazioni: gli anni 2000 li abbiamo vissuti tutti, e di loro abbiamo tutti un buon ricordo!


INTERNET
La Rete non era ancora alla portata di tutti. Oggi perfino i possessori di un cellulare hanno la possibilità di avere "il mondo in tasca", ma prima non era così.
Nelle case degli Italiani esisteva ancora il compiuter, quel "cassone" ingombrante relegato in un angolo della casa, retaggio degli anni '90 in quanto a forme e design, utilizzato esclusivamente per usi locali, ed era presente al massimo quel rumorosissimo aggeggio chiamato modem 56k, che era più un oggetto di curiosità che qualcosa di veramente utile.
L'amico mi invitava a casa, mi diceva "ci colleghiamo a internet", smanettava sul desktop tra tante finestre e partiva una sequenza di suoni infernali, beep e ronzii che duravano non meno di un minuto, attendevamo fiduciosi, e la maggior parte delle volte "non andava", era necessario riprovare e incrociare le dita. Finalmente si "prendeva la linea", quella telefonica ovviamente, mentre nell'altra stanza sua madre gridava che stava aspettando una telefonata importante dalla nonna in ospedale.
Sì, perché mentre si navigava la linea di casa rimaneva occupata, e ovviamente si pagavano gli scatti, come in una telefonata urbana.

I siti non erano come quelli di oggi: spesso erano solo testuali, con uno sfondo bianco o nero; le immagini erano rare, e la velocità di connessione era tale che queste iniziavano a caricarsi "riga per riga", dall'alto in basso. Il download praticamente non esisteva: al massimo si aveva una cartella con i file musicali "midi", non molto diversi da carillon che avrebbero dovuto ricordare alla lontana il brano originale, o un'altra con le immagini dei cartoni animati, scaricate dopo ore e ore di pazienza (che qualche compagno di scuola VENDEVA, stampate a colori su un foglio A4).

Girava voce che qualcuno in classe avesse qualcosa chiamato "linea ISDN", più veloce ma non si sa di quanto, finché iniziarono a proliferare le prime ADSL.
Tutto questo mentre a casa mia andavo avanti ancora con il maledetto modem 56k, che dopo l'uso staccavo e nascondevo sotto i vestiti nel mio armadio in camera, per evitare che i miei genitori, in preda alla rabbia dopo l'ennesima salatissima bolletta del telefono, me lo buttassero via.

Ecco che intorno ai primissimi anni 2000 cominciò a girare la voce dell'esistenza degli mp3, dei "magici" file musicali che in 3-4 megabyte avrebbero contenuto un'intera canzone, non solo la traccia strumentale, il che significa che in un quarto d'ora di connessione avrei potuto scaricare una hit del momento! Ricordo ancora, dopo notevoli tentativi, di essere riuscito a scaricare nel mio hard disk la canzone "Believe" di Cher, e di essermela ascoltata per un'ora in loop con le cuffie, orgoglioso del traguardo tecnologico appena raggiunto!

In quell'epoca andai al centro commerciale a comprare il mio primo masterizzatore (ovviamente di CD), ed automaticamente cominciai tra gli amici ad essere "quello che se ne intendeva di computer", mi arrivavano richieste di duplicare di cd, quando la maggior parte dei miei coetanei aveva ancora il floppy disk da 1,4 mega (!!!) l'uno come unico supporto di memorizzazione.


GLI INTERNET POINT

immagine da faberlibertatis.org

Qualcosa che oggi è quasi completamente scomparso (come le sale giochi, ma ne parleremo in seguito) erano gli internet point, piccoli negozi allestiti con postazioni computerizzate, dove, a pagamento, era possibile usufruire delle connessioni adsl, ovvero qualcosa che per molti era ancora impensabile in ambito domestico, soprattutto per via dello scetticismo dei genitori davanti alla sottoscrizione di un abbonamento "per perdere tempo sul compiuter".
Il massimo era quando questi permettevano di scaricare, e di registrare i contenuti su cd, da portare a casa orgogliosi dopo ore e migliaia di lire (sigh!) spese davanti ad una tastiera e ad piccolo schermo a tubo catodico.

Ogni internet point aveva la sua clientela abituale, spesso composta da nerd che passavano le giornate completamente zitti a giocare on-line a giochi di strategia, e ogni internet point aveva il suo proprietario, che assumeva tra i frequentatori il ruolo di "guru", quasi una figura mitologica da non contraddire mai, pena l'ostracismo da quella piccola comunità.

La quasi totalità giocava, mentre io ero invece alla spasmodica ricerca di canzoni, video musicali e qualsiasi cosa risultasse per me finalmente disponibile alla fruizione; ricordo a tutti che Youtube ancora non esisteva, e l'unico modo per cercare un documento del passato era scaricarlo da qualche parte. Gli hard disk erano poco capienti, e ricordo che avevo un cassetto pieno di CD marchiati a pennarello, risalenti alle mie varie sessioni negli internet point.

WEB 1.0
Oggi si parla tanto di web 2.0, ovvero una rete che permette a tutti di pubblicare contenuti, condividerli e commentarli a piacimento, ma all'epoca non era così.

Il web era qualcosa di macchinoso, di chiuso, forse più simile ad un televideo.
Chi riusciva a mettere su un sito assumeva uno status simile a quello del gestore di internet point, ed aveva uno stuolo di adoratori. Ma una cosa importante avvenne in quel periodo: finalmente persone con lo stesso interesse residenti in diverse parti d'Italia riuscirono sintonizzarsi in un medesimo luogo, a mettere insieme dei piccoli grandi progetti, come quanto avvenne per il wrestling (ma di questo ne parlerò un'altra volta).

I social network non esistevano, c'erano "i forum", bacheche testuali legate al relativo sito, e completamente slegate tra loro. Spesso era necessario creare un account diverso per ciascuno di essi, ed era così che si comunicava all'epoca.

Ricordo soltanto l'esistenza di qualche vaga chat testuale (tipo ICQ) frequentata da piccoli gruppetti di persone, fino alla nascita di quelle primissime comunità di ragazzini esibizionisti (come Netlog), che pubblicavano le loro foto vestiti con gli abiti più trendy, e che segnerà per me la fine di questo magico periodo di passaggio e dei primi pionieristici approcci di massa alla rete.

Nino Baldan

Nessun commento:

Posta un commento

Share This

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...